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Calcio, recupero di seconda categoria, il Melito sbanca il rettangolo del Real Altopiano (0-1, zampata di Verduci) e conquista la vetta della classifica

Calcio calabrese seconda categoria recupero (20 novembre 2013)
infrasettimanale. Stavolta la formazione di Giovanni Cuzzocrea, non è
riuscita a pareggiare il goal iniziale dei Melitesi. Sebbene quella
volta, (domenica 10 novembre 2013) la partita sia stata sospesa, per
infortunio all'arbitro, Vincenzo Pugliatti di Reggio Calabria. Nel
finale, espulso Inga per proteste. Aveva subìto un fallaccio piuttosto
serio che lo appiederà per un paio di settimane s.c. Una gara molto
nervosa, era un derby. Il signor Leo Sgrò di Reggio Calabria, arbitro
di Eccellenza, ha saputa tenere in pugno la gara; grazie
all'esperienza, competenza e professionalità. Diversi i cartellini
gialli

NEL MERCOLEDÍ DI RECUPERO FORTUNATO, IL MELITO, RIESCE A SBANCARE
BAGALADI CAMPO DEL REAL ALTOPIANO ED A CONQUISTARE LA VETTA DELLA
CLASSIFICA, INCREDIBILE METAMORFOSI, IN SOLITARIA MALINCONIA

La squadra del presidente Nicola Paviglianiti, si è battuta con il
consueto ardore ed agonismo ed ha pure sfiorato la marcatura in un
paio di circostanze, ma non è stata assistita dalla dea bendata. Due
battute d'arresto al "Tina Abenavoli in quattro giorni; che tuttavia,
non pregiudicano niente. Il Torneo è ancora lungo e la formazione
dell'Altopiano, ha tutto il tempo sufficiente e necessario per
sistemare la sua classifica. Il Melito, due sconfitte, quattro
vittorie, si ritrova incredibile ma vero, in cima al Campionato
pazzerello e ballerino
Domenico Salvatore
BAGALADI (RC)- Mister Mimmo Tripodi, vecchia conoscenza dei campi di
gioco, aveva preparato questa partita in maniera scrupolosamente.
Sedute di allenamento, alternate con quelle spirituali.
All'occorrenza, anche un guru per lo yoga. La psicologìa applicata è
sempre di grande attualità. Assieme ai suoi più stretti collaboratori.
Il trainer in seconda Silvio Malaspina, qualificato mister, che ha
militato in Eccellenza; Saverio Pellicone, (inventore dell'omonima
"Zona Pellicone", che parte dal novantesimo minuto in poi) Bruno
Mafrici e via di seguito. Tripodi è uno dei trainer, che abbiano vinto
di più in Calabria: campionati di terza, seconda e prima categoria; ma
anche di Promozione ed Eccellenza. Ha allenato pure le squadre di
Melito Porto Salvo, il Bagaladi, la Bovese ecc.. Il mister
bianc'azzurro conosce la potenza del Real e soprattutto il modulo di
gioco e le belle individualità degli altopianisti. Perciò, ha studiato
le contromosse tattiche, giuste per ingabbiare i velocissimi esterni
ed i difensori di fascia con licenza di sganciarsi sulla fascia e
possibilmente di segnare. Cosa, che gli riesce spesso e volentieri,
grazie al modulo di gioco collaudato dal valente allenatore-giocatore,
Giovanni Cuzzocrea, che nel precedente match della regular season non
solo era andato in goal, ma aveva pure sfiorato il 2-1 ad un metro dal
palo; un' altra vecchia volpe dei campi di gioco. Le squadre hanno
interpretato il derby in chiave agonistica. Forse troppo, visti i
cartellini gialli e rossi, che fioccavano come la neve a Courmayeur.
Ma non c'era la cattiveria dei pirati di capitan Flint. Nel primo
tempo, ha giocato meglio la squadra ospite. Al 27°, i ragazzi della
Via Paal, pervengono alla marcatura; unica e sola, che brilla come la
Stella Polare e che ha deciso il match. Non per caso, ha segnato
ancora lui, il match-winner Verduci,il ragazzo di Calabria di Saline
Joniche. Ma, ha pure sfiorato il raddoppio con Inga, che poi si farà
espellere. Un altro golden-goal. Due reti, che valgono quanto il
diadema della regina Vittoria. Nella ripresa, son venuti fuori alla
grande quelli del Real, che avevano calzato gli stivali delle sette
leghe. Sebbene, non abbiano mai subìto, chissà quale pressione od
assedio. Ma il Melito, ha disputato una partita di contenimento,
affidandosi al suo micidiale contropiede.

