CartaStraccia.News

“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

Editors Choice

3/recent/post-list

Operazioni Ceralacca 1 e 2, c'azzeccano pure gli 'zingari' ? Ma i Bagalà di Gioia Tauro "lavorano" in proprio o sono accoscati con qualche clan di 'ndrangheta?

Un'ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta da Federico Cafiero De Raho. Sedici gli arresti, eseguiti dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale, diretto dal colonnello Alessandro Barbera. I dettagli, i nomi, le foto e il video. grazie alla connivenza, a seconda dei casi, di funzionari e/o di impiegati intranei alle stazioni appaltanti, le indagini hanno dimostrato come i BAGALÀ avessero avuto, addirittura, la disponibilità delle buste contenenti le offerte presentate relativamente ai singoli bandi e che, prima dell'espletamento effettivo della seduta di aggiudicazione, provvedevano abilmente ad aprire e poi richiudere, modificando opportunamente quelle presentate dalle proprie aziende - e/o da imprese "amiche" - condizionando a loro favore l'aggiudicazione della gara. I dipendenti che osavano resistere alla corruzione, subivano l'incendio dell'automobile. I Bagalà,  si sarebbero rivolti a Francesco Mingodaro, un rom di Gioia Tauro accusato di avere incendiato le auto di due dipendenti
MA LA S.O.R.I.CAL S.P.A. E LA  S.U.A.P. ERANO IN MANO AL 'SISTEMA BAGALÁ', (AFFILIATO CON QUALE COSCA, SE NON IN PROPRIO). CONTESTATO IL REATO DI ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE.  SEDICI SOGGETTI AGLI ARRESTI DOMICILIARI. DI RIFFE O DI RAFFE, NEL BUSINESS RISPUNTANO GLI ZINGARI: HANNO COLLEGAMENTI CON I CLAN DI CASSANO ALLO JONIO, COSENZA E CATANZARO?
Operazione Ceralacca 2- Una nuova bufera  sull'acqua calabrese? La Guardia di finanza di Reggio Calabria ha arrestato 16 persone nell'ambito di un'indagine su appalti truccati alla Sorical e corruzione. Gli arresti riguardano imprenditori, funzionari e pubblici dipendenti e sono stati eseguiti, oltre che in Calabria, in Veneto, Marche e Toscana. Contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio. Sequestrati anche beni per 40 mln di euro. A tirare le fila secondo l'accusa (p.m. Matteo Centini coordinato dal procuratore capo) erano, Giuseppe e Carmelo Bagalà di Gioia Tauro, già arrestati nel marzo 2012 quando gli uomini del colonnello Domenico Napolitano riuscirono a trovare anche l'elenco dei funzionari e pubblici dipendenti a libro paga. Le mazzette dei Bagalà, necessarie per truccare gli appalti finivano nelle tasche della filiera corruttiva; degl'impiegati, dipendenti della Sorical: Pietro Salvatore Teti, Michele De Siena, Giulio Ricciuto e Giuseppe Riccio. 

Domenico Salvatore

Reggio Calabria, 21.01.2014- Ceralacca 1, Ceralacca 2…Repetita iuvant.  Venerdì 9 marzo del 2012, era scattata, una prima operazione del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, denominata "Ceralacca 1", (che prende il nome dal materiale usato per sigillare le buste, contenenti le gare d'appalto, oggetto di manomissione), che aveva portato all'arresto di nove persone. Fra cui, tre funzionari della Sorical e due dipendenti della Provincia di Reggio Calabria: 1. BAGALA' Giuseppe, nato a Gioia Tauro il 19.3.1957; 2. BAGALA' Carmelo, nato a Gioia Tauro il 25.11.1959;3. BAGALA' Francesco, nato a Gioia Tauro il 4.1.1990;4. BAGALA' Giuseppe, nato a Gioia Tauro il 16.1.1988;5. TORRESANI Mario Italo, nato a Milano il 30.12.1958, responsabile dell'ufficio gare e appalti della SO.RI.CAL. di Catanzaro;6. LAMONICA Domenico, nato a Catanzaro il 6.6.1980 segretario dell'ufficio gare e appalti della SO.RI.CAL. di Catanzaro;7. DE CLARITI STRESA Antonio, nato a Reggio Calabria il 24.8.1957; dipendente della Provincia di Reggio Calabria;8. D'AMICO Luigi, nato a Reggio Calabria il 11.10.1947 - dipendente della Provincia di Reggio Calabria;9. SCARAMUZZINO Antonio, nato a Lametia Terme il 20.10.1981 Funzionario So.Ri.Cal.Sono state sottoposte a sequestro le seguenti società comprensive dell'intero patrimonio aziendale e beni:1. ISOTECH S.r.l.", costituita in data 29.11.2006, con sede a Gioia Tauro, via Toscanini nr. 6, esercente l'attività di "costruzione di edifici residenziali e non residenziali"; 2. EDILTECH S.r.l., costituita in data 30.3.1999, con sede a Gioia Tauro (RC), via Trav. SS 111 nr. 1, esercente l'attività di "costruzione di edifici residenziali e non residenziali";3. IME S.r.l., costituita in data 11.6.2011, con sede in Reggio Calabria, via XXI Agosto nr. 32, esercente l'attività di "commercio all'ingrosso di materiali da costruzione, ferramenta, termoidraulica, costruzioni di edifici residenziali e non residenziali; 4. autovettura VOLKSWAGEN Tuareg 3.0 V6 TSI, di proprietà di BAGALA' Francesco cl. 90;5. nr 6 Autocarri e veicoli speciali. 

