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Proiezione film “Senza arte ne parte” - Premio Vittorio De Seta.

E' stato proiettato nel pomeriggio al Teatro "F.Cilea", il film "Senza
arte nè parte" di Giovanni Albanese. Tra gli attori della pellicola
girata nel 2011, Hassan Shapi, Donatella Finocchiaro, Vincenzo Salemme
e Giuseppe Battiston. Il film, ambientato in Puglia, ha ricevuto due
candidature ai Nastri D'Argento, per la migliore commedia e migliore
attore non protagonista, Giuseppe Battiston. Nella trama,i
protagonisti, cercano di imbrogliare un impresario arrogante e senza
scrupoli e dei facoltosi collezionisti, falsificando opere d'arte di
un'artista contemporaneo, ma perdono tutto, dopo il fallimento
definitivo dell'azienda in cui lavorano. Intanto, prosegue a Villa
"Zerbi", la proiezione dei documentari che rientrano nell'ambito del
Premio "Vittorio De Seta". Tra i nove documentari che saranno
esaminati dalla giuria, presieduta da Vera Dragone, sarà scelto il
migliore lavoro, che verrà premiato venerdì, nel corso della serata
conclusiva del "Reggio Calabria Film Fest". Il Premio curato da
Piergiorgio Scuteri, Novella Spanò e Stefano Perrella, è cominciato
martedì con la proiezione di "FERRHOTEL" di Mariangela Barbanente, e
"IN ATTESA DELL'AVVENTO", di Arturo Lavorato e Felice D'Agostino.
Oggi, invece sono stati proiettati altri tre documentari: "DI MESTIERE
FACCIO IL PAESOLOGO" di Andrea D'Ambrosio, "SCORIE IN LIBERTA' " di
Gianfranco Pannone e "LA NAVE DOLCE" di Daniele Vicari. Domani
pomeriggio, si proseguirà con la visione del "SANTO NERO" di Antonio
Bellia e "SENZA TRUCCO" di Giulia Graglia. Nel documentario
"FERRHOTEL", la storia è ambientata a Bari, a due passi dalla
stazione centrale. Un piccolo albergo dismesso, un viavai ininterrotto
di persone che entrano ed escono. Sono ragazzi e ragazze somali, in
tasca un permesso di soggiorno e nel loro paese una guerra che sembra
non finire mai. Nell'altro documentario, proiettato nella prima
giornata del Festival, "IN ATTESA DELL'AVVENTO" , l'Unità d'Italia e
le sue celebrazioni, 1861, colgono in questo difficile 2011 con
un'enfasi che cozza forte contro gli irrisolti della storia italiana.
Giocando con questa banalità della storia fatta a date, incuneiamo in
questo binomio celebrativo il 1971 della rivolta a Reggio Calabria.

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