il procuratore aggiunto della Dda Nicola Gratteri
REGGIO CALABRIA. 'La cosca Iamonte diversifica le attività. Controlla in modo asfissiante il territorio di Melito e le aree limitrofe. Interviene anche per opere pubbliche piccole, di otto-diecimila euro perchè è una forma di esternazione del potere. Se in quell'opera lavorano cinque operai, si ricorderanno quando si andrà a votare''. Così il procuratore aggiunto della Dda Nicola Gratteri ha spiegato in conferenza stampa l'importanza di un'indagine che ''potrà essere usata nelle scuole dei carabinieri per spiegare che cos’è un'associazione mafiosa''. La valenza dell'attività investigativa, secondo il magistrato, è data dalla captazione delle intercettazioni ambientali. ''Sentiamo dalla viva voce dei protagonisti come la 'ndrangheta interagisce'', ha rilevato. L'indagine ha riletto gli atti che avevano già portato allo scioglimento del consiglio comunale di Melito di Porto Salvo nel 1991 e nel 2005, permettendo di capire quanto la cosca Iamonte sia ancora presente sul territorio. ''Facevano il porta a porta per chiedere voti e ogni frazione doveva chiedere conto del risultato finale. Il rappresentante di una frazione dove erano stati registrati solo otto voti è stato redarguito dalla famiglia Iamonte per lo scarso risultato elettorale''. La 'ndrangheta è a favore della costruzione della centrale a carbone di Saline. Lo si desume dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale, Cinzia Barillà. Secondo quanto emerso dalle indagini, il consulente nominato dalla multinazionale svizzera Sei si è preoccupato di chiedere al sindaco Gesualdo Costantino e ai personaggi vicini alla cosca Iamonte se erano a favore del progetto. Il primo cittadino in pubblico si dimostrava contrario, spinto dalla mobilitazione dei cittadini contro la realizzazione dell'impianto a carbone, ma dall'altro lato interloquiva sul fronte opposto con i sostenitori della centrale mostrandosi evidentemente disponibile per favorirne gli interessi.