Affari d'oro privati con le imprese pubbliche, mediante appalti truccati. Il cartello delle ditte collegate agl'imprenditori indagati, si "pappavano" tutta la torta. Alle ditte 'sane', beffate dall'ennesima turbativa d'asta, non andavano nemmeno le briciole. Ma che cosa c'azzecca la So.Ri.Cal (società di risorse idriche calabresi) di cui s'interessano le Procure di Catanzaro e Reggio Calabria, attualmente dirette dai procuratori capo della DDA Antonio Vincenzo Lombardo e Federico Cafiero De Raho? Non sappiamo se una nuova tempesta stia per abbattersi sulla So.Ri.Cal (società di risorse idriche calabresi). Quel che è certo è, che la S.P.A. sia coinvolta in due inchieste della magistratura, o tre. La prima, della Procura di Catanzaro, aperta da Luigi de Magistris nel 2008 e chiusa in quattro e quattro otto nel 2010 dal pm Vincenzo Capomolla e dal gip Abigail Mellace. La seconda, della Procura di Reggio Calabria, chiusa a marzo 2013 da Matteo Centini.  E che c'azzecca l'imprenditore Antonio Longo,  le mani in pasta in molti affari, assassinato sulla strada dei Due Mari, il 26 marzo 2008, mentre viaggiava a bordo della sua automobile. Era anche presidente del consiglio direttivo della Giordano Grical, piramide di un gruzzolo di società, tra cui quelle riconducibili ai Bagalà, Carmelo e Giuseppe, o no ? Titolare dell'inchiesta su questo omicidio "eccellente", era Elio Romano, pm della Procura di Lamezia Terme, componente della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro? E la costruzione della Trasversale che dovrebbe mettere in collegamento Soverato e Vibo Valentia? L'imprenditore Antonio Longo, originario di Sant'Ilario allo Jonio, era consorziato con la Torno International di Giancarlo Elia Valori, un massone espulso dalla lista di Licio Gelli? Tutti interrogativi, a cui stanno cercando di dare risposta, le forze di polizia, coordinate dalla magistratura ordinaria ed antimafia.
  
E che c'azzecca, Francesco Mingodaro, un rom di Gioia Tauro accusato di avere incendiato le auto di due dipendenti "colpevoli", di non essersi piegati ai desiderata degli indagati? In questa storia di ordinaria associazione a delinquere, tornano alla ribalta della cronaca, anche gli zingari, nomadi o rom, o si tratta di una semplice coincidenza di scarso rilievo? Una comunità spesso 'usata' ed abusata dalla 'ndrangheta. Ma quando gli zingari, non solo quelli di Cassano allo Jonio, Cosenza e Catanzaro, tra loro ben collegati, hanno preso consapevolezza e coscienza del loro essere e del ruolo, valenza e validità all'interno della malavita, è arrivato il 'salto di qualità'. Da manovali del crimine, quindi non più 'servi sciocchi " od "utili idioti", hanno fatto la gavetta, se non le ossa. Ed hanno cominciato a fare esperienza e scalare i gradini del malaffare. Sino a capobastone; se non oltre. Spesso, coinvolti in operazioni della DDA, omicidi e faide sanguinarie. Alcuni di loro condannati all'ergastolo; se non a trent'anni di galera. Non potevano mancare i pentiti, anche tra gli 'zingari'. Gole profonde, che hanno rivelato nomi di killers  e l'organigramma delle cosche. Così Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, hanno potuto ricostruire la mappa del crimine; che comunque va aggiornata periodicamente. 

