Reggio Calabria 13 febbraio 2014 - Dalla piazza oramai molti se ne vanno a mani vuote. Niente
da portare a casa. Solo freddo e sogni spezzati. tranquillità persa per sempre.
Ansia e angoscia. I bambini a casa aspettano il papà sorridenti. Quanta
tristezza nel cuore sapendo di non poter dare un futuro, un presente.
La famiglia reggina piange in Piazza Italia. E' un pianto
silenzioso che ti logora dentro. Si cerca nello sguardo degli altri una
speranza.
Un girone infernale quello davanti ai Palazzi di Piazza
Italia. Porte chiuse, tasche vuote, cuori a pezzi. Un dolore forte che diventa
insopportabile. Anche gli automobilisti sono nervosi. Non solidarizzano. Ognuno
per sè e tutti per nessuno. Poveri contro poveri. Si corre per non fermarsi,
per non sprofondare.
Il degrado di Piazza Italia ben rappresenta la città nella sua triste attualità. Una
città, Reggio Calabria, alla deriva.
Non è facile per nessuno, neanche per noi cronisti. in modo
quasi surreale cerchiamo di non farci coinvolgere. Cerchiamo di raccontare. Ma
è difficile raccontare una vita alla deriva. Difficile cogliere l'urlo:
Vogliamo lavorare per la città, per la famiglia.
Quel tormentarsi continuo nel freddo del febbraio reggino
gelano anche le lacrime dei genitori che tornati a casa si preoccupano di
regalare ai loro bimbi un sorriso. E di nascosto si mettono a piangere. I padri e le madri piangono dentro le case reggine. E' un pianto
irrefrenabile. Un pianto di dolore che urla nelle vie della città.
Reggio
restituisci il sorriso ai tuoi figli.
Luigi Palamara

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