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Montebello Jonico quando c'è un funerale: fermi tutti ! E non passa più nessuno per ore ed ore

I pulman della Ditta Tripodi da e per Fossato Jonico, durante i funerali del 'patriarca di Mastropietro', Nunziato Mallimaci, sono rimasti bloccati per ore in mezzo ai tornanti? Già visto! Ma un Commissario Prefettizio, non è il Genio della Lampada di Aladino.Può intervenire però sugli ondulati che devastano gli abitati di Fossato, Montebello Jonico, Saline, Masella, Sant'Elia e via di sèguito e far togliere lo sconcio scandaloso che mina gravemente la salute del cittadino ignaro ; e le fiumare, deturpate e rovinate dagli scarichi
MONTEBELLO JONICO (RC) PARALIZZATA DAI FUNERALI, DALL'IGNORANZA (MA NON CHIAMATELA OSCURANTISMO PRE-ILLUMINISTA), DALL'INCOMPETENZA SE NON INCAPACITÁ POLITICO-AMMINISTRATIVA
Domenico Salvatore

I Commissari che si sono insediati da poco tempo a Palazzo"Conte, Giacomo Maria Piromallo", non hanno la becchetta magica. Anche volendo, non potrebbero risolvere l'annosa questione in quattro e quattr'otto. Spettava ad altri risolverla per tempo. Ci avevano provato ad inventarsi qualcosa i sindaci… Ignazio Pugliatti, Paolo Barbaro,Vincenzo Crupi, Nicola Briguglio, Giuseppe Gullì, Giuseppe Sgrò, Loris Maria Nisi e Nino Guarna, la miriade di consiglieri ed assessori e perfino i vari Commissari prefettizi, insediatisi dopo la crisi di turno, ma furono 'scoraggiati', mettiamola così. In realtà, mancò la così detta 'volontà politica'. Mentalità provincialotta. Bastava chiedere, a quei tempi (della prima repubblica) per avere…Petite et dabitur vobis, quaerite et invenietis, pulsate et aperietur vobis…Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto…Quando i miliardi del vecchio conio, 'cadevano' a pioggia. Un 'passaggio a Nord-Ovest', se non a monte ed il problema era risolto Un buchetto in zona Malaspina e sarebbe spuntato nel retrostante Camatore. Con pochi soldini, si sarebbe fatto; e si sarebbe risolto il problema per sempre. Se ne parlò sempre accademicamente. Nelle sezioni della DC e del PCI o del PSI; in assemblea, nelle campagne elettorali amministrative ma anche provinciali e regionali; nelle feste e sagre paesane; nei convegnini. Anche a sproposito in relazione alla bretella mare-monte, dal Molaro, no dal Sant'Elia ( e fece la fine 'dell'asino di Buridano'), se non al prolungamento delle quattro corsie Reggio Calabria-Melito Porto Salvo. Ma soprattutto, in merito alla bretella grecanica, altrimenti intesa "Pedemontana", un altro sogno nel cassetto…"Crepa asinu chi maiu veni". 

Ma l'onorevole Pasquale Maria Tripodi, consigliere ed assessore regionale ci aveva fatto un pensierino. Aria fritta, bla-bla. E quando un cronista di nostra conoscenza, scripta manent, verba volant, si permise di segnalare l'incomodo sulle colonne della stampa cartacea, venne tacciato di protagonismo: ma chi sei…Indro Montanelli, Enzo Biagi od Andrea Barbato? Non te ne vai per Melito?! Sic transit gloria mundi…sto ficcanaso, spione, pennivendolo, scribacchino, impiccione. Nel torbido mondo dell'analfabetismo strumentale e di ritorno, dove domina l'omertà e l'oscurantismo pre-illuminista, sordo, cieco e muto di fronte alla luce delle centrali dell'illuminismo. Causa-effetto dello scioglimento per mafia del Consiglio Comunale di Montebello Jonico. Con le eccezioni,  folgorati sulla Via di Damasco, ottime ed abbondanti, che per fortuna non mancano. Sebbene talora aspettano che cada la manna dal cielo.  Quante volte è capitato che l'ambulanza, non potesse transitare? Che l'anziano, la vecchierella, presi dal panico, dallo stress, dall'ansia, crollassero? Pure il carosello di macchine al seguito di un matrimonio, per strana coincidenza, rimase paralizzato. Gli automobilisti, non hanno torto. Devono giungere a Montebello, per partecipare al funerale o no? Tranne il solito cafone, scorbutico, maleducato ed arrogante, se non tracotante, che occupa il 'punto sensibile' e restringe il 'budello', dove l'autobus non ce la può fare a"girare", nemmeno con lo specchio deformante del Luna Park, a raggi convessi. Il povero vigile che tentò di far valere la ragione e la logica, se non il codice della strada, venne pure minacciato e preso a "male parole". Ci voleva l'arresto, ma non …'osò'.  

