PRIMARIE CS: VENDOLA, PADANIA HA COPIATO LATO PEGGIORE SUD
- Rosarno (Reggio Calabria), - "Dobbiamo combattere la
desertificazione, ripartire dalla terra, da quel latifondo che e'
stato conquistato anche qui in Calabria". E' partito da Rosarno, nel
Reggino, la due giorni calabrese del candidato alle primarie del
centrosinistra Nichi Vendola. Quella Rosarno, citta' teatro della
rivolta nel 2010 degli stagionali africani e punto di riferimento per
alcuni decenni del mercato agrumicolo calabrese, settore oggi in
forte crisi. E proprio l'agricoltura e la dignita' del lavoro sono
stati il punto centrali su cui e' ruotato quasi tutto l'intervento
del governatore della Puglia. "Un settore, quello agricolo - ha detto
Vendola - che oggi soffre la crisi perche' il produttore viene
sfruttato con una paga da miseria e viene arricchito chi sta dietro
all'intermediazione. Ripartire dalla terra vuol dire riappropriarci
di una ricchezza che ha costruito, anche qui, generazioni di
lavoratori onesti". Vendola ha attaccato con forza anche i suoi
"colleghi governatori, specie in Calabria, che hanno badato ad
"altro", piuttosto che investire i fondi europei. In Puglia abbiamo
speso il doppio per dare contributo alla speranza e ai progetti dei
giovani, per aprire i cantieri e dare lavoro, qui in Calabria non e'
stato fatto".
L'apertura del suo intervento, pero', davanti a una sala gremita di militanti e curiosi che lo ha atteso per circa un'ora, e' rivolto alla Lega Nord. "Che delusione - ha esordito il governatore - avevamo imparato a pensare che la mafia era qualcosa impresso nel dna dei meridionali, cosi' come il clientelismo e il malaffare, i voti comprati per 10 euro. Che delusione, l'unica cosa che la mitica e laboriosa Padania e' riuscita a copiare dal Sud e' il lato peggiore del Meridione, quello delle "ombre"". Un chiaro riferimento alle ultime inchieste giudiziarie della procura di Milano in cui sono finiti politici come l'assessore regionale Zampetti, accusato di avere comprato un pacchetto di voti da uomini vicini alla 'ndrangheta. "Ma la dea Nemesi - ha proseguito Vendola - quella della vendetta, una mattina ha bussato alla porta del senatore Bossi che ha scoperto che quelle "ombre", quella mafia contro cui aveva parlato per anni era di casa al nord".
"Rispetto agli altri candidati in corsa per le primarie, Vendola ha speso poco tempo: Avete notato che ho parlato poco di poltica in senso stretto, sono molto piu' attratto dalla sostanza, dai problemi". "Sono riuscito in un piccolo miracolo - ha aggiunto - portare il centrosinistra a sinistra, cosa che non fa per molto tempo. A Pierluigi Bersani sono molto legato, ma ho paura che sia attanagliato dalla logica del "vorrei ma non posso". E allora dico che se tutto il chiasso che e' stato fatto, e' servito solo per rottamare D'Alema e riciclare Casini, forse non ne e' valsa la pena". Su Renzi: "Mi pare che stia cercando di portare dalla sua parte una certa borghesia del nord che a me non piace". Per Vendola, la proposta del centrosinistra deve esser forte come fu per il berlusconismo: "Non abbiate paura - ha spiegato - dobbiamo partire da un sogno e un grande racconto, cambiare il vocabolario della politica". "Gli anni del berlusconismo - hanno aggiunto - hanno ucciso il futuro dei nostri giovani, hanno portato via la speranza. E' stata un'epoca di demolizione della cultura del lavoro, della scuola e di tutto un sistema di valori costruiti con fatica dal secondo dopoguerra".
L'apertura del suo intervento, pero', davanti a una sala gremita di militanti e curiosi che lo ha atteso per circa un'ora, e' rivolto alla Lega Nord. "Che delusione - ha esordito il governatore - avevamo imparato a pensare che la mafia era qualcosa impresso nel dna dei meridionali, cosi' come il clientelismo e il malaffare, i voti comprati per 10 euro. Che delusione, l'unica cosa che la mitica e laboriosa Padania e' riuscita a copiare dal Sud e' il lato peggiore del Meridione, quello delle "ombre"". Un chiaro riferimento alle ultime inchieste giudiziarie della procura di Milano in cui sono finiti politici come l'assessore regionale Zampetti, accusato di avere comprato un pacchetto di voti da uomini vicini alla 'ndrangheta. "Ma la dea Nemesi - ha proseguito Vendola - quella della vendetta, una mattina ha bussato alla porta del senatore Bossi che ha scoperto che quelle "ombre", quella mafia contro cui aveva parlato per anni era di casa al nord".
"Rispetto agli altri candidati in corsa per le primarie, Vendola ha speso poco tempo: Avete notato che ho parlato poco di poltica in senso stretto, sono molto piu' attratto dalla sostanza, dai problemi". "Sono riuscito in un piccolo miracolo - ha aggiunto - portare il centrosinistra a sinistra, cosa che non fa per molto tempo. A Pierluigi Bersani sono molto legato, ma ho paura che sia attanagliato dalla logica del "vorrei ma non posso". E allora dico che se tutto il chiasso che e' stato fatto, e' servito solo per rottamare D'Alema e riciclare Casini, forse non ne e' valsa la pena". Su Renzi: "Mi pare che stia cercando di portare dalla sua parte una certa borghesia del nord che a me non piace". Per Vendola, la proposta del centrosinistra deve esser forte come fu per il berlusconismo: "Non abbiate paura - ha spiegato - dobbiamo partire da un sogno e un grande racconto, cambiare il vocabolario della politica". "Gli anni del berlusconismo - hanno aggiunto - hanno ucciso il futuro dei nostri giovani, hanno portato via la speranza. E' stata un'epoca di demolizione della cultura del lavoro, della scuola e di tutto un sistema di valori costruiti con fatica dal secondo dopoguerra".

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