I 'nomadi' o Rom, sono entrati pure nel giro della cocaina e lo gestiscono in proprio. Tanto che la 'ndrangheta, in nome del business, è stata costretta a scendere a patti con gli zingari, che già avevano avuto in esclusiva, l'appalto dei furti d'auto con relativo "cavallo di ritorno"; che ne hanno approfittato per "allargarsi". Ceralacca 2. Sono finiti agli arresti domiciliari:Francesco Bagalà, Luca Vescio, Massimo Siciliano, Isidoro Gagliardi, Luigi Cosentino, Marianna Montirosso, Maria Rosaria Barranca, Giuseppe Riccio, Giulio Ricciuto, Salvatore Pietro Teti, Michele Clericuzio Di Siena, Francesco Cianflone, Andrea Romano, Nicola Pelle, Beniamino Murdaca e Francesco Mingodaro. Le Fiamme Gialle, hanno sequestrato beni mobili ed immobili per un valore prossimo ai quaranta milioni di euri. Ma chi sono i Bagalà, da dove saltano fuori?  Sono accoscati con qualche clan cittadino, se non extra moenia o si muovono in maniera autonoma? La cronaca si è occupata l'anno scorso (26 dicembre 2012) di un Francesco Bagalà; uno studente universitario di Messina rientrato a Gioia Tauro per le vacanze di Natale. Personaggio già noto ai Carabinieri. Bagalà, era stato arrestato l'8 luglio 2011 per una rissa, culminata con l'omicidio del ventinovenne Vincenzo Priolo, accusato anche di tentato omicidio, cognato di Mommo Piromalli dell'omonima 'famiglia' di 'ndrangheta di Gioia Tauro. In sostanza, la faida fra i Perre-Brandimarte ed i Priolo, affiliati con i Piromalli-Molè o Piromalli-Alvaro. Allargamento di un'altra faida?

Ma gli avversari-rivali, Perre-Brandimarte con quale 'ndrina sono affiliati? A Lametia Terme c'è un clan dei Bagalà che opera sul territorio assieme alle 'famiglie' dei: Cerra, Cannizzaro, De Fazio, Argento, Mauro, Corrado, Dattilo, Arcieri, Strangis, Gattini, Giampà, Da Ponte, Gualtieri, Iannazzo, Mercuri, Pagliuso, Pane, Torcasio, Zamparo e così via, ma non sappiamo, se sia solo omonimo dei Bagalà di Gioia Tauro oppure esistano degli agganci certificabili. Ecco il comunicato ufficiale che abbiamo già pubblicato e pubblichiamo integralmente, come sempre. "Dalle prime luci dell'alba, i Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria – Nucleo di Polizia Tributaria – Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata e Gruppo Tutela Economia - stanno eseguendo, su tutto il territorio nazionale, un'ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, nei confronti di 16 soggetti, responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, corruzione e alla rivelazione del segreto d'ufficio, nonché il sequestro di 12 società e beni per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro.    È stata, inoltre, notificata la misura dell'interdittiva dall'esercizio dell'impresa nei confronti di un ulteriore imprenditore.

L'attività conclusa in data odierna, che ha consentito la completa e definitiva disarticolazione di un pericoloso gruppo criminale/imprenditoriale in grado di "pilotare" sistematicamente l'andamento e l'aggiudicazione di numerosi appalti pubblici, è la diretta conseguenza degli approfondimenti investigativi successivi all'esecuzione dell'operazione denominata "Ceralacca", conclusasi nel marzo 2012.
L'analisi e lo studio approfondito della copiosa documentazione sottoposta a sequestro nel corso delle perquisizioni, in particolare gli incartamenti delle gare truccate, le prolungate e approfondite attività di riscontro eseguite e le ulteriori risultanze investigative, hanno consentito di confermare come tutti i soggetti segnalati, appartenenti al sodalizio riconducibile al cosiddetto "Gruppo BAGALÀ", già raggiunti da provvedimenti cautelari personali, avevano ricoperto un ruolo ben delineato, strutturato e determinante per il buon andamento della stessa organizzazione e di individuare, inoltre, anche l'identità degli imprenditori, che unitamente ai Bagalà si prestavano a realizzare il meccanismo di un illecito e consolidato "cartello", basato sulla raccolta dei preventivi e sulle collusioni con gli impiegati pubblici che consentiva al gruppo criminale di determinare la vittoria degli appalti, in favore di una delle imprese facente parte del predetto cartello.


