La triste storia di Rosy Canale ha ridestato in ognuno di noi la voglia di coerenza, di giustizia, al limite del giustizialismo. Una rabbia che difficilmente si riesce a controllare. Rileggendo la sua vera vita scopri come sia facile (per alcuni/e) fottere il prossimo. Scopri come davvero viviamo in una società dell'apparire.
Circondarsi di Prefetti, Super Prefetti, Alti Funzionari, di falso perbenismo, di apparenza, significa bruciare le tappe. Rosy Canale ha sfruttato al meglio queste debolezze dell'attuale società civile. L'apparenza.
Guardiamo la storia di ognuno di noi. Guardiamoci dentro. Non sempre la società ti riconosce ciò che sei veramente. Si subiscono ingiustizie talvolta inumane. Fuori da ogni logica. E chi scrive le vive sulla propria pelle, e non per sentito dire.
Cerchi di dare il meglio di te stesso, e trovi il peggio. Bisogna lottare, avere le spalle larghe. Avere Fede. FEDE. L'unica parola che davvero ci dà forza. Ci dice che nonostante tutto bisogna viverla sino in fondo questa vita. Una, unica e irripetibile.
Di noi lasceremo solo tracce, segni che il tempo inesorabilmente spazzerà via. Viviamo come se non esistesse un domani, ieri non vale più niente. Tutto è oggi, adesso.
Un modello di vita sociale che stritola la gente, la collettività, che esalta l'individualismo. ARRETU NON TORNAMU NATRA VOTA. ESTI NU VIAGGIU DI SULU ANDATA. (indietro non si torna un'altra volta. E' un viaggio di solo andata). Il grande poeta africese Gianni Favasuli lo ricorda in una sua poesia. Facimu rota.
Non si esce più in piazza per incontrare gli amici. Viviamo nel mondo della comunicazione e non ci parliamo più. Scriviamo senza leggere. Parliamo senza ascoltare. Fotografiamo e filmiamo senza guardare. Ognuno per sè e tutti per nessuno. lo slogan di questo moderno-medioevo. Lo ripeto da anni oramai.
Condanniamo e non sappiamo valorizzare. Feroci e intransigenti. Prima con se stessi e poi con gli altri. L'amaro in bocca è difficile da mandare giù.
Luigi Palamara
Circondarsi di Prefetti, Super Prefetti, Alti Funzionari, di falso perbenismo, di apparenza, significa bruciare le tappe. Rosy Canale ha sfruttato al meglio queste debolezze dell'attuale società civile. L'apparenza.
Guardiamo la storia di ognuno di noi. Guardiamoci dentro. Non sempre la società ti riconosce ciò che sei veramente. Si subiscono ingiustizie talvolta inumane. Fuori da ogni logica. E chi scrive le vive sulla propria pelle, e non per sentito dire.
Cerchi di dare il meglio di te stesso, e trovi il peggio. Bisogna lottare, avere le spalle larghe. Avere Fede. FEDE. L'unica parola che davvero ci dà forza. Ci dice che nonostante tutto bisogna viverla sino in fondo questa vita. Una, unica e irripetibile.
Di noi lasceremo solo tracce, segni che il tempo inesorabilmente spazzerà via. Viviamo come se non esistesse un domani, ieri non vale più niente. Tutto è oggi, adesso.
Un modello di vita sociale che stritola la gente, la collettività, che esalta l'individualismo. ARRETU NON TORNAMU NATRA VOTA. ESTI NU VIAGGIU DI SULU ANDATA. (indietro non si torna un'altra volta. E' un viaggio di solo andata). Il grande poeta africese Gianni Favasuli lo ricorda in una sua poesia. Facimu rota.
Non si esce più in piazza per incontrare gli amici. Viviamo nel mondo della comunicazione e non ci parliamo più. Scriviamo senza leggere. Parliamo senza ascoltare. Fotografiamo e filmiamo senza guardare. Ognuno per sè e tutti per nessuno. lo slogan di questo moderno-medioevo. Lo ripeto da anni oramai.
Condanniamo e non sappiamo valorizzare. Feroci e intransigenti. Prima con se stessi e poi con gli altri. L'amaro in bocca è difficile da mandare giù.
Luigi Palamara


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