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RESTANDO AI PIEDI DI GESU' CON IL LIBRO DI CLAUDIA KOLL - DI PIERFRANCO BRUNI


Restando ai piedi di Gesù per ascoltare e affidarsi

Lo sguardo del dono nel libro di Claudia Koll come attrazione e amore

 

di Pierfranco Bruni

 

 

 

Ci sono vie che attraggono nei nostri percorsi. Vie che danno un senso e un respiro. Vie tratteggiano il nostro esistere. Lungo la Via della Conchiglia si incontra il desiderio della Parola. Lungo il tragitto che supera Damasco si ritrovano i silenzi della preghiera. Lungo le strade della Maddalena si incontrano l'amore in Cristo, la perseveranza di offrire la fedeltà ai piedi della Croce, il segno della rivoluzione cristiana nella Resurrezione.

L'Incontro tra la Donna di Magdala e Cristo è un incontro d'amore. Quello degli sguardi, quello della speranza, quello dell'attesa del silenzio contemplante dopo l'urlo disperante della notte.

Bisogna restare ai piedi di Gesù per ascoltare e affidarsi. Affidarsi è uno dei concetti più belli nella cristianità non solo dei sinottici ma anche di quelli apocrifi, gnostici, nel  Vangelo di Filippo, nel Vangelo di Maria e del pensare che l'incontro con l'altro è sempre una partecipazione nell'amore e d'amore.


La conversione non è un fatto straordinario. È il donarsi a Cristo nella pazienza dell'accoglienza. È l'incontro tra occhi che si osano ascoltare fermando l'attimo del dubbio nella verità rivelata. Non è soltanto una metafisica dell'anima, questo mio spalmare concetti e frasi tra i miei viaggi della ricerca. Ricercare non è un dono. È piuttosto un'inquietudine. La fede è un miracoloso incontro. Nel mistero della rivoluzione della spiritualità.

Sono temi con i quali mi scontro e mi ritrovo. Mi allontanano e mi avvicinano dal e a Cristo che è Croce ma è soprattutto Vita rivelata e rivelante. Mettersi in ascolto può anche avere un senso che tocca il mistico, ma tocca l'incanto di una magia che la Donna di Magdala portava nei suoi azzurri occhi e tra le pieghe dei suoi biondi capelli. Quella Donna che sa amare Cristo e lo accompagna ai piedi del Calvario per poi sentirlo come vento bussante alle spalle.


La conversione è anche un sentire bissare alle vie del cuore. Non ha un progetto. La fede è un mistero. La religione è un progetto. Il Cristo è uno sguardo. Nel momento in cui ti tocca vuol dire che ti ha già guardato e quello sguardo ha penetrato il tuo inquieto cammino.

Ho riletto il libro di Claudia Koll, "La mia conversione", in questi giorni nell'itinerario dei miei viaggi nella spiritualità del contemporaneo leggere il moderno. Lo avevo già spaginato circa due anni fa, quando uscì. È una "diario" dell'anima nella fisicità del cuore che tira frecce. È una pagina che punta dritta ai labirinti della mente e dice: puoi incattivirti fin quando basta o addirittura fin quando vuoi per restare inquieto tutte le notti possibili, ma se Cristo ti impegna la sua voce ti chiede un senso. E Cristo, stanne sicuro, ti impegna anche nelle piccole cose, nelle ore brevi e nelle giornate, e ti impegna per te ma soprattutto per gli altri. Perché l'altro è sempre in te. Non è uno straniero.


Io rileggerei il libro di Claudia non partendo dal fatto che lei è un'attrice, che si porta dietro un bagaglio di esperienze, come spesso si dice o si legge, di attrice che ha dato un'immagine ad una cultura filmografica particolare, ma partirei dal punto.


Già, nel momento in cui il suo passo diventa lento e i suoi occhi incontrano quelli di Cristo il passato non è più un ricordo, neppure una testimonianza o un'esperienza. Il passato è la memoria depositata in una soffitta che non appartiene più e non c'è più, nel momento in cui le mani di Cristo segnano il dono, che è quello della preghiera che supera il tempo, perché l'attesa della speranza è nel guardare la gioia e il dolore nelle quali si cammina e non il mondo nel quale si è camminato.


Ecco perché la conversione è bellezza. È l'estetica dell'anima che attraversa completamente la metafisica e si fa contemplante mistero. Claudia Koll ci dice tante altre cose non solo nel suo libro, libro di vita e di esistenza in un raccontare leggero e deciso, profondo e comunicante, ma anche nel suo comportamento e nelle sue relazioni verso il Gesù disarmato nei nostri giorni ma forte, verso il Gesù della Riconciliazione che è il Gesù eucaristico.


Claudia sembra accarezzare le parole ma lei è stata accarezzata e penetrata dalle parole che hanno l'armonia di quelle donne oranti che conoscono la sopportazione e la perseveranza. Il donarsi è il mistero della fede lungo i sentieri dell'accoglienza.

La fede ha un passaggio, per ciò che mi riguarda, inevitabile che è quello della mistica dissolvenza del dubbio. Nel momento in cui il dubbio diventa dissolvenza lo sguardo di Cristo è già il proprio esistere. Un esistere della cristianità oltre la teologia, oltre le religioni, oltre il pensiero stesso.

 

 




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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 347 69 11 862

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