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Trofeo Tartaruga, la bici trionfa mentre auto e bus restano bloccati nel traffico

Cosenza, 20 febbraio 2014                           

Trofeo Tartaruga, la bici trionfa mentre auto e bus restano bloccati nel traffico

 

Dalla “Città dei ragazzi” l’appello al sindaco: si riapra al più presto una struttura strategica per questo territorio

Legambiente presenta i dati sul trasporto pubblico locale. Bus insufficienti, treni tagliati e soppressi: la dura vita dei pendolari cosentini

Alle 16 dibattito sul tema: “Mobilità sostenibile nell’area urbana: un modo diverso è possibile”

 

Anche a Cosenza è stata la bicicletta a tagliare per prima il traguardo del “Trofeo Tartaruga” aggiudicandosi così la medaglia d’oro del premio ideato da Legambiente, che mette in competizione i vari mezzi di trasporto per scoprire il modo più veloce, economico e meno inquinante per muoversi in città.

Un trofeo che è in realtà l’occasione per rinnovare l’appello di Legambiente agli amministratori locali affinché venga data piena attuazione al nuovo piano della mobilità. Una mobilità urbana che per essere  davvero integrata, efficiente e sostenibile, necessita inevitabilmente di forti investimenti anche da parte della Regione. Questo anche alla luce delle criticità ancora riscontrate dall’associazione ambientalista a Cosenza: una condizione di congestione di autovetture generalizzata in particolare in alcune fasce orarie, con il conseguente innalzamento dei livelli di inquinamento acustico e atmosferico che si ripercuotono sulla vivibilità stessa degli spazi urbani; una carenza e frammentazione dell’offerta del trasporto pubblico su gomma, sia pubblico che privato, e una persistente condizione di isolamento e di arretratezza del trasporto su rotaie.

 

Il Trofeo Tartaruga si è tenuto questa mattina in occasione della tappa a Cosenza del Treno Verde, la campagna itinerante di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico e acustico delle maggiori città italiane. Il percorso prevedeva la partenza (avvenuta alle ore 12)  dalla “Città dei Ragazzi”, in via Panebianco, con arrivo al binario 1 della stazione Centrale dov’è in sosta in convoglio ambientalista. I due concorrenti in bici, Marcello Carbone, del Cai Cosenza e Giuseppe Faraca, hanno impiegato 4 minuti per percorrere i 2,8 chilometri di percorso; a seguire la moto (5 minuti), l’automobile (11 minuti). Poi ben distaccato l’autobus sul quale viaggiava un volontario di Legambiente che ha impiegato 27 minuti, vista anche l’assenza durante il tragitto di corsie riservate. Ultimo il pedone che ha impiegato 31 minuti.

Ad attendere i partecipanti alla stazione centrale, anche il Cosenza Calcio. I protagonisti e tutta la squadra del Cosenza Calcio hanno visitato il Treno Verde, insieme all’assessore provinciale allo Sport Pietro Lecce e all’assessore regionale al Bilancio Giacomo Mancini e al consigliere comunale di Cosenza Francesco Caruso.

 

                “Il trofeo Tartaruga è partito non a caso dalla "Città dei ragazzi", perché rappresenta l'emblema della discrasia tra gli annunci delle amministrazioni locali e la realtà - dice Maria Francesca Ianni Palarchio di Legambiente Cosenza –. La “Città dei Ragazzi” rappresenta una grande occasione mancata, una struttura all’avanguardia ora inutilizzata che dovrebbe invece rappresentare il fiore all’occhiello di questa città. Al Sindaco chiediamo che vengano subito messe in campo tutte le azioni necessarie per ridare alla città questa importante struttura. Così come chiediamo all’Amministrazione  di attivare molti più servizi per migliorare la mobilità urbana: più corsie preferenziali e percorsi in sede protetta per i mezzi pubblici, visto che sulla stessa sede viaria si muovono circa 700 autobus con circa 1500 corse al giorno e istituire zone 30 e zone a ciclopedonalità diffusa. Alcuni strumenti che si sono già affacciati con successo nelle nostre città (il car-sharing, il car pooling, il bike sharing) vanno migliorati e valorizzati. E, sempre senza spendere un euro, si possono ottimizzare gli orari della città, evitando così che tutti si spostino nello stesso momento. Su questo ci aspettiamo dal Sindaco di Cosenza un impegno serio e immediato”.

               

C’è comunque tanto altro su cui lavorare. Per la conurbazione Cosenza-Rende (area di circa 107.000 abitanti, interessata giornalmente da 197.000 spostamenti di cui 87.887 con i comuni a nord, 6.255 con i comuni a sud, 74.127 con i comuni a ovest e 29.287 con quelli a est) la mobilità prevalente, in linea con il dato nazionale, è di circa l’89,7% con autovetture, 2,7% con motocicli e solo l’1,2% con mezzi pubblici. La soluzione non si risolve certo con la metro leggera Cosenza-Rende, assolutamente sovradimensionata, pensata più di vent’anni fa e oggi non più sostenibile in quei termini, né in termini ambientali né economici.  Manca ancora oggi, inoltre, un collegamento veloce e immediato tra la città di Cosenza e il Polo universitario, area che è interessata da 16.000 utenti/giorno e da 14.300 spostamenti/giorno con un carico medio di 3.140 veicoli. Senza dimenticare che lo spostamento dello scalo ferroviario dal centro della città alla periferia ha causato un'elevata e progressiva contrazione della domanda di servizio, rendendo sostanzialmente sottoutilizzato il complesso ferroviario di Vaglio Lise.

Qualche passo avanti va indubbiamente riconosciuto alla città sul tema della mobilità sostenibile. Nella classifica prodotta nel