In pratica, proprio grazie alla simultanea e "prezzolata" compartecipazione di impiegati/funzionari pubblici e compiacenti imprenditori collusi, il Gruppo BAGALÀ ha realizzato quell'apparentemente inattaccabile "SISTEMA BAGALÀ" in grado di garantire l'ingiusto profitto attraverso l'acquisizione, diretta e/o indiretta, la gestione ed il controllo di numerosi e rilevanti appalti pubblici banditi non solo dalla locale S.U.A.P., ma anche dalla società a partecipazione pubblica regionale denominata SO.R.I.CAL. S.p.A..
Infatti, proprio grazie alla connivenza, a seconda dei casi, di funzionari e/o di impiegati intranei alle stazioni appaltanti, le indagini hanno dimostrato come i BAGALÀ avevano avuto, addirittura, la disponibilità delle buste contenenti le offerte presentate relativamente ai singoli bandi e che, prima dell'espletamento effettivo della seduta di aggiudicazione, provvedevano abilmente ad aprire e poi richiudere, modificando opportunamente quelle presentate dalle proprie aziende - e/o da imprese "amiche" - condizionando a loro favore l'aggiudicazione della gara.
Le indagini condotte, inoltre, hanno permesso di accertare che la connivenza di funzionari ed impiegati è stata ottenuta dai BAGALÀ mediante atti di corruzione e/o di intimidazione, attraverso cui sono riusciti ad ottenere la collaborazione delle persone "utili" ai loro scopi e/o nei confronti di chi mostrava "titubanze".


Tra le emergenze investigative non sono mancati anche numerosi riscontri circa reciproci scambi di "favori" con imprenditori "amici", disposti a presentare "idonee" offerte in cambio di subappalti o, viceversa, che in alcuni casi venivano favoriti nell'aggiudicazione dei lavori, salvo l'obbligo di conferire parte degli stessi in subappalto secondo le precise indicazioni dei BAGALÀ.
Il modus operandi adottato dall'associazione aveva consentito di superare anche i controlli effettuati dalle Stazioni Appaltanti, in quanto – a tutti gli effetti pratici - la gara non presentava anomalie.
Nello specifico, le indagini che hanno portato all'operazione odierna hanno dimostrato, definitivamente,  
su di un duplice fronte di azioni: da una parte la presentazione di offerte da parte di diverse imprese direttamente controllate dalla famiglia BAGALA' o comunque che si prestavano a presentare offerte fittizie per le diverse gare, il cui contenuto era evidentemente noto sin dall'inizio agli indagati, mentre dall'altra parte, per le offerte presentate dalle imprese che non erano controllate né direttamente né indirettamente dai BAGALA', essi avevano la necessità di impossessarsi delle buste di gare per conoscerne il contenuto. Per tale ragione i BAGALÀ avevano la necessità di entrare nella sede della S.U.A.P., grazie all'aiuto dei dipendenti pubblici DE CLARITI STRESA Antonio e D'AMICO Luigi, ovvero dei funzionari/impiegati SO.R.I.CAL. S.p.A., i quali erano completamente asserviti agli scopi illeciti del sistema BAGALÀ.

