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Palermo, lite tra due amici, un arresto per tentato omicidio.

PALERMO: 1° MAGGIO CARABINIERI INTERVENGONO PER UNA LITE TRA DUE AMICI, ARRESTATO OPERAIO "AMIA" PER TENTATO OMICIDIO.
 

I Carabinieri della Stazione di Palermo Altarello di Baida, nella giornata di ieri 1° maggio 2013, hanno tratto in arresto un operaio della società "AMIA", identificato in BURGIO Giuseppe, palermitano 43enne, per il reato di tentato omicidio ai danni di Graziano Carlo, 36enne palermitano, mediatore immobiliare, attualmente ricoverato presso il Reparto di Chirurgia dell'Ospedale Villa Sofia di Palermo, in prognosi riservata sulla vita.

Non erano ancora trascorse le 19.00, quando la Centrale Operativa del Comando Provinciale Carabinieri di Palermo allertava la pattuglia della Stazione di Altarello di Baida, per un immediato intervento relativo ad un accoltellamento, segnalato in via Vito Fazio Allmayer del civico11.

Giunti sul posto, i militari dell'Arma, rinvenivano riverso sull'asfalto la vittima identificata nel GRAZIANO Carlo, che presentava evidenti ferite all'addome, copiosamente sanguinanti, cosciente, tanto da informare gli investigatori di essere stato attinto da quattro fendenti sferrati con un coltello di grosse dimensioni, a seguito di una lite a casa del suo vicino BURGIO Giuseppe, abitante al sesto piano del vicino civico nr. 4.

Subito soccorso dagli stessi Carabinieri intervenuti, veniva trasportato a mezzo autoambulanza del "118" e trasportato presso il locale Ospedale "Villa Sofia".

Le contestuali indagini dei Carabinieri della Stazione di Altarello di Baida, consentivano di individuare persino l'esecutore del reato, è bastato alzare lo sguardo che veniva notato il BURGIO Giuseppe, affacciato al balcone di casa propria, il quale pronunciava frasi sconnesse ed incomprensibili, in evidente stato di agitazione.

I Carabinieri, pertanto raggiungevano l'abitazione del BURGIO al sesto piano, il quale presentava una recente ed sanguinatà ferita al volto, tra la fronte e l'occhio sinistro, in evidente stato di ubriachezza. L'uomo, riferiva di aver trascorso con il GRAZIANO, unitamente ad altri amici e familiari, la giornata festiva del 1° Maggio presso una fabbrica di scarpe di proprietà del padre di quest'ultimo, di via Domenico Guerrazzi.

Nel corso della mangiata, i due amici, avevano avuto una discussione e per evitare più gravi conseguenze il BURGIO aveva deciso di rientrare a casa lasciando lì la sua famiglia. Qui, però, veniva raggiunto dal GRAZIANO che pretendeva di entrare, insistendo con forza, dando calci alla porta. Il Burgio, solo allora avrebbe aperto la porta, ricevendo un colpo al volto e difendendosi con un coltello da cucina, risultato avente una lama di 20 centimetri, che successivamente consegnava ai militari intervenuti.

Dal successivo sopralluogo si accertava come la porta d'ingresso dell'appartamento del Burgio presentava evidenti segni di suola di scarpa, mentre, nell'ingresso di casa, veniva rinvenuto poggiato su un mobile, un bastone di legno di circa 75 centimetri con una evidente traccia ematica, sottoposti a sequestro unitamente al coltello. L'abitazione appariva in ordine e non vi erano tracce ematiche nè sul pavimento né alle pareti.

Lungo le scale condominiali, al 5° piano, diversamente veniva rinvenuto un pezzo di legno costituente parte del bastone già repertato sul mobile d'ingresso, mentre al piano terra, si notava sul marmo d'ingresso una goccia di sangue.

Il Burgio, dopo essere stato condotto presso gli Uffici della Stazione CC di Palermo Altarello di Baida, veniva successivamente trasferito, con autoambulanza del "118", al Pronto Soccorso dell'Ospedale Civico di Palermo ove veniva riscontrato affetto da "TRAUMA ALL'EMIVOLTO SX", giudicato guaribile in giorni 5 s.c..

Nel frattempo i Carabinieri, continuavano a raccogliere tanto più dichiarazioni testimoniali, al fine di ricostruire l'esatta dinamica dei fatti.

Veniva appurato dagli investigatori, come il BURGIO, mentre il GRAZIANO si trovava in strada sanguinante, si affacciava al balcone di casa e in dialetto siciliano proferiva: "SEI STATO TU A SALIRE A CASA MIA".

Le dichiarazioni più importanti, però, erano quelle dei familiari che con i due avevano passato la giornata. Questi, infatti, riferivano come i due, dapprima in maniera scherzosa e poi con toni più accesi, forse dall'elevata tasso alcolemico dovuto al vino, per futili motivi, avevano cominciato a discutere per un banale "braccio di ferro", finito a breve alle mani.

Erano intervenuti quindi i familiari presenti, a calmare gli animi e riportare i due alla ragione. Tuttavia, ciò non deve essere stato sufficiente, visto quanto accaduto in seguito. Infatti il GRAZIANO, lasciati gli ignari familiari a festeggiare, seguiva BURGIO fino a casa, dove i due concludevano la contesa iniziata poco prima.

Il BURGIO, vista la gravità degli elementi raccolti e per la sua azione quattro coltellate sferrate all'addome ed alla gamba sinistra con un coltello grande in suo possesso, veniva tratto in arresto con l'accusa di "tentato omicidio".

Per lui, quindi, malgrado la disponibilità dimostrata nei confronti delle Forze dell'Ordine, si sono aperte le porte del carcere "Ucciardone" di Palermo.

La vittima dell'accoltellamento, nella stessa serata di ieri veniva sottoposto ad un delicato intervento chirurgico d'urgenza al termine del quale, veniva ricoverato presso il reparto di chirurgia generale per "FERITA DA TAGLIO REGIONE ADDOMINALE SINISTRA E BASSO VENTRE, DUE PICCOLE FLC SUPERFICIALI EMITORACE SX E COSCIA DX", con prognosi riservata sulla vita.

Palermo, 02 maggio 2013

 




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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 347 69 11 862

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