Cinquefrondi (Reggio Calabria) 7 luglio 2013 Un solo (piccolo) paese e due eventi. Ed il pubblico si divide. Ma non poteva essere altrimenti, visto che in circostanze simili, la
concomitanza non è mai una variabile favorevole allo spettacolo. E’ quanto successo ieri sera Cinquefrondi, proponendo l’esibizione di un
saggio di danza in Piazza della Repubblica e il concerto del cantante Mimi Sterrantino presso Largo del Tocco.
Ed è proprio dal centro storico che i rappresentanti di Rinascita hanno voluto protestare contro questa “strana coincidenza” recriminando contro la pessima gestione delle autorizzazioni da parte dell’ente comunale che ha involontariamente o meno, comunque di fatto, sovrapposto le due iniziative. Francesco Belziti, Totò De Mujà e Michele Conia, saliti sul palco prima dell’esibizione del cantautore Sterrantino, hanno fatto brevemente il punto della situazione circa lo stato di avanzamento del progetto “Borgo Futuro” ringraziando quanti hanno voluto aderite attraverso la prestazione volontaria di manodopera o la concessione gratuita di materiali per i lavori nella zona “Arretu li mura” nel pieno centro storico che, sta riacquistando, pian piano, l’antico splendore grazie agli interventi di ripulitura e rifacimento di luoghi e percorsi che sembravano aver inghiottito parte della storia e della memoria dei cinquefrondesi.
Non senza però aver lanciato qualche sasso nello stagno per smuovere le acque. Belziti ha parlato senza mezzi termini di un tentativo di boicottaggio, mentre De Mujà ha riferito che solo con impulsi propositivi come quello di Borgo Futuro Cinquefrondi può rinascere, precisando che «mancano solo un anno e pochi mesi al rinnovamento». Michele Conia, in particolare, s’è detto contrariato per le ostilità all’iniziativa di Borgo Futuro da parte di chi gestisce la cosa pubblica che «non concede l’uso dell’amplificazione giustificando che è non funzionante, oppure fissando - all’ insaputa gli uni dagli altri – la medesima data per due iniziative, comportando la contrapposizione tra organizzatori» come è effettivamente accaduto.
Chiaramente, un peccato. Innanzitutto per i cittadini che in questo contesto sono stati costretti ad optare per l’ una o l’altra manifestazione, rinunciando inevitabilmente a qualcosa. Secondariamente, perché si è privato il pubblico della possibilità di sfruttare serate diverse per avere maggiori opportunità per godere di esibizioni che avrebbero spinto la gente ad uscire di casa una volta di più, compiacersi della frescura serale e rianimare con più allegria il paese. Leggerezze che hanno il sapore dei piccoli stratagemmi osservati nei film di Guareschi che rendevano gli autori stranamente più felici per il flop dell’evento altrui piuttosto che compiacersi per la riuscita del proprio.
Giuseppe Campisi
Ed è proprio dal centro storico che i rappresentanti di Rinascita hanno voluto protestare contro questa “strana coincidenza” recriminando contro la pessima gestione delle autorizzazioni da parte dell’ente comunale che ha involontariamente o meno, comunque di fatto, sovrapposto le due iniziative. Francesco Belziti, Totò De Mujà e Michele Conia, saliti sul palco prima dell’esibizione del cantautore Sterrantino, hanno fatto brevemente il punto della situazione circa lo stato di avanzamento del progetto “Borgo Futuro” ringraziando quanti hanno voluto aderite attraverso la prestazione volontaria di manodopera o la concessione gratuita di materiali per i lavori nella zona “Arretu li mura” nel pieno centro storico che, sta riacquistando, pian piano, l’antico splendore grazie agli interventi di ripulitura e rifacimento di luoghi e percorsi che sembravano aver inghiottito parte della storia e della memoria dei cinquefrondesi.
Non senza però aver lanciato qualche sasso nello stagno per smuovere le acque. Belziti ha parlato senza mezzi termini di un tentativo di boicottaggio, mentre De Mujà ha riferito che solo con impulsi propositivi come quello di Borgo Futuro Cinquefrondi può rinascere, precisando che «mancano solo un anno e pochi mesi al rinnovamento». Michele Conia, in particolare, s’è detto contrariato per le ostilità all’iniziativa di Borgo Futuro da parte di chi gestisce la cosa pubblica che «non concede l’uso dell’amplificazione giustificando che è non funzionante, oppure fissando - all’ insaputa gli uni dagli altri – la medesima data per due iniziative, comportando la contrapposizione tra organizzatori» come è effettivamente accaduto.
Chiaramente, un peccato. Innanzitutto per i cittadini che in questo contesto sono stati costretti ad optare per l’ una o l’altra manifestazione, rinunciando inevitabilmente a qualcosa. Secondariamente, perché si è privato il pubblico della possibilità di sfruttare serate diverse per avere maggiori opportunità per godere di esibizioni che avrebbero spinto la gente ad uscire di casa una volta di più, compiacersi della frescura serale e rianimare con più allegria il paese. Leggerezze che hanno il sapore dei piccoli stratagemmi osservati nei film di Guareschi che rendevano gli autori stranamente più felici per il flop dell’evento altrui piuttosto che compiacersi per la riuscita del proprio.
Giuseppe Campisi


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