Riflessioni su “La Calabria Ribelle”
... Donne e Uomini toccati dal dolore prodotto dall'oscura piaga della 'Ndrangheta che, in Memoria dei loro congiunti, attuano forme di Ri-Esistenza "in modo ordinario" ma costante e determinato, nella loro terra, nei luoghi in cui vivono, per una Calabria migliore che sia lontana dai frutti velenosi della "Malapianta".
Introduce Rossella Fortugno, Trame Solidali
Intervengono:
-Liliana Esposito Carbone, madre di Massimiliano Carbone
-Deborah Cartisano, figlia di Lollò Cartisano
-Giuseppe Trimarchi, autore di "Calabria Ribelle. Storie di ordinaria resistenza" Ed. Città del Sole
Letture ad opera di Massimo Barilla, Direttore artistico Mana Chuma Teatro e Teatro Siracusa di Reggio Calabria
“Calabria Ribelle – Storie di ordinaria resistenza - È il titolo della pubblicazione di Giuseppe Trimarchi Edizioni Città del Sole. L’incontro, organizzato da Trame Solidali gruppo nato con l’obiettivo di far conoscere le buone pratiche di economia solidale, arte e impegno civile in Calabria, prende spunto dal libro ma vuole andare oltre la mera presentazione e vuole offrire a chi è interessato, la testimonianza di due donne Liliana Esposito Carbone e Deborah Cartisano, che in modo ordinario e senza clamori portano avanti la loro battaglia per una Calabria Civile.
Liliana Esposito Carbone,
Madre di Massimiliano, ucciso sotto casa mentre tornava da una partita di calcetto il 24 settembre del 2004. Una morte, quella del giovane locrese, per la quale non si conoscono ancora i nomi dei mandanti e degli esecutori del delitto. Lei ha ben chiari come sono andati i fatti. Sapeva che il figlio, all'età di 23 anni aveva avviato una relazione con una donna di dieci anni più grande di lui. Una donna già sposata all'epoca. Dalla relazione, a metà del 1999 nacque un bambino. E quel bambino è figlio di Massimiliano Carbone. ell'aprile del 2005 ha consegnato ai Carabinieri un test di paternità firmato dal direttore del laboratorio Genoma di Roma, sulla scorta dei campioni biologici che lei stessa, con ferrea determinazione, aveva raccolto dopo l'omicidio di Massimiliano. E il risultato di quel test dice che Massimiliano è al 99,999% il padre del bimbo.
Le supera tutte. Con la forza di una madre che non vuole cedere ai rilievi intempestivi del Ris, all'archiviazione della denuncia, all'aggressione subita al cimitero, agli sguardi torvi ricevuti e a qualche parola sopra le righe che è costretta a sentire. Va avanti, Liliana. E chi la conosce scopre che dietro l'aspetto apparentemente ruvido di indomita lottatrice per la giustizia e la verità, scopre una donna intelligente, coltissima, acuta, brillante nel suo amaro sarcasmo che utilizza come arma per continuare la sua battaglia…
Deborah Cartisano
E’ figlia di Lollò Cartisano. Lollò viene rapito il 22 luglio 1993 davanti alla sua casa al mare a Bovalino. I sequestratori sorprendono Cartisano e la moglie Mimma in macchina. La moglie viene stordita con un colpo in fronte e abbandonata, mentre il marito viene sequestrato. Nonostante il pagamento di un riscatto, il fotografo non viene riconsegnato alla famiglia. La famiglia decide allora di mobilitarsi e di far sentire la propria voce, scendendo più volte in piazza. Dopo i molteplici appelli della famiglia e le lettere scritte annualmente dalla figlia Deborah, nel 2003 giunge alla famiglia la lettera anonima di un carceriere che si dichiara pentito e implora il perdono della famiglia. Il carceriere indica il punto, fra Bovalino e San Luca, , dove è sepolto il corpo di Lollò e imputa la sua morte ad un incidente di percorso. Deborah decide di rimanere a Bovalino per trasformare le sue lacrime in gocce di rugiada per altri …
La Calabria Civile Esiste !
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
MNews.IT | Stadio Online, le notizie sportive | Giochi Gratis | Calabria 24Ore .IT | NewsOn24.IT





0 Commenti