Cosa, che fecero invece, in altra occasione, i Carabinieri della locale stazione. Vennero alle mani, quei due contendenti, che si disputavano il parcheggio e scoppiò pure una rissa. Un bel modo per onorare il morto e rispettare i vivi. Ma questo, è un altro paio di maniche. Tante volte il mezzo che ostruiva, venne preso di peso da giovanti aitanti e prestanti e spostato. Ma poi le macchine diventarono più pesanti. Un'altra volta scoppiò l'ennesimo battibecco, alterco e scazzottata…Ma come vi siete permessi di toccare la mia macchina? E giù calci e pugni e botte da orbi. Vi risparmio amici lettori le colorite espressioni da v…a p…sino a ti faccio un c…. Purtroppo la partecipazione ai funerali, non sempre ha un sapore religioso, come tutti sanno e scrivono pure sui libri. A parte s'intende i familiari stretti, parenti, amici e conoscenti, sinceramente addolorati e partecipi e vicini alla famiglia dello scomparso. Il resto è solo un codazzo di persone, personaggi e personalità, giunti al seguito a vario titolo e scopo. A contribuire alla ressa ed alla confusione. Ed al blocco stradale per pulman ed automobili, tricicli, furgoni e camion. Fortunato, chi possa permettersi il lusso di un elicottero privato, come Silvio Berlusconi e Barbara. 

Gli studenti ed anche altro personale viaggiante, sono stati costretti a salire sul…"cavallo di San Francesco" e by-passare il percorso di guerra. Siamo tornati ai tempi del Primo-dopoguerra, quando si viaggiava con il "Lupo del Fiume", pochi seduti, gli altri all'impiedi, che rimbalzavano come palla di gomma ad ogni passo della sconfinata fiumara, assai simile ad una palude; un camion-truck residuo bellico, abbandonato dagli Alleati, del Secondo Conflitto Mondiale. Agli epici ed avventurosi attraversamenti del famigerato "Strittu 'i Muntubedhu", quasi sempre allagato. Una scena-madre, che ben figurerebbe nella celeberrima pellicola di Steven Spielberg, "Indiana Jones e il tempio maledetto". Il pulman di linea della Ditta Tripodi, purtroppo dovrà aspettare la fine del funerale e lo sgombero di tutte le automobili accatastate lungo la tortuosa strada provinciale che serpeggia verso Fossato, come se fossero accatastate in un gigantesco rottamaio dello hinterland milanese. Le "gemme nascoste di questi luoghi senz'anima". Farebbero la fortuna del metalworker Dave Hind; un artista canadese con una prerogativa del tutto singolare: ricicla i rottami di metallo per farne sculture e opere d'arte di vario tipo; raccoglie e  recupera, nei cantieri di demolizione e nei cosiddetti "cimiteri del ferro", con l'aiuto del suo assistente, tutto quello che riesca a stimolare in lui la creatività. Se non della 'Milano Rottami s.r.l. '.Ma non del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, neosegretario nazionale del PD, inteso 'il rottamatore'. La conservazione reazionaria è riuscita a limitare i danni. 

Dinosauri in salvo. Nessun problema per i Tirannosaurus Rex. Potranno continuare a scorrazzare per Jurassic Park, Montecitorio, Palazzo Madama, Palazzo Chigi, Palazzo dei Marescialli, Palazzo del Viminale, regno incontrastato dei 'palazzinari' di sempre. Requiescat in pace frater. Di Vigili Urbani, nemmeno a parlarne. La penuria delle "Divise Blu", non è solo il risultato dei tempi di vacche magre, spighe vuote, pauperismo ed austerity; ma non chiamatela crisi economica. "Dietro" c'è la politica paesanotta, che non vede oltre la punta del proprio naso. Tempi grami tra Scilla e Cariddi; tra Brunetta e Fornero, se non Bassanini. Meglio di tutti sta Saline attraversato dalla Via Nazionale e Via Stazione, ma anche Piazza-Chiesa. Un po' meno Fossato, nonostante la piazza e la piazzetta; e Masella. La vecchia proposta delle transenne, non ha trovato sèguito. Al funerale non si rinunzia. Familiari o dolenti, attorniati da parenti, amici e conoscenti, si sottopongono ben volentieri a questo sacrificio. Perché tale è. Piova o tiri vento; nevichi o faccia un caldo africano. Un modo come un altro per far sentire ai dolenti, la solidarietà, la vicinanza, l'affetto, il calore, la partecipazione, il sostegno. Ben al di là del telegramma, fonogramma, e-mail, telefonata, della lettera, che comunque sono un mezzo di comunicazione efficace, pronto e tempestivo. 

Quando si abbia tempo disponibile e voglia si può partecipare con il lutto e con il "visito", se non con la Santa Messa del Trigesimo. Un funerale, può riavvicinare le persone…De mortuis nihil, nisi bonum. La mancata partecipazione ad almeno una delle fasi che lo compongono, senza giustificato motivo, può rinfocolare vecchie ruggini. Il termine deriva dal latino funus, che ha molti significati e probabilmente associa il rito all'azione del calare il corpo nella sepoltura con delle funi. È celebrato in genere al cospetto della salma con la partecipazione di alcuni individui appartenenti al gruppo sociale di riferimento (famiglia, cerchia delle amicizie del defunto, conoscenti, colleghi, etc.). Storia. I riti funebri sembrano essere stati celebrati sin da tempi remotissimi. Nelle grotte dello Shanidar in Iraq, fonte Wikipedia, sono stati scoperti degli scheletri di Neanderthal coperti da un caratteristico strato di polline, ciò ha suggerito che nel periodo di Neanderthal i morti potessero essere sepolti con un minimo di cerimoniale di cui il presunto omaggio floreale potrebbe rappresentare un già arcaico simbolismo; un'elaborazione possibile di tale assunto è che già allora si credesse in un aldilà e che in ogni caso gli uomini fossero ben consci ciascuno della propria mortalità e capaci di esprimere un lutto.Nella Grecia classica. 

Nel mondo greco, gli onori dovuti ai morti erano un dovere fondamentale di pietà religiosa, che spettava ai figli o ai parenti più stretti. Si riteneva che la celebrazione del rituale propiziasse il viaggio del defunto verso l'Ade. Si credeva infatti che l'anima di chi non avesse ricevuto onori funebri fosse condannata a vagare senza pace e perseguitasse quanti non avevano osservato l'obbligo dei funerali. Descrizioni dei rituali più antichi si trovano nei poemi omerici e comprendono l'esposizione del cadavere (próthesis) e il compianto delle donne (góos). Il rito tradizionale non presenta comunque sostanziali mutamenti nel tempo. Le donne lavavano il corpo del defunto e lo cospargevano di essenze dopo che gli erano stati chiusi gli occhi (in epoca classica si affermò l'uso di porgli nella bocca un obolo, il pagamento del passaggio sulla barca di Caronte). Rivestito e avvolto in un sudario, il corpo veniva esposto su un letto, con i piedi rivolti verso la porta; su di esso si ponevano corone e bende. L'esposizione aveva una durata variabile (in genere uno o due giorni) e la salma veniva vegliata durante la notte. La casa veniva addobbata con corone (soprattutto di mirto e di alloro) e davanti alla porta veniva posto un vaso colmo d'acqua perché i visitatori potessero purificarsi quando uscivano. 

Nunziato Mallimaci, era conosciuto come persona per bene, rispettosa, stimata e benvoluta. Sono giusti e giustificati, gli onori funebri ricevuti. I funerali sono stati celebrati dal  nuovo parroco don Giovanni Gattuso, da poco tempo insediatosi, al posto del partente, don Roberto Aparo. In attesa di porgere le condoglianze ai familiari dello scomparso, abbiamo gettato un'occhiata distratta alle case del paese, oramai un ghost-town. Migliaia di metri quadri di ondulati di Eternit, il famigerato amianto, facevano bella mostra di sé; specialmente sulle abitazioni  al di sotto della statua della Madonnina. Alla faccia dei tumori e delle leucemie, se non altro. Poco cosa, tuttavia rispetto a Fossato, completamente devastato dagli ondulati. Qui, possiamo chiamare in causa i Commissari. Qualora, volessero lasciare un segno tangibile del loro passaggio storico. Le formule appropriate per liberare i tetti dal velenosissimo prodotto, che ha prodotto migliaia di morti e disagi economici e morali per le loro famiglie, ci sono tutte. Sebbene a dire il vero vi siano altre concause alla strage. Cibi opinabili, acqua 'malata', a parte la vicenda dell'arsenico, elettrosmog, discariche fantasma, non solo in Aspromonte, discariche a cielo aperto, scoli fognari, inquinamento delle acque e dell'aria. E naturalmente i miasmi ed il puzzo nauseabondo della spazzatura, che a volte rimane anche cinque o sei mesi ad imputridire sulla pubblica strada. 

Ma il pericolo maggiore sono i rifiuti, bruciati dentro i cassonetti; perché sprigionano la famigerata diossina. Sono sostanze cancerogene, o promotrici della cancerogenicità, tossiche, persistenti, non facilmente biodegradabili, particolarmente accumulabili nella catena alimentare, e con lunghissima emivita negli organismi coinvolti. La tossicità, è di tipo non lineare, e la miscela di diossino-simili coinvolta ha effetti poco prevedibili e potenzialmente sinergici per la molteplicità dei meccanismi tossici implicati. Reazioni di ossidazione come quelle che avvengono in inceneritori, acciaierie di seconda fusione, forni alimentati con combustibile ambientalmente inadatto, (esemplificativamente rifiuti urbani in sé non pericolosi contenenti plastiche clorurate come il PVC alimentanti forni di cementificio), e in altri processi di combustione civile ed industriale, sono i principali produttori di diossine. Quante volte, abbiamo pregato i cittadini di non bruciare i cassonetti! Abbiamo pure messo delle segnalazioni con cartelli. Aria fritta, tempo sprecato, ingiurie, epiteti…Che ne sai? Tu, non sei un chimico! Fatti i c…tuoi. L'ignoranza, uccide di più del veleno. E ce n'è tanta. Tantissima. Serve più informazione; più comunicazione. 

Domenico Salvatore


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