San Lorenzo (Reggio Calabria) L’Udinese Accademy a Marina di San Lorenzo con i suoi rappresentanti Scevola e De Luca per fare formazione ed informazione, ma anche dialogo e confronto delle idee. In un ambiente sano a misura di ragazzo
IL BORGO GRECANICO SI VESTE DI BIANCO E NERO
Domenico Salvatore
Marina di San Lorenzo torna a rivivere, per merito di un appassionato dirigente. Un nuovo rinascimento calcistico e non solo. La cultura del pallone, da queste parti ha radici profonde. Quante belle favole, a sfogliare gli annali della cronaca…”Il Gatto con gli stivali, la Lampada di Aladino, Il Pifferaio magico. Cenerentola, Biancaneve, Pinocchio, Cappuccetto Rosso, La Volpe e l’uva” e via dicendo. L’imprenditore Gianni Villari, indimenticabile protagonista del calcio bruzio di un certo livello, vuole continuare a sognare. Per intenderci l’Eccellenza calabrese; e sia pure per una breve parentesi, la serie D, dopo la spropositata e frettolosa, se non inopportuna fusione Melitese-Vallata Bagaladi San Lorenzo, che ha creato più dolori che gioie. Ha cancellato con un colpo di spugna due gloriose società di Eccellenza. Il personaggio, si è distinto per serietà personale e professionale, lungimiranza, equilibrio e prudenza. Soprattutto, in occasione di partite estremamente delicate. Non ha mai rilasciato dichiarazioni avventate alla stampa o ricercato protagonismi. Ha tirato la carretta in silenzio. Senza squilli di fanfara, né rulli di tamburo. Insomma, non ha cercato la vetrina e la passerella. Nemmeno, quando la FIGC nazionale, gli ha conferito un importantissimo riconoscimento. Ha intuito che i cicli, siano fatti per chiudersi e per aprirsi. Richiudersi e riaprirsi. La passione, il motore che tutto muove, è colei che regge il mondo del pallone. Finchè ci sarà quella, il pallone non morirà mai in eterno. Anzi…Amatevi e moltiplicatevi. Esempio classico, le squadre di maggior prestigio a livello planetario. Il Santos, il Real Madrid, il Milan, l’Inter, il Manchester, la Juventus, il Bayern, l’Aiax, il Barcellona, tanto per citare sono morti mille volte ; e mille volte sono rinati. Club che hanno una storia; che, sono la storia stessa del calcio. Sebbene, tra mille contraddizioni e mille scandali; ma, sono sempre lì in primo piano. Risorti dalle loro stesse ceneri, come l’araba fenice. Sia pure con ruoli diversi. Ebbene, Gianni Villari, felice intuizione la sua, ha capito che si possa aprire un nuovo ciclo. Ma bisogna partire in punta di piedi e dal basso, per poi risalire la china gradatamente. Senza spiccare voli pindarici. Intanto, il settore giovanile, linfa vitale, eldorado; senza il quale, non si va più da nessuna parte oramai. Ai presidenti magnati, filantropi e mecenati, hanno tarpato le ali. I Comuni e le Province poi, fagocitati dalla famigerata spending review, possono destinare contributi solo per cifre prossime allo zero centesimi all’anno. Questi son tempi di spighe vuote, vacche magre, austerity e depauperismo. Benchè ai tempi di vacche grasse, spighe piene, crapula, opulenza, sciala e fa’ festa, comunque, bisognava saper amministrare e governare, per evitare il default e gli scherzi da prete. Occorre dunque, rimboccarsi le maniche. Il lavoro sano, porterà i risultati. Già si vedono all’opera i vari mister: Cormaci, Romeo, Scopelliti, Nastasi, alle prese con i galletti di primo canto, che hanno sviluppato cresta, artigli, speroni ed alucce. Ecco dove nascano i galletti ruspanti; i cavalli di razza, che già scalpitano come i mustang dentro il korral. L’Udinese Accademy, da parte sua, ha fatto i dovuti accertamenti, indagini, controlli, verifiche e selezioni, ed alla fine, ha ritenuto che il Borgo Grecanico, abbia le carte in regola per fare presto e per fare bene. Certo, occorre tempo, pazienza e qualche risorsa economica, questo è scontato, inevitabile e lapalissiano. Ma la strada tracciata è quella giusta. Le famiglie, chiedono un ambiente sereno, a misura di ragazzo, immerso nel verde, nell’ossigeno e nella natura; dove apprendere ed imparare a praticare le regole del gioco, propedeutiche alla pratica della legalità e della trasparenza. Per non dire perestrojka e glasnost. Dialogo e confronto delle idee. Intanto, il vecchio impianto è stato già riattivato. Nei prossimi giorni, verrà migliorato con i dovuti lavori di ristrutturazione degli spogliatoi; miglioramento del fondo campo, rete di recinzione e due gradoni per gli spettatori. Ma la prospettiva è quella del campo in erba. Nel terzo millennio dopo Cristo, nessuno può dire come Rhett Butler a Rossella O’Hara, in ‘Via col vento’…”Francamente me ne infischio”. Tuttavia, non sarà l’unica struttura, a disposizione del Borgo Grecanico, che potrà giocare anche a Melito, Roghudi, Saline e Bagaladi. Una società seria, con tanti sostegni. La matricola Borgo Grecanico, cresce a vista d’occhio dunque; ha le idee chiare e sa dove possa arrivare. Sulla punta dello “Stivale”, è nata una nuova fucina di campioni? Forse, ma intanto il lavoro, grimaldello per scardinare i sogni, dipanarli, sgarbugliarli e metterli in libertà. Non guasta, ogni tanto una gratificazione; anzi incentiva ed appassiona di più, come la consegna ‘brevi manu’ di una medaglia, ad opera dello stesso presidente Giovanni Villari, attorniato dai suoi più stretti collaboratori. In zona operazioni, l’omonimo (e figlio) partecipa e coordina. Largo ai giovani! Il famoso salto generazionale; che comunque, dev’essere graduale e progressivo. Per evitare, che sia traumatico, sterile, improduttivo e controproducente. Gli osservatori dell’Udinese, sono arrivati, puntuali al consueto appuntamento mensile e si sono tuffati subito nella mischia. In mezzo ai ragazzi. Per fare formazione ed informazione, tecnica ed atletica, schemi, dialogo, confronto di serie A. Per coordinare, interfacciandosi, il lavoro dei tecnici locali. Dall’alto della loro esperienza, competenza e professionalità. Dal basso della loro umiltà, semplicità, autenticità. Fermi tutti. C’è l’Udinese.
Domenico Salvatore





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