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Palazzo Chigi, feriti 2 carabinieri

UOMO FERITO A PALAZZO CHIGI: E' CARABINIERE

SPARI PALAZZO CHIGI: CHI SONO I CARABINIERI FERITI - ROMA, 28 APRILE 2013 - I carabinieri feriti dall'attentatore davanti a Palazzo Chigi sono il brigadiere Giuseppe Giangrande, di 50 anni, e il carabiniere scelto Francesco Negri, di 30. Sia il brigadiere sia l'appuntato sono effettivi al Battaglione Toscana.

Due carabinieri sono rimasti feriti davanti Palazzo Chigi a Roma dopo che un uomo in giacca e cravatta ha aperto il fuoco esplodendo numerosi colpi di pistola. I militari sono stati colpiti uno al collo e uno alla gamba. Uno dei due sarebbe grave, ma entrambi non sarebbero in pericolo di vita. Sono un appuntato e un maresciallo. Ferita di striscio anche una donna incinta che si trovava a passare. E' stata ricoverata al Santo Spirito.  Lo sparatore è arrivato davanti a Palazzo Chigi provenendo a piedi da Montecitorio. Giunto davanti allo sbarramento del reggimento mobile dei carabinieri, ha esploso diversi colpi  da una pistola calibro 22, ferendo il primo militare alla gamba e poi colpendo l'altro militare, che  presidiava la garitta. I carabinieri feriti sono il brigadiere Giuseppe Giangrande, di 50 anni, e il carabiniere scelto  Francesco Negri, di 30. Sia il brigadiere sia l'appuntato sono effettivi al Battaglione Tuscania.

Lo sparatore è stato subito immobilizzato dagli altri agenti presenti sul posto, dopo aver abbozzato un tentativo di fuga: si chiama Luigi Preiti, 46 anni è originario di Rosarno, in Calabria, ma vive in Piemonte, sembra in provincia di Alessandria, da molti anni. Secondo  fonti investigative non avrebbe precedenti penali gravi. Avrebbe solo un vecchio precedente per falso e sicuramente non è considerato soggetto legato alla criminalità organizzata. L'uomo non è dunque legato alla 'ndrangheta, secondo quando emerge dalle prime ricerche effettuate dagli investigatori reggini. Fonti investigative qualificate affermano che, dopo la separazione dalla moglie e la perdita del lavoro, l'uomo sarebbe però finito nel giro dei videopoker.

Notizie in parte confermate da Arcangelo Preiti, il fratello dello sparatore. "Fino a ieri mattina mio fratello era una persona lucida e  intraprendente... Ora sento queste notizie e mi crolla tutto addosso...". "Lui viveva a Predosa, poco lontano da me. Ha perso il lavoro e si è separato dalla moglie, è padre... Problemi psichici? No, no... Da 49 anni a questa parte no...", dice Arcangelo Preiti. "Dopo aver perso il lavoro è tornato in Calabria a vivere con i miei genitori, non lo vedo e non lo sento da agosto". L'uomo ha anche un figlio di dieci anni.

"So che si era trasferito in Piemonte da una ventina d'anni, qualche volta tornava in Calabria per le vacanze. Quando viveva qui faceva il muratore, non ha mai dato segnali evidenti di di disagio", dice all'Adnkronos il sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi. "Non so a cosa sia dovuto questo gesto ma credo che dovremmo trarre lezione e andare cauti, c'è un disagio sociale fortissimo soprattutto qui da noi", ha concluso.

Fonti governative hanno confermato che lo sparatore non aveva il porto d'armi. "Per favore, allentatemi le manette, non sento il braccio": cosi, secondo quanto riferito all'ANSA da forze dell'ordine presenti sul posto, Luigi Preiti si è rivolto agli agenti che lo hanno bloccato. "E' apparso freddo e lucido", riferisce un addetto alla sicurezza che ha partecipato all'arresto. Quando è stato bloccato dai carabinieri è finito in terra sbattendo la testa. All'uomo, che è in stato di arresto, è stato applicato un collare medico. Dal momento della sua cattura, si sarebbe chiuso nel silenzio, non rispondendo alle domande degli investigatori.

Panico nella piazza tra i presenti dove è immediatamente scattato lo 'stato di massima allerta'. Centinaia le auto delle forze dell'ordine mentre a Palazzo Chigi si stava tenendo il giuramento del Governo Letta. La polizia scientifica ha ritrovato a terra almeno sei bossoli.

"Ho sentito due colpi di pistola, mi sono girato ed ho visto un uomo sui 40 anni ben vestito, in grigio, che sparava ad altezza uomo ad un carabiniere. Sono scappato perchè ho avuto paura che sparasse contro di me ed altri colleghi". A raccontarlo è Simone Bianchi, di 32 anni, operatore di un service che stamani ha assistito alla sparatoria insieme ad altri suoi colleghi. "Ho pensato a mettermi in salvo - ha
aggiunto l'operatore - e soltanto dopo ho preso la mia telecamera ed ho filmato il carabiniere che era a terra sanguinante. Indossava una divisa anti sommossa. Ho davvero avuto paura che potesse puntare la pistola contro di noi"."In un primo momento ho pensato che l'attentatore - ha concluso - potesse essere un uomo appartenente alle scorte per come era vestito".

Le forze dell'ordine hanno fatto defluire la folla dopo gli spari esplosi in piazza Colonna. La misura, secondo uno degli agenti in forza davanti al Quirinale, sarebbe stata presa perché si temeva ci fosse in circolazione anche un altro uomo armato, ma poi l'allarme specifico è rientrato.  Evacuato anche il piazzale davanti al Quirinale.  Rafforzate le misure di sicurezza attorno ai palazzi istituzionali e negli obiettivi sensibili.  A Palazzo Chigi è arrivato Gianni De Gennaro, sottosegretario ai Servizi segreti del governo Monti. L'area dove è avvenuta la sparatoria è stata transennata.

Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, è andato all'Umberto I, l'ospedale di Roma dove sono stati ricoverati i due carabinieri feriti. (28 aprile 2013) 


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