Due o tre mosquitos, più pericolosi di una tigre del Bengala. Primum
vivere, deinde philosophari. Primo non prenderle, secondo darle
(possibilmente). Il massimo risultato, con il minimo sforzo? Non è
proprio così, visto che il Melito comunque, abbia disputato una gara a
viso aperto e risposto, colpo sui colpo. Ma, dopo le goleade subite in
casa e fuori, una giustatina alla difesa s'imponeva. Ora, c'è più
equilibrio. E per gestire l'ansia, lo stress e le emozioni, non c'è
bisogno di un corso accelerato di training autogeno. La metamorfosi
del Futsal Melito. Dopo le due sconfitte iniziali, gli uccelli del
malaugurio ( non sono una specie in estinzione purtroppo) avevano
gufato, se non sentenziato, la famigerata retrocessione:"Fora
malocchiu, calamu subitu subitu! Presto 'ndo 'mpernu. Mancu n'annu 'i
purgatoriu". Invece…se non il paradiso, almeno, la conquista del
primato. Troppa Grazia Sant'Antonio! Ma il presidente Rocco De Pietro
chiarisce:" Abbiamo allestito una squadra per divertirci. Quel che
viene, viene. Ogni domenica, giochiamo per vincere. Ma non ci rompiamo
la testa se perdiamo. Infatti nelle prime due gare, abbiamo rimediato
due sonore sberle. Di cui una in casa e con un passivo di cinque reti,
pesantissimo. Roba da tagliare le gambe, anche agli ottimisti per
vocazione. Ma noi, abbiamo continuato a lavorare e piano piano abbiamo
risalito la china. Non soffriamo di vertigini, ma nemmeno ci montiamo
la testa. Il campionato è abbastanza lungo e pieno di insidie.". Il
Real, non è rimasto a guardare. Una reazione positiva. Nello spazio di
venti minuti, ha costruito le azioni giuste per riequilibrare le sorti
dell'incontro; e possibilmente per realizzare il ribaltone.

Ma quando si falliscono quelle reti, c'è poco da prendersela con la
dea bendata. Ritorto però, ci ha messo del suo. Sebbene il Tarzan del
Melito, non si limiti a volare di liana in liana meglio di Johnny
Weissmuller. Il Batman di Saline, conferisce ordine e sicurezza a
tutto il pacchetto arretrato. Senza nulla togliere a Claudio Candito
che rimane un signor portiere. In mediana, si rivede Franz
"Bechenbauer" Baccellieri, un signor giocatore, notissimo al grande
pubblico dilettantistico. Buonno nell'interdizione, ottimo nella
manofra, fantastico sotto porta. Eroe di tante battaglie sui
rettangoli della Calabria. Come dice Ligabue…"Una vita da mediano/ a
recuperar palloni/ nato senza i piedi buoni/ lavorare sui polmoni/ una
vita da mediano/ con dei compiti precisi/ a coprire certe zone/ a
giocare generosi/ lì/ sempre lì/ lì nel mezzo/ finchè ce n'hai stai
lì/ una vita da mediano/ da chi segna sempre poco/ che il pallone devi
darlo/ a chi finalizza il gioco/ una vita da mediano/ che natura non
ti ha dato/ nè lo spunto della punta/ nè del 10 che peccato/ …".Non
più giovanissimo d'accordo ma neppure vecchio. L'età giusta per
assumere il gravoso ed importante compito che la società vuole
affidargli. Prendere per mano questa squadra e condurla alla vittoria
finale, alternativa ai play-off, comunque un traguardo molto
importante, visti i ben numerosi ripescaggi degli ultimi anni, fra
rinunce e fusioni, Non deve correre troppo. A questo, ci pensano gli
spit-fires del '94. Galletti di primo canto con speroni, artigli e
cresta, sotto le ali di Madama Dorè. Benchè lui, non sappia resistere
al canto delle sirene di Ulisse; a stare immobile e fisso, lì al
centro della mediana. Ritorto, Tripodi, Pansera, Baccellieri, Calabrò,
Candito, Verduci, Pulitanò, Inga, Iamonte, Zaccone, Candito Claudio,
De Pietro, Pizzi, Zavettieri, Principato, Schimizzi e Russo e soci,
incassano e mettono in cascina. Ma il loro pensiero va già al
successivo cimenti casalingo, contro il Salice. Melito da solo in
vetta alla classifica. Mister Tripodi non si sbilancia:"Non è nel mio
stile gridare vittoria, ipotecare alcunchè o millantare successi.
Parliamone, dopo Natale! Sarà meno difficile, farlo allora. Ancora non
abbiamo visto le squadre che ambiscono alla vittoria finale. Ma non
potranno giocare a nascondino in eterno. Noi, ci siamo, questo è
lapalissiano; e ce la giocheremo, come di consueto. Perfettamente
inutile stare camuffati dietro un dito. Il segreto di Pulcinella".
Domenico Salvatore

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