CartaStraccia.News

“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

Editors Choice

3/recent/post-list

Cesare Giulio Viola e Giacinto Spagnoletti, con dei Video realizzati per la Rai, ricordati negli scritti di Sandro Penna in un recente convegno - di Pierfranco Bruni

Cesare Giulio Viola e Giacinto Spagnoletti, con dei Video realizzati per la Rai, ricordati  negli scritti di Sandro Penna in un recente convegno

 

di Pierfranco Bruni

 

 

Il Cesare Giulio Viola di “Sciuscià” e il Giacinto Spagnoletti, storico della letteratura italiana con radicamenti a Taranto, sono presenti  negli scritti del poeta perugino Sandro Penna. Penna con amorevolezza li cita e li propone come veri modelli letterari e critici. Se a parlarne bene degli scrittori nati a Taranto sono i non tarantini è una grande sorpresa? Direi di no. E quando se ne parla bene, fuori dalla cinta muraria magno greca, dei Viola, dei Carrieri o degli Spagnoletti o dei Fornaro è un fatto di notevole importanza.

Da Penna a Spagnoletti, da Fornaro a Carrieri abbiamo realizzato, con Marilena Cavallo, dei Programmi per le reti della Rai.

Pensate un po’. Di Cesare Giulio Viola il poeta Sandro Penna (che ristudio da decenni dopo le mie tesi di laurea sulla sua vita e sulla sua poetica e numerosi libri sulla poesia italiana) ne tesse le lodi. 

Parlando di Pirandello con Enzo Giannelli, in un libro di alcuni anni fa, Sandro Penna ebbe a dire: Pirandello “in teatro è noioso, le novelle sono scritte benissimo. Del resto, bisogna contentarsi, perché in Italia di teatro c’è poco o niente dopo Pirandello. Uno piuttosto bravo è Cesare Giulio Viola, forse meglio di Ugo Betti. Infatti il film “I bambini ci guardano”, De Sica l’ha preso da un libro di questo Viola, che però non lo conosce nessuno”.

Ho avuto modo di parlare di questo, con dei precisi riferimenti a Viola e Spagnoletti, in un recente convegno  dedicato  alla Letteratura del Novecento Italiano svoltosi a Roma a Palazzo Sora. Ho cercato di legare il rapporto tra la letteratura e scrittori in una visione in cui le testimonianze restano riferimenti importanti. E questa di Penna nei confronti sia di Viola che di Spagnoletti (certo, Penna fa un ventaglio delle sue conoscenze e delle sue amicizie) mi sembra un fatto significativo.

Una rivisitazione critica è necessaria sull’opera di Viola ma non una rivisitazione scolastica o che possa presentarsi come uno strumento soltanto scolastico. Questo è provincialismo. Taranto non conosce abbastanza Viola perché non lo ha saputo studiare, non lo ha saputo penetrare letterariamente, non lo ha saputo proporre in una contestualità altra che non fosse il tarantinismo o il meridionalismo.

Alcuni anni fa mi fu chiesta una relazione. in un convegno dedicato alla letteratura dei grandi non conosciuti abbastanza, e mi venne espressamente sottolineato di inserire, nella discussione, l’opera di Viola.

Eravamo a Genova e non a Taranto piccola o grande. Così feci. Parlai della nostalgia dell’utopia nella letteratura della memoria e tra i Verga e i Pirandello, i Papini e i Fabbri inserii, appunto, Viola. Ci fu un grande interesse proprio nei confronti di Viola. Ma eravamo a Genova.

Sempre il tanto discusso e ammirato Penna, al quale abbiamo intitolato un comitato nazionale, convegni e pubblicazioni con respiro internazionale, teneva in alta considerazione il giudizio di Spagnoletti (io ho dedicato dei capitoli nel mio studio su mediterraneo e letteratura sia a Carrieri, sia a Spanoletti sia a Fornaro) aveva dichiarato: “Una volta Bertolucci si è lamentato con Giacinto Spagnoletti che aveva parlato bene di me su un giornale, e aveva scritto molte righe, mentre di lui aveva scritto poco. Allora lui disse che voleva tante righe come me. Spagnoletti fece: ‘Uhmmm…’: ma come poeta Bertolucci, sempre secondo Penna, non vale niente, sai, proprio niente, una nullità assoluta”.

Divertente, non vi pare? Penna era Penna e restava al centro dell’ironia. Viola e Spagnoletti stavano a cuore a Sandro Penna.

Sandro Penna, classe 1906 si confronta con Carrieri, classe 1905 e poi gli altri. Poesia, poeti e luoghi. Una bella trovata. Ma Penna e Carrieri sono incontri che restano tra i luoghi e i simboli. Un incontro sul quale occorre riflettere. E di Spagnoletti? È passato nel silenzio il decimo anniversario della scomparsa.

Ma chi l’avrebbe detto che Sandro Penna conoscesse Cesare Giulio Viola e ne apprezzasse la scrittura? Tutto ciò ci impone, comunque, una riflessione attenta sulla letteratura di terra ionica. Anche attraverso il filtro di altri personaggi. Anche grazie a rimandi che ci fanno capire l’importanza di una contestualizzazione più articolata. Su Viola si parlerà nuovamente su Rai Tre il prossimo 27 febbraio.

 

Giacinto Spagnoletti e Pierfranco Bruni




--
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
MNews.IT | Stadio Online, le notizie sportive | Giochi Gratis | Calabria 24Ore .IT | NewsOn24.IT

Scrivici rss twitter facebook  youtube

Posta un commento

0 Commenti