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Il "Saverio Spinella" di Melito, è diventato terra di conquista, anche per i Marines di Gioia Tauro, che incassano, tre punti d'oro, ringraziano, salutano e tornano col bottino pieno sulla Costa Viola

I padroni di casa, con mezza squadra fuori per squalifiche ed infortuni, sbagliano approccio e formazione. Imprecisi, sconclusionati e frastornati nel primo tempo, quando hanno costruito poco e male. Così il Marosimone, diventa una res nullius. Alcune pedine sono fuori forma e fuori ruolo. Decisamente migliori nella ripresa, quando mister Tripodi e il secondo, Silvio Malaspina, hanno apportato le giuste misure. Ma la rete del pareggio, non è arrivata per pura sfortuna. Una sola rete al passivo, purtroppo fatale. Ottimo l'arbitraggio del signor Salvatore Bacilieri di Reggio Calabria, ex guardalinee in serie A
ANNO NUOVO VITA VECCHIA, ENNESIMA SCONFITTA CASALINGA DOPO UN MATCH  TIRATO E SOFFERTO
Gli ospiti, sono apparsi una squadra team-dream: buona in attacco, migliore a centrocampo, ottima in difesa. Certamente non hanno rubato nulla. Almeno quattro le palle-goal a disposizione del quintetto più avanzato. Azzeccato l'approccio, la formazione gioitana, ha tirato fuori gli attributi giusti. Un match tutto impeto e passione. Davvero una personalità spiccata ed un carattere forte, di una squadra, che non ha paura di niente e di nessuno. Con queste note caratteristiche, si può andare lontano. Hic manebimus optime
Domenico Salvatore

MELITO PORTO SALVO (RC)-Abbiamo sempre sostenuto sui giornali cartacei per i quali abbiamo collaborato (tutti quelli, che sono usciti in Calabria ed anche oltre), che  se una squadra a prescindere,  ha tutte le carte in regola: difesa, centrocampo ed attacco, carattere e personalità per vincere, debba andare 'tranquilla e serena' in qualunque 'fossa dei leoni', senza paura di niente e di nessuno. Condizionamenti ambientali? Scompaiono, quando si abbia una squadra di tigri del Bangala con artigli di acciaio inox 18-10. Gli ex galletti di primo canto, che oramai hanno sviluppato, speroni, cresta, alucce ed artigli, sanno farsi rispettare, anche da veterani smaliziati. Il centrocampo gioitano inoltre, ha delle individualità di prima scelta che ben s'incastonato nel mosaico. Per dirla tutta i due trainers della Costa Viola, possono 'tranquillamente' adottare anche un 4-4-2 classico. Non gli mancano i difensori esterni e i tornanti di fascia od il centromediano metodista di una volta, che con il 'sistema' viene chiamato in chiave post-moderna, stopper centrale alla Falcao se non Rijkaard… marcatura a uomo del centravanti avversario e, in primo luogo, colui che tesse la manovra, una sorta di regista difensivo arretrato, che sappia dialogare con i due mediani, con le mezzali, e sappia lanciare le ali o il centrattacco. Le diagonali funzionano a meraviglia. Nel match ci è sembrato che gli ospiti usassero il gioco rasoterra; mentre i locali, il gioco aereo prevedibile e più facilmente controllabile. Ma non siamo più ai tempi della Piramide di Cambridge (WW) 2-3-5. Oggi va più di moda il WM 3-5-2. E chi può (esperienza, fortuna e portafogli a fisarmonica) finanche il famigerato 4-4-2. Ma il Brasile di Pelè applicò il 4-2-4.  L'Ajax di Cruijff ( Stuy, Suurbier, Hulshoff, Vasovic, Krol, Neeskens, Mühren, Haan, Rep, Cruijff, Keizer) il così detto calcio totale. Il Milan di Sacchi, (Galli, Tassotti, Baresi, Costacurta, Maldini, Donadoni, Rijkaard, Ancelotti, Colombo, Van Basten, Gullit), il calcio a zona. 

Il profano, che non capisce un'acca del metodo e del sistema applicato, risponderebbe come Rhett Butler alla povera Rossella O'Hara in 'Via col vento'…."Francamente me ne infischio". Ma al di là di queste reminiscenze tattiche, abbiamo visto un buon match. Soprattutto quando, nella ripresa, il duo Tripodi-Malaspina, in debito di rimonta, ha mandato in campo una punta pura, Inga, che ha ribaltato le posizioni. Troppo tardi. Oramai le uova nel paniere erano rotte; la frittata era bella e pronta per essere servita in tavola. In tempo utile per vedere un bel calcio. Il Melito, vede la muleta ed attacca a testa bassa come alle corride in plaza de  toros; nell'arena di Malaga. I  pianigiani, si difendono con ordine e calma olimpionica ed contrattaccano in  rilancio, come i Marines sulle isole di Iwo Jima e Okinawa. C'è spazio per brividi, emozioni e souspences, sconsigliabili ai coronaropatici. Il rischio per gl'inguaribili malati di pallone, colpiti dall'inguaribile 'virus pallonaro', è di vedersi saltare la valvola mitralica. E non c'è Betabloccante che tenga. Il dream-team ospite, sembra l'invincibile Mazinga, impegnato contro l'imperatore delle tenebre, che combina sfracelli…Braccio rotante, pugno atomico, missile in rampa…

Il Melito, non ci sta a perdere ancora al Marosimone, diventato terra di conquista. Il mastodonte Baccellieri, combatte come Koeman a Barcellona; se non come Davy Crockett a Forte Alamo. L'ultimo quarto d'ora è fibrillante per l'assalto furibondo alla diligenza. L'uomo più arretrato nello schieramento melitese è l'uomoragno Ritorto, che staziona sulla linea centrale del campo. Uno schieramento, che si vedeva solo nell'Ottocento nei colleges inglesi 1-1-8. Pazzesco. Con l'ardore e la forza d'urto dei pirati di Sandokhan-Inga e Gomez de Gomera-Zaccone, il Melito tenta in tutti i modi possibili ed immaginabili di agguantare almeno il pareggio, per salvare la faccia. Ma così facendo, si espone ai micidiali contropiedi dei velocisti gioitani, che nulla hanno da invidiare a Livio Berruti e Pietro Mennea; se non Usain Bolt. Batman-Ritorto, deve entrare in takle scivolato un paio di volte. Nemmeno i frequenti calci piazzati dal limite, cavano un ragno dal buco; nè ottengono  l'agognato pareggio. Anche perché Arena, ruba il mestiere a Tarzan e si scatafascia in orizzontale su palloni che viaggiano alla velocità del suono. Vola sulla liane meglio di Johnny Weissmuller. Nel rush finale thrilling e mozzafiato, gli avanti melitoti si lanciano nella metà campo avversaria meglio dei Mongoli di  Gengis Khan. Sembra una gara di slittino. Verduci sale su quello di Armin Zöggeler. Ma stavolta audaces fortuna (non)iuvat. Errigo e Parrello, si convertono in tempo reale al Kickboxing, sulla Via di Damasco; traditi dall'inesperienza, ingenuità e carica emotiva, proprio sotto gli occhi dell'ottimo Salvatore Bacilieri di Reggio Calabria, ex guardalinee di serie A. 

Il direttore di gara deve applicare il regolamento e sventola due cartellini rossi. Nella successiva rissa tra falchi e colombe degli opposti schieramenti, calciatori tecnici, panchinari e dirigenti, perdono pure l'orientamento, ma Bacilieri con il semplice cenno di una mano gli fa ritrovare la bussola. Stavano rischiando entrambe le formazioni, il 3-0 a tavolino, qualora non fossero subito rientrati sul terreno di gioco. Un grande arbitro, sa mantenere il self-control, anche in situazioni tempestose. Spazio agli ultimi spasimi. L'incontro si conclude con ventidue giocatori nella metà campo ospite. Un pressing asfissiante. I Marines di Gioia Tauro, hanno dimostrato sul campo di meritare la posizione di classifica; se non di più. Una signora squadra, che rientrerà sicuramente, in griglia play-off nella volata di primavera. Il Melito è stato risucchiato dal mulinello velenoso e subdolo dei play-out. Ma non tutto è perduto. Certo se rientrasse la mezza squadra, appiedata dai fulmini del Barbè della Lega calabra: Calabrò, Gullì e Tripodi; e dall'infermeria: Minicuci e Pulitanò, il Melito potrebbe recuperare qualcosa ed inserirsi almeno per i play-off. Sulla gradinate, si è rivisto pure Mimmo Tripodi, convolato a giuste nozze, ma con la voglia di sempre. 

Allarga le spalle capitan Baccellieri:"Ci sta girando tutto storto, ma sento, che qualcosa stia per cambiare, finalmente". Proprio ora che la difesa colabrodo sta tappando tutti i buchi. Feste natalizie infauste e carrettate di carbone lanciati dal comignolo del caminetto da Babbo Natale e dalla Befana. Ma anche tavolate a base di frittole e cicciole, torroni, panettoni, petrali, stomatico, crespelle e 'zippole', meglio se con la 'sarda'; ma canno bene anche con il miele, lo zucchero, la marmellata, il peperoncino, la ricotta ed altre varianti, tipiche della nostra gastronomia. A parte i cannoloni, lasagne, pasta al forno, capretto in umido, agnello alla brace, montagne di patatine al forno e vino con la damigiana, salsicce arrosto, costolette alla brace. Alla faccia del colesterolo e dei trigliceridi. Tanto poi, ci penserà il fitness point. E da…domani mi metterò a dieta. "Mashtru Cola, diùna dumani. Menu mali, chi non è…Oj !Si potrebbe obiettare che…"Quandu 'u ciucciu non voli pemmu 'mbua, ambàtula 'u patruni pemmu fishja". Nel parterre, si accendono i commenti. I due presidenti Rocco De Pietro (che riconosce il valore dei frequentatori del leggendario "Cesare Giordano") e Giuseppe Carlino, si salutano cordialmente. Non c'è astio, né rancore nelle loro parole di commiato. La sconfitta, se non 'verdetto' del campo, addirittura in casa brucia, ma va accettata. Tuttavia, Carlino rispetta in pieno la dignità dell'avversario:" Il pareggio, non avrebbe fatto gridare allo scandalo proprio nessuno. Abbiamo vinto contro una squadra forte e prestigiosa. 

La fortuna ci ha dato una mano e diciamo 'grazie', ma voglio fare pure i complimenti ai miei ragazzi, che si sono battuti come leoni, su un campo notoriamente, difficile". A testa alta e petto in fuori, ma anche senza sudditanze psicologiche e timori riverenziali, aggiungiamo noi. Domenico Tripodi, Silvio Malaspina e Nino Franco, delusi ed amareggiati, si defilano. Questa sconfitta, immeritata e penalizzante, ha ridimensionato i progetti del Melito. Almeno per il momento. Un episodio, che merita di essere citato è l'infortunio alla gamba capitato al signor Bacilieri sullo 0-1. Si toccava il ginocchio ed il polpaccio, ma non abbiamo capito se fosse contrattura, stiramento oppure, come si dice in gergo si è "girato" il ginocchio. Prontamente soccorso dal massaggiatore di casa; dopo uno spruzzo gassoso e miracoloso della magica bomboletta spray, ha stretto i denti e stoicamente, ha ripreso piano piano a correre; ed ha recuperato, portando la gara a compimento. L'arbitro 'di razza', si vede anche in questi frangenti. Nei tornei con il riposo forzato per mancanza di una squadra; se non ritiro o mancata presentazione all'ultimo momento, con due sconfitte ed il riposo coatto a ridosso, si precipita nella Geenna, dove c'è pianto e stridore di denti. Con due successi pieni di fila, si finisce sui Campi Elisi, dove il grano è alto sette braccia. 

Ultras assottigliati per i magri risultati e per il freddo, appena mitigato dal timido sole gennaiuolo, e contras, snelliti dalla…cura dimagrante, non contestano, ma domenica prossima, per smaltire la sbornia, si piazzeranno davanti al caminetto assai più confortevole, che comunque preserva dall'Eparema; in compagnia di un bel televisore a cristalli liquidi con il digitale terrestre, computer, i-pad e i-phone, ma anche due buste di arachidi, noccioline, pistacchi, "calia", fave al forno e semi di zucca ed una bottiglia di vino da dessert; alternativa alla birra e coca-cola. In mancanza di Inter e Milan che stanno precipitando dal quinto posto in giù, si consolano con la Juventus dei records, Roma, Napoli e Fiorentina. La Reggina di Lillo Foti? …"Eeeeh! Sempri 'ccà nci 'spercia' a' mola. Non toccamu st'argomentu, pi' faùri!". Cento anni di gloria, appena festeggiati all'Arena dello Stretto "Ciccio Franco", sul Lungomare "Italo Falcomatà", e dodici mesi di amarezze e delusioni, ma anche di polemiche roventi al vetriolo; se non all'arsenico, al cianuro ed alla stricnina./…dopo i giorni dell'allegria/ amaro resta il vino... /si trova in tribunale Serafino!/ I suoi nemici per prendere i suoi soldi/ lo fan passar per matto/ e lui che cosa fa!/ Si riprende le pecore e il cane,/ gli amici sempre pronti/ e torna là sui monti,/ nella casa più grande del mondo/ che soffitto e pareti non ha!/ …". Il re non ha ancora abdicato. Per ora, indossati i panni del pastore, lascia le novantanove pecore al sicuro fra i monti e va alla ricerca della pecorella smarrita Atzori. E per il ritorno del figliuol prodigo Barillà, è pronto a macellare il vitello più grasso. Melito e Marines, comunque sono coinvolti in queste vicende…sentimentali.
Domenico Salvatore


Il tabellino di Dosa
Melito-Marines 0-1 (domenica 12 gennaio 2014 stadio "Saverio Spinella" di Melito Porto Salvo, ore 14,30)
Melito: Ritorto 6, Errigo 6, Schimizzi 6, Candito 6, Calabrò 6, Baccellieri 6, Verduci 6, Lori 6, Latella 6, Zaccone 6, Ielo 6
In panchina Caridi, De Pietro, Leone, Zavettieri
Sostituzioni, Principato, Inga
Presidente Rocco De Pietro, 6
Allenatore, Tripodi Domenico, 6
Marines: Arena 7, Previte 8, Bruizzese 8, Luppino 8, Iannì 8, Alampi 8, Rotolo 8, Barillà 9, Lascala 9, Patamia 9, Santoro 10
In panchina, Pinto, Ranieri
Sostituzioni, Lanza, Calzona, Parrello
Presidente Giuseppe Carlino 10
Allenatore Domenico Giorgi-Francesco Giofrè, 10
Arbitro, Salvatore Bacilieri di Reggio Calabria 10
Marcatore, 25 p.t. Santoro
Note Ammoniti Errigo (Mel), Luppino (Mar)Rotolo (Mar), Santoro (Mar). Espulsi Errigo (Mel), Parrello (Mar) Angoli 5-3. Rimesse laterali 15-13. Punizioni 14-12


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