Ancora un morto sulla strada. La vittima, secondo una prima sommaria ricostruzione del sinistro, ancora in fase di accertamento, stava attraversando la corsia in un punto buio e privo di strisce pedonali. L'impatto, terribile non ha concesso scampo all'extrta-comunitario. Travolto dall'automobile e svolazzato in aria è caduto rovinosamente sull'asfalto, oramai senza vita.
REGGIO CALABRIA, UN MORTO ED UN FERITO SULLE BRETELLE DEL CALOPINACE IN CONTRADA GIARDINI, NEI PRESSI DEL PONTE DI SANT'ANNA. TANTA PAURA E SOLO QUALCHE GRAFFIO PER LE PERSONE COINVOLTE NELL'INCIDENTE DI RAVAGNESE, DOVE UN'AUTOMOBILE PER CAUSE IN CORSO DI ACCERTAMENTO SI ERA CAPOVOLTA
Reggio Calabria. Un'altra tragedia. Un'altra disgrazia. Un altro incidente mortale. Sulle bretelle di adduzione. Il traffico non era ad alta frequenza, visto l'ora, 21,00-21,15. Questo deve aver ingannato in qualche modo l'uomo, un venditore ambulante di frutta e verdura al mercato cittadino di Piazza del Popolo,pare di origini marocchine. La strada, in quel punto, poco più sotto del ponte di Sant'Anna, è abbastanza larga, ma anche al buio, senza strisce pedonali e sprovvista di semaforo. Improvvisamente, si fa per dire, è spuntata la sagoma di un'automobile che saliva o svoltava dalla passarella, questo non è stato ancora chiarito. Nemmeno è certo che l'uomo, fosse da solo od in compagnia. L'impatto è stato violento. L'extracomunitario, pare abitasse a pochi metri dal punto incriminato. Stava attraversando la strada sulle strisce pedonali, all'altezza di Borgata Giardini, lungo il raccordo del Calopinace. Quando siamo arrivati sul posto c'erano già Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia, Vigili Urbani e Vigili del Fuoco, ma anche un'ambulanza del 118. Poi la macchina investigativa ha perfezionato il suo iter con l'arrivo del medico legale, per la perizia necroscopica esterna sul corpo dello sventurato; il magistrato di turno e la ditta del caro estinto per la rimozione del cadavere, trasferito al'Istituto di Medicina Legale. Il p.m. stabilirà se sarà il caso di procedere all'autopsia. Infine la salma, verrà restituita alla famiglia, per la celebrazione dei funerali che si svolgeranno in forma pubblica, secondo le usanze musulmane.
Salvo diversa decisione del questore Guido Nicolò Longo. Le forze di polizia hanno raccolto testimonianze, mezze frasi, mezze battute, da cui si evince che la chiamata dei soccorsi, dopo aver assistito in presa diretta al tragico impatto. Non ci è stato fornito né il nome dell'investitore, né quello della vittima. Comunque, pare, riconosciuta da un connazionale. Era con lui o si trovava a passare. Forse è stato richiamato dalle urla e dal luccichio dei fari della tantissime macchine di servizio e dei lampeggianti bluastri delle autovetture di servizio. L'automobilista, colto alla sprovvista per quell'improvvisa sagoma, che gli 'tagliava' la strada, non ha fatto in tempo a scansarla. Nonostante gli attimi febbrili di panico e scoramento, l'autista ha bloccato la sua macchina ed ha tentato di prestare soccorso, all'investito. Proprio mentre sopraggiungevano le macchina in coda sul sottostante 'Ponte di San Pietro'. In preda allo shock, ha tentato di farfugliare qualcosa alle forze dell'ordine, che tentavano di ricostruire la dinamica, fondamentale per la redazione del verbale e per l'accertamento delle responsabilità. Visibilmente provato, è stato però colto da malore ed è stato affidato alle cure dei sanitari del 118, che lo hanno trasportato al Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti.
Nonostante le oggettive difficoltà, l'automobilista con giusto senso di responsabilità, ha tentato di soccorrere la vittima, com'era suo compito; alla luce del Regolamento (Codice) della strada. Poi è crollato per il contraccolpo emozionale. Per il pedone, purtroppo, non c'è stato nulla da fare. È morto, a quanto pare, sul colpo. Sul posto oltre al medico legale, si è recato anche il pm di turno della Procura reggina. Scontata l'apertura di un fascicolo visto l'esito mortale dell'incidente. Ể andata decisamente meglio alle persone coinvolte in un altro incidente, non lontano dall'aeroporto. Le cinture di sicurezza, probabilmente hanno salvato la vita agli occupanti di un'automobile, che per cause in corso di accertamento si era capovolta nei pressi dello svincolo di Ravagnese, nel corso di un altro incidente stradale. Quando siamo passati noi, si stavano0 completando le ultime operazioni di sgombero della sede stradale. Le cause? Meccaniche, strutturali, umane, ambientali, elettriche e così via. Non sempre gl'incidenti stradali, come riferiscono le statistiche asettiche ed impersonali, sono a carico degli automobilisti. Basta una 'fossa', un sasso in mezzo alla strada; un cane, un gatto, una persona, che si trovino sul posto sbagliato al momento sbagliato per provocare il disastro.
Un freno difettoso, una faro non in regola, una gomma liscia o 'scoppiata'. Oppure un malore improvviso. Problemi di vista. Scarsa illuminazione della strada. Mancanza di semafori e di strisce pedonali. Poca prudenza del pedone o dell'automobilista; sagoma stradale deformata o con lavori in corso e così via. Il marocchino, non è l'unica vittima delle bretelle del Calopinace. Il 16 maggio 2009 un altro parabolico incidente; protagonista un giovane automobilista alla guida di un'autovettura Renault Clio, che si era ribaltata, precipitando dentro il canalone; dopo aver divelto una ringhiera in ferro si era catapultato nel torrente, ancora dentro la sua macchina. Venne estratto vivo dalle lamiere contorte, ma ferito e per questo, ricoverato al P.S. dell'ospedale, dai Vigili del Fuoco del Saf. Domenico Salvatore






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