REGGIO CALABRIA. Anche quest’anno il Comando provinciale dei carabinieri ha presentato alla stampa i risultati dell'attività operativa 2013. Sono state arrestate 1.272 persone (tra cui 23 latitanti comuni e 1inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi), più di 65.000 i servizi di prevenzione effettuati (pattuglie, perlustrazioni, Carabiniere di quartiere). Sono stati intensificati i servizi finalizzati al contrasto dell’immigrazione clandestina e all’individuazione e all’allontanamento dei cittadini stranieri (anche comunitari) che sono risultati pericolosi per la sicurezza pubblica. Significativi sono stati i risultati ottenuti con le indagini concluse: Sitema e Assenzio 2, A.D.A., Tramonto, El Dorado, Terra Bruciata, All Inside 3, Vittorio Veneto, Alba di Scilla 3, Tramonto 2, Lupus in Fabula, Sipario, Erinni, Penelope, All Clean, Inganno. I provvedimenti restrittivi scaturiti dalle varie attività investigative condotte dai reparti dell’Arma, coordinati dalla Dda reggina, hanno permesso di confermare e rafforzare le risultanze dell’operazione Crimine che ha delineato l‟esistenza della organizzazione ‘ndrangheta avente base strategica nella provincia, con attive ramificazioni sia nel nord Italia, in particolare in Lombardia, sia all’estero, dove è stato replicato il modello organizzativo calabrese da parte di quelle articolazioni che risultano dipendenti dai vertici decisionali presenti nel territorio reggino e che costituiscono centro propulsore dell‟intero sodalizio mafioso. L‟organizzazione ricomprende un vertice, denominato “Provincia”, riferimento dei responsabili dei tre “Mandamenti” (Tirrenico, del Centro e Jonico), all’interno dei quali risultano operative le “Locali” di ‘ndrangheta, organizzate sempre su base territoriale. L‟ordine gerarchico all’interno della struttura mafiosa, che garantisce alle singole cosche anche ampi margini di autonomia, é assicurato dai tradizionali gradi e cariche operative nei diversi livelli dell’organizzazione. Le attività illecite sono riconducibili a tre filoni principali: le strutture e l‟operatività dell’organizzazione mafiosa, l’illecito arricchimento e il riciclaggio di denaro e il condizionamento della vita economico-imprenditoriale nei territori di riferimento. L’attualità investigativa conferma la struttura unitaria e della ’ndrangheta e l’operatività di organismi di vertice.
“I risultati raggiunti sono incoraggianti e gratificano l’Istituzione per gli sforzi compiuti. - ha detto il comandante provinciale, colonnello Lorenzo Falferi - L‟Arma garantisce un servizio di “pronto intervento”, in grado di gestire le circa cinquantamila (49.798) chiamate pervenute nel 2013 al numero di emergenza 112 (in media oltre 130 chiamate al giorno), alle quali sono conseguiti migliaia di interventi (5.675), realizzati attraverso tutte le componenti operative dell’Arma dislocate sul territorio: dalle pattuglie delle Stazioni, alle “Gazzelle” dei Nuclei radiomobili, sino al carabiniere di “Quartiere”. Queste componenti sono anche chiamate a svolgere un delicato compito di prevenzione, attraverso un costante controllo del territorio e della circolazione stradale (nel 2013 sono state controllate 155.283 persone e 92.940 mezzi); per questo ultimo aspetto
sono state intensificate le verifiche nei fine settimana ed in prossimità di locali notturni, al fine di ridurre gli incidenti e il numero delle vittime della strada (le “stragi del sabato sera”) a riprova di una vicinanza dell’Arma ai giovani e alla voglia di vivere che essi esprimono e che le Istituzioni devono proteggere. Sul versante del contrasto alla criminalità organizzata il Comando provinciale di Reggio Calabria ha attuato un modulo organizzativo, a ragione denominato “Modello Operativo Reggio Calabria”, che prevede che le attività di controllo del territorio si sviluppino attraverso: la concezione e l‟organizzazione di servizi preventivi, sia per la prevenzione generale in tutte le sue accezioni (polizia di prossimità, ravvicinata, integrata, soddisfacimento della sicurezza percepita, ecc.), sia per quella volta a contrastare particolari fenomeni, attentamente studiati avvalendosi dell’analisi operativa (ricorrenze di reati predatori e/o fatti indicatori di attività mafiose, come i danneggiamenti, le intimidazioni o le richieste estorsive, ovvero accadimenti di diversa natura che si sono registrati sul territorio, ecc.); l’attività investigativa vera e propria, sviluppata da tutte le componenti operative del Comando Provinciale, sinergicamente orientate a operare in stretta intesa e collaborazione con i reparti speciali (Ros, Cacciatori,Nas, Noe, ecc.). Riguardo alle rapine in danno dei cacciatori in esercizio venatorio, la stagione venatoria 2013-2014, mostra un ulteriore evidente calo numerico, in quanto le rapine sono passate da: 31 nella stagione 2011-2012; 17 nella stagione 2012-2013; ad 1 solo evento nella stagione in corso (chiusura prevista il 30.01.2014); a riprova dell’efficacia del sistema operato e del piano organizzato sulla base delle perlustrazioni compiute anche in aree rurali, boschive e montane. Riguardo il contrasto alla coltivazione illegale della canapa indiana le operazioni di servizio hanno permesso di: rinvenire 17.995 piante di cannabis, arrestare 53 persone in flagranza di reato e segnalarne 8 a piede libero e stimare in 4.500.000,00 di euro circa il valore delle sostanze sequestrate. Il Comando Provinciale di Reggio Calabria ha fornito un contributo rilevante anche per fronteggiare le esigenze di Ordine Pubblico (basti ricordare i numerosi eventi istituzionali e sportivi che si sono svolti nel corso di quest’anno). Ma l’“operazione di Servizio” a cui i carabinieri di Reggio Calabria si vogliono in qualche misura sentirsi più legati per il 2013 è quella che ha consentito con un vero “blitz” di riportare, sotto la nostra protezione, nella notte tra il 5 ed il 6 dicembre i “Bronzi di Riace” nella loro casa nel cuore della città, affinché tornino, fieri e guerrieri onorevoli, a segnare la direzione al loro popolo; e che questo sia veramente un segno di rinascita. Qualsiasi sforzo organizzativo sarebbe tuttavia stato vano se non fosse stato valorizzato dal fattore umano, ovvero da tutti quegli operatori che - a vario titolo - sono poi chiamati a dare attuazione pratica alle direttive operative. Un sincero ringraziamento va rinnovato a tutti i Carabinieri di ogni ordine e grado per il costante impegno che dimostrano quotidianamente nello svolgimento dell’attività istituzionale. Ed in particolare, per la presenza e la costante attenzione alle problematiche del territorio, ai Comandanti di Stazione che, essendo a più immediato contatto con le esigenze dei cittadini, garantiscono con i militari dipendenti da sempre la sicurezza delle comunità e l’insostituibile presenza dell’Arma sul territorio. Ringraziamo le Autorità provinciali, il prefetto Piscitelli per la costante e insostituibile opera di coordinamento nell’attività preventiva, la Magistratura requirente, in primis il procuratore della Repubblica, Cafiero de Raho, per la vicinanza la disponibilità e la condivisione di strategie di contrasto; e giudicante, avuto riguardo dell’esemplare modello di efficienza garantito dal presidente del Tribunale, Gerardis e le Autorità amministrative territoriali. Allo stesso modo, va il nostro ringraziamento alle altre Forze di polizia per la sinergia degli sforzi prodotti e per il comune impegno nel contrasto alla criminalità e per l‟amicizia che sempre nasce tra chi condivide le stesse cose con gli stessi sentimenti. Infine, doveroso è il ringraziamento a voi giornalisti, indifferentemente se della carta stampata o della televisione definiti, da noi carabinieri la “Stampa”, per l‟attenzione dimostrata verso le nostre esigenze di comunicazione, nell’esercizio di una professione delicata ed impegnativa che, specie in questo territorio, riveste il ruolo fondamentale di stimolo alla crescita sociale e culturale della collettività di cui ci sentiamo parte”.
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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