OPERAZIONE “ABBRACCIO”: LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI CATANZARO E LA POLIZIA DI STATO DI REGGIO CALABRIA RECIDONO I LEGAMI TRA L’EX GIUDICE GIUSTI E LA COSCA DI ‘NDRANGHETA DEI BELLOCCO
Stamane, all’esito di complesse ed articolate indagini svolte dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, è stata data esecuzione ad un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere e degli Arresti domiciliari emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, nei confronti del magistrato, attualmente sospeso dalle funzioni, GIUSTI Giancarlo e di altri 6 esponenti di spicco ed affiliati alla cosca di ‘ndrangheta dei BELLOCCO operante a Rosarno (RC) ed altrove (Emilia Romagna e Lombardia), accusati, a vario titolo, di corruzione in atti giudiziari aggravata dall’art. 7 della Legge 203/91 e concorso esterno in associazione mafiosa.
Le indagini, dirette personalmente dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Catanzaro Dr. Vincenzo LUBERTO con il coordinamento del Procuratore della Repubblica Dr. Vincenzo Antonio LOMBARDO e del Procuratore Aggiunto Dr. Giuseppe BORRELLI, hanno consentito di documentare, con il supporto di numerose intercettazione telefoniche ed ambientali in carcere e di vari riscontri, che GIUSTI Giancarlo, in qualità di magistrato componente del collegio del Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, nell’udienza del 27 agosto 2009, disponeva, in cambio della corresponsione di una somma di denaro pari a 120 mila euro, la scarcerazione di BELLOCCO Rocco cl. 1952, GALLO Rocco Gaetano cl. 1953 e BELLOCCO Domenico cl. 1977, alias “Micu U Lungo”, elementi di vertice della potente cosca di ‘ndrangheta dei BELLOCCO, contribuendo altresì al rafforzamento, alla conservazione ed alla realizzazione degli scopi rientranti nel programma criminoso della predetta associazione ‘ndranghetistica.
Si riporta l’elenco dei soggetti colpiti dalla misura restrittiva emessa dall’Autorità Giudiziaria di Catanzaro, precisandosi che, solo a causa delle sue condizioni di salute, per GIUSTI è stata disposta la misura degli arresti domiciliari:
1. GIUSTI Giancarlo, nato a Locri (RC) il 7.03.1967;
2. BELLOCCO Rocco, nato a Rosarno (RC) il 25.09.1952, già detenuto in carcere per altra causa;
3. GALLO Rocco Gaetano, nato a Rosarno (RC) il 2.01.1953, già detenuto agli arresti domiciliari per altra causa;
4. PUNTURIERO Domenico, nato a Rosarno (RC) l’11.02.1965;
5. BELLOCCO Domenico (figlio di Rocco), nato a Palmi (RC) il 28.03.1980;
6. GALLO Giuseppe (figlio di GALLO Rocco Gaetano), nato a Cinquefrondi (RC) il 27.04.1984;
7. GALLO Gaetano (fratello di Rocco Gaetano), nato a Rosarno (RC) il 10.04.1954.
Occorre sottolineare che al magistrato, già sospeso dalle sue funzioni dal C.S.M. e collocato fuori ruolo, viene contestato, oltre al reato di corruzione in atti giudiziari, aggravato dall’art. 7 della Legge 203/91, anche il concorso esterno in associazione ‘ndranghetistica, unitamente a coloro che hanno partecipato alla condotta corruttiva (PUNTURIERO Domenico, ALBANESE Vincenzo, GALLO Giuseppe, GALLO Gaetano, BELLOCCO Domenico cl. 1980, figlio di Rocco). Al riguardo si evidenzia che BELLOCCO Rocco e GALLO Rocco Gaetano non sono indagati per concorso esterno, in quanto già colpiti da altri provvedimenti giudiziari in cui vengono indicati quali associati alla ‘ndrangheta, nell’ambito dell’articolazione territoriale della cosca BELLOCCO.
Il G.I.P., accogliendo in pieno l’impianto accusatorio della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro e gli esiti delle indagini accuratamente condotte dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria, ha ritenuto sussistente un vero e proprio pactum sceleris, ordito dal boss BELLOCCO Rocco ed eseguito dal figlio BELLOCCO Domenico, GALLO Rocco Gaetano, GALLO Giuseppe e da GALLO Gaetano, con la intermediazione di PUNTURIERO Domenico e la essenziale partecipazione di GIUSTI Giancarlo.
Tale accordo veniva siglato nell’estate del 2009 allorché GALLO Giuseppe e GALLO Gaetano (rispettivamente figlio e fratello del detenuto GALLO Rocco Gaetano) stringevano il patto corruttivo, avvicinando PUNTURIERO Domenico, mentre BELLOCCO Domenico, per ordine del padre Rocco, consegnava al suddetto PUNTURIERO una parte del danaro costituente il prezzo della corruzione (GALLO Rocco forniva 40.000 euro, cioè un terzo del prezzo della corruzione).
I predetti hanno operato in concorso fra loro nel quadro di un’unica determinazione criminosa finalizzata a commettere il reato di corruzione in atti giudiziari, avendo posto in essere tali condotte per consentire il ritorno in libertà di tre esponenti di rilievo della cosca BELLOCCO e, pertanto, per favorire la stessa in un momento di particolare fibrillazione generata dalla esecuzione di numerose ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di capi e gregari di quella ‘ndrina, disposte dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della D.D.A. reggina, a seguito dell’esecuzione di alcuni provvedimenti di fermo di indiziato di delitto ordinati dalla citata Autorità Giudiziaria requirente, nell’ambito dell’indagine “Rosarno è nostra 2”, volta a disarticolare, nel luglio 2009, la struttura organizzativa della predetta cosca di ‘ndrangheta.
A suo tempo, le scarcerazioni facili disposte dal Tribunale del Riesame di Reggio Calabria nei confronti degli indicati esponenti di vertice della cosca BELLOCCO di Rosarno (RC) avevano suscitato un forte clamore mediatico.
A seguito dei vari ricorsi presentati dai magistrati della D.D.A. di Reggio Calabria e dopo le pronunce della Suprema Corte di Cassazione, nei primi mesi del 2012, l’ordinanza del G.I.P. di Reggio Calabria che aveva disposto la misura cautelare della custodia in carcere, diventava definitiva ed esecutiva, sicché gli indagati rimessi in libertà dal Tribunale del Riesame, venivano nuovamente catturati dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria, uno dei quali dopo un periodo di latitanza.
Il ruolo centrale assunto nella vicenda corruttiva assunto da PUNTURIERO Domenico (cugino dei BELLOCCO) e da GIUSTI Giancarlo è rivelato dal chiaro ed esplicito tenore delle conversazioni intercettate e dalla indiscussa, amicale e affaristica frequentazione tra i due.
Si rappresenta che, nel mese di marzo 2012, GIUSTI Giancarlo veniva tratto in arresto da personale delle Squadra Mobili di Milano e Reggio Calabria in esecuzione di un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Milano su richiesta di quella D.D.A. per il delitto di corruzione in atti giudiziari posto in essere in concorso con esponenti della cosca di ‘ndrangheta LAMPADA, operante in Lombardia, per il quale il predetto si trovava già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
Lo stesso è stato condannato il 27.09.2012, dal G.I.P. del Tribunale di Milano, in esito al procedimento penale n. 7629/12 R.G.N.R. (già n. 46229/68) e n. 3576/12 R.G. G.I.P., per il reato di corruzione in atti giudiziari, aggravato dalla finalità di agevolare la cosca VALLE-LAMPADA, unitamente a LAMPADA Giulio, alla pena di anni quattro di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e di custodia, con interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni 5.
Gli arrestati, dopo le formalità di rito, saranno condotti presso la casa circondariale a disposizione della procedente Autorità Giudiziaria, mentre solo il GIUSTI, per i motivi sopra menzionati, rimarrà presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari.
Reggio Calabria, 14 Febbraio 2014.
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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La Polizia di Stato di Reggio Calabria, al termine di un complessa indagine coordinata dalla Procura Distrettuale di Catanzaro, sta eseguendo, in queste ore, nr. 7 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti contigui alla cosca BELLOCCO, operante nella Piana di Gioia Tauro, ritenuti responsabili, a vario titolo, di corruzione in atti giudiziari aggravata dall’art.7 della legge 203/91 e concorso esterno in associazione mafiosa.
Tra i soggetti colpiti dal provvedimento restrittivo figura anche un magistrato, attualmente sospeso dalle funzioni, in quanto coinvolto in una precedente vicenda giudiziaria.
I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso la Questura di Reggio Calabria, alle ore 11.00 odierne.
Reggio Calabria 14 febbraio 2014
'NDRANGHETA: ARRESTATO GIUDICE GIUSTI - REGGIO CALABRIA, 14 FEB - È Giancarlo Giusti, ex gip del Tribunale di Palmi, il magistrato arrestato e posto ai domiciliari dalla squadra mobile di Reggio Calabria nell'operazione condotta contro la cosca Bellocco. Giusti era già ai domiciliari per una condanna a 4 anni nell'ambito di una inchiesta della Dda di Milano ed era stato sospeso dal Csm.
L'operazione contro la cosca Bellocco, denominata «Abbraccio», è stata condotta dalla squadra mobile di Reggio Calabria. Le indagini sono state dirette dal sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Vincenzo Luberto con il coordinamento del procuratore di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo e del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli. Nei provvedimenti restrittivi notificati a Giusti e ad altre sei persone vengono contestati, a vario titolo, i reati di corruzione in atti giudiziari aggravata dall'aver favorito una cosca di 'ndrangheta e il concorso esterno in associazione mafiosa.Le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nell'ambito dell'operazione «Abbraccio» sono state eseguite dalla squadra mobile di Reggio Calabria con l'ausilio delle omologhe strutture investigative del luogo e con la partecipazione dei Reparti Prevenzione Crimine della Polizia di Stato. I provvedimenti sono stati eseguiti a Rosarno, Montepaone Lido (Catanzaro), Milano, Avellino e Benevento.
'NDRANGHETA: ORDINANZA DI CUSTODIA PER UN MAGISTRATO IN BLITZ CONTRO COSCA BELLOCCO - La Polizia di Stato di Reggio Calabria, al termine di un complessa indagine coordinata dalla Procura Distrettuale di Catanzaro, sta eseguendo 7 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti contigui alla cosca Bellocco, operante nella Piana di Gioia Tauro, ritenuti responsabili, a vario titolo, di corruzione in atti giudiziari aggravata dall'art.7 della legge 203/91 e concorso esterno in associazione mafiosa. Lo riferisce una nota della Polizia di Stato. Tra i soggetti colpiti dal provvedimento restrittivo figura anche un magistrato, attualmente sospeso dalle funzioni, in quanto coinvolto in una precedente vicenda giudiziaria. I particolari dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso la Questura di Reggio Calabria, alle 11 di oggi
'NDRANGHETA:ARRESTO GIUSTI; TENTÒ SUICIDIO DOPO CONDANNA - Il giudice Giancarlo Giusti, arrestato e posto ai domiciliari stamani dalla squadra mobile di Reggio Calabria, era stato condannato dal gup di Milano a 4 anni di reclusione il 27 settembre 2012 ed il giorno successivo aveva tentato il suicidio nel carcere milanese di Opera in cui era detenuto. Soccorso dalla polizia penitenziaria, era stato poi ricoverato in ospedale in prognosi riservata. Successivamente aveva ottenuto gli arresti domiciliari. Giusti, dal 2001 giudice delle esecuzioni immobiliari a Reggio Calabria e poi dal 2010 gip a Palmi, era stato arrestato per corruzione aggravata dalle finalità mafiose il 28 marzo 2012 nell'ambito di una inchiesta della Dda di Milano sulla presunta cosca dei Valle-Lampada e, in particolare, in un filone relativo alla cosiddetta «zona grigia». La Dda di Milano gli ha contestato di essere sostanzialmente a «libro paga» della 'ndrangheta. In particolare, i Lampada, sempre secondo l'accusa, non solo gli avrebbero offerto «affari», ma avrebbero anche appagato quella che il gip di Milano, nell'ordinanza di custodia cautelare, aveva definito una vera e propria «ossessione per il sesso», facendogli trovare prostitute in alberghi di lusso milanesi.
'NDRANGHETA: MAGISTRATO AI DOMICILIARI È GIANCARLO GIUSTI - È Giancarlo Giusti il magistrato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari nell'ambito dell'operazione condotta oggi dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria contro la cosca Bellocco. Giusti, all'epoca dei fatti magistrato del Riesame di Reggio Calabria, è accusato di corruzione in atti giudiziari, aggravata dal concorso esterno in associazione mafiosa. Giusti, 47 anni, era già ai domiciliari perchè arrestato nel marzo del 2012 nell'ambito di un'operazione della Dda di Milano e condannato, nel settembre del 2012, a quattro anni di reclusione con l'accusa di corruzione in atti giudiziari. A causa delle sue condizioni di salute precarie il magistrato fu poi sottoposto ai domiciliari.
'NDRANGHETA: GIUDICE GIUSTI NEL 2012 TENTÒ IL SUICIDIO IN CARCERE = Reggio Calabria, 14 febbraio 2014- Il giudice Giancarlo Giusti, arrestato questa mattina dalla squadra mobile di Reggio Calabria, era stato condannato a quattro anni (in abbreviato) nel processo celebrato a Milano in cui emersero i suoi contatti con la cosca di 'ndrangheta Valle-Lampada. Era stato accusato di corruzione aggravata nel marzo 2012. Il giorno dopo la sentenza tentò il suicidio in carcere ma venne salvato e qualche mese più tardi ha ottenuto i domiciliari per motivi di salute. Giusti ha prestato servizio sia al Tribunale di Reggio Calabria sia a quello di Palmi. In quell'occasione era stato accusato di avere accettato viaggi a Milano ed escort pagate da Giulio Lampada, condannato in primo grado a sedici anni di reclusione e considerato imprenditore e personaggio di vertice della famiglia omonima.
'NDRANGHETA: ARRESTATO GIUDICE GIUSTI - REGGIO CALABRIA, 14 FEB - È Giancarlo Giusti, ex gip del Tribunale di Palmi, il magistrato arrestato e posto ai domiciliari dalla squadra mobile di Reggio Calabria nell'operazione condotta contro la cosca Bellocco. Giusti era già ai domiciliari per una condanna a 4 anni nell'ambito di una inchiesta della Dda di Milano ed era stato sospeso dal Csm.
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Luigi Palamara
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