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ALLARME POVERTÀ BANKITALIA,50% FAMIGLIE SOTTO 2000 EURO

Cresce divario ricchi-poveri,10% possiede 50% ricchezza (di Angelica Folonari) (ANSA) - ROMA, 27 gennaio 2013 - La crisi picchia duro sulle famiglie italiane. I redditi diminuiscono, la povertà aumenta, la gran parte della ricchezza è sempre più concentrata nelle mani di pochissimi e metà della popolazione vive con meno di 2.000 euro al mese. Questa la fotografia scattata dalla Banca d'Italia nella consueta indagine biennale sui bilanci delle famiglie italiane nel 2012. In due anni, tra il 2010 e il 2012, la situazione delle famiglie italiane è nettamente peggiorata: sia reddito che ricchezza hanno registrato un calo molto forte, pari rispettivamente al 7,3% e al 6,9%. Il reddito familiare annuo, in particolare, al netto delle imposte e dei contributi sociali, è risultato in media pari a 30.338 euro, circa 2.500 euro al mese. Ma una famiglia su due vive con meno di 2.000 euro al mese e la distribuzione dei redditi resta sempre asimmetrica. Solo la metà delle famiglie ha un reddito annuo superiore ai 24.590 euro (circa 2.000 euro al mese), mentre un 20% può contare su un reddito addirittura inferiore ai 14.457 euro (1.200 euro al mese). Il 10% delle famiglie a più alto reddito, invece, percepisce più di 55.211 euro. Inoltre, il 10% delle famiglie con il reddito più basso percepisce il 2,4% del totale dei redditi prodotti; il 10% di quelle con con redditi più elevati percepisce invece una quota del reddito pari al 26,3%. E tutto ciò a dimostrazione anche del fatto che in Italia la povertà pseudo-assoluta è salita dal 14% del 2010 al 16% nel 2012, con punte del 24,7% nel Mezzogiorno e di oltre il 30% tra i nati all'estero. Nell'indagine Bankitalia individua la soglia di povertà in un reddito di 7.678 euro netti l'anno a persona (15.300 euro per una famiglia di 3 persone). L'Italia si caratterizza però anche per una polarizzazione sempre più marcata della ricchezza. Il 10% delle famiglie più ricche, infatti, possiede quasi la metà della ricchezza netta familiare totale. E questa fetta è aumentata, passando dal 45,7% del 2010 al 46,6%. Mentre la quota di famiglie con ricchezza negativa è salita al 4,1%, dal 2,8% del 2010. La concentrazione della ricchezza è pari al 64%, in aumento rispetto al passato (era il 62,3% nel 2010 e il 60,7% nel 2008). A livello quantitativo, invece, la ricchezza familiare netta, costituita dalla somma delle attività reali (immobili, aziende ed oggetti di valore) e di quelle finanziarie (depositi, titoli di stato, azioni ecc) al netto delle passività (mutui e altri debiti) si attesta a un valore mediano di circa 143.300 euro ed è più concentrata al centro nord e in famiglie con capofamiglia lavoratore indipendente. Con redditi più bassi e una ricchezza che diminuisce, gli italiani continuano tuttavia a restare poco indebitati: la quota di famiglie che possiedono almeno un debito è scesa dal 27,7% del 2010 al 26,1% nel 2012. L'ammontare medio del debito è di poco superiore a 51.000 euro. Le passività sono costituite in larga parte da mutui per l'acquisto e la ristrutturazione di immobili: il 12,3% dei nuclei familiari ha debiti di questo tipo, per un ammontare medio di circa 75.000 euro.

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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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