  
Pertanto, a coronamento delle investigazioni, in data 21.01.2014, sono stati disposti gli arresti domiciliari nei confronti di:
1.   BAGALA' Francesco, nato a Gioia Tauro 02.04.1985;
2.   VESCIO Luca, nato a Lamezia Terme (CZ) il 15.5.1980;
3.   SICILIANO Massimo, nato a Catanzaro il 23.11.1970;
4.   GAGLIARDI Isidoro, nato a Crucoli (KR) il 4.8.1969;
5.   COSENTINO Luigi, nato a Cosenza il 6.4.1968;
6.   RICCIO Giuseppe, nato a Crotone il 4.3.1966;
7.   RICCIUTO Giulio, nato a Pizzo (VV) il 20.6.1970;
8.   TETI Pietro Salvatore, nato a Soverato (CZ) il 6.8.1964;
9.   DE SIENA CLERICUZIO Michele, nato a Catanzaro (CZ) il 14.5.1961;
10. CIANFLONE Francesco, nato a Serrastretta (CZ) il 5.5.1955;
11. ROMANO Andrea, nato ad Antonimina (RC) il 13.10.1967;
12. PELLE Nicola, nato a Locri (RC) il 13.1.1982;
13. MURDACA Beniamino, nato a Locri (RC) il 19.5.1980;
14. MONTIROSSO Marianna, nata in Svizzera (EE) il 3.7.1965;
15. BARRANCA Mariarosaria, nata a Melito P.S. (RC) il 5.6.1968;
16. MINGODARO Francesco, nato a Parghelia (CZ) il 21.6.1962;


nonché l'interdizione dall'esercizio di un'impresa nei confronti di SANTAGADA Franco, nato a Cosenza il 18.11.1965.
Contestualmente, è stato disposto il sequestro preventivo delle seguenti società, con tutti gli elementi presenti nel patrimonio aziendale (i crediti, gli articoli risultanti dall'inventario, i beni strumentali, la denominazione aziendale, l'avviamento), i conti correnti, nonché tutte le autorizzazioni all'esercizio dell'attività commerciale concesse dalle Autorità competenti:

1.   CONDOTTE S.r.l., recante Partita Iva 03180120796, con sede a Serrastretta (CZ), Piazza Immacolata n. 4, esercente l'attività di "costruzione di opere di pubblica utilità per il trasporto di fluidi";
2.   G.S.C. S.r.l. unipersonale, recante Partita Iva 02328050808, con sede a Dosolo  (MN), via Luciano Cerati  nr. 84/B esercente l'attività di "Costruzione di edifici industriali e non residenziali";
3.   I.C.O.P. S.r.l., recante Partita Iva 01590820807, con sede ad Antonimina (RC), Contrada Bagni s.n.c., esercente l'attività di "costruzione di opere di pubblica utilità";
4.   PICEM di VESCIO Luca, recante Partita IVA 02581730799, con sede a Serrastretta (CZ), Piazza Immacolata – Migliuso, esercente l'attività di "installazione di impianti elettrici";
5.   EDRA AMBIENTE Soc. Coop., recante Partita Iva 00323030429, con sede in Senigallia (AN), via Cimabue nr. 1/3, esercente l'attività di "costruzione di opere di pubblica utilità per il trasporto di fluidi"; 
6.   CAPILUPPI Enzo S.r.l., recante Partita Iva 01660560200, con sede a Curtatone (MN), Strada Santa n. 18/A, esercente l'attività di "costruzione di strade, autostrade e piste aeroportuali";
7.   ADIGE Strade S.r.l., recante Partita Iva 02037570237, con sede a Trevenzuolo (VR), via Cadalora nr. 1, esercente l'attività di "costruzione di strade, autostrade e piste aeroportuali";
8.   ASTARTE S.r.l., recante Partita Iva 02538830809, costituita in data 29.07.2008, con sede a Locri (RC), via Oliveiro, esercente l'attività di "costruzione di edifici residenziali e non residenziali";
9.   Impresa Individuale GAGLIARDI ING. Isidoro, recante Partita Iva 02169690795, costituita in data 15.11.2001, esercente l'attività di "lavori generali di costruzione di edifici";
10.   COSTRUZIONI S.r.l., recante Partita Iva 02853330799, con sede in Amato (CZ) in c.da Massaro snc, avente ad oggetto "altre attività di lavori specializzati di costruzione n.c.a.";
11.  STEMAG S.r.l., recante Partita Iva 02253890806, costituita in data 22.12.2003, esercente l'attività di "costruzione di Edifici residenziali e non residenziali";
12.  Ditta Individuale SANTAGADA Franco, recante Partita Iva:02274380787, con sede in Villapiana (CS), in contrada Pantano nr. 10, avente quale oggetto l'attività di "Costruzione di Opere Idrauliche". Domenico Salvatore

MNews.IT | Stadio Online, le notizie sportive | Giochi Gratis | Calabria 24Ore .IT | NewsOn24.IT

Scrivici rss twitter facebook  youtube

Posta un commento

0 Commenti