Reggio Calabria - Con riferimento alla relazione della Commissione di
accesso al Comune di Reggio Calabria, pubblicata da alcuni organi
d'informazione, l'ANCE di Reggio Calabria osserva che alcune delle
imprese citate nell'analisi sui fornitori dell'ente sono proprie
associate.
Tuttavia, in alcuni servizi giornalistici, si rilevano cospicui
profili di inesattezza e parzialità, con risvolti anche in termini di
lesione del diritto alla privacy e privi di rilevanza pubblica e
notiziabilità. Tali inesattezze e parzialità saranno chiarite a breve
e, laddove reiterate, saranno oggetto di ricorso alla competente
autorità giudiziaria.
Al di là di queste specifiche doglianze, l'ANCE rileva come sia
assolutamente indispensabile ricostruire un clima costruttivo fondato
sul principio di legalità e sul rispetto della legge.
La stragrande maggioranza delle imprese edili reggine è composta da
persone perbene che si guadagnano da vivere onestamente solo
attraverso il loro lavoro.
Questa Associazione e le imprese che in essa sono riunite rifiutano
l'etichetta della contiguità ai clan rappresentata nella generica
definizione, ad alcuni ingiustamente attribuita, di aziende "in odor
di mafia".
"Abbiamo già chiesto un incontro a Sua Eccellenza il Prefetto
Piscitelli – dichiara il presidente dell'ANCE di Reggio Calabria
Francesco Siclari -, e lo proporremo in tempi brevi ai Commissari
straordinari del Comune, per instaurare un rapporto di proficua
collaborazione, nel rispetto delle istituzioni e della comunità
reggina e con l'unica stella polare della legalità".
Reggio Calabria, 13 ottobre 2012
ANCE Reggio Calabria
Sezione Costruttori Edili di Confindustria Reggio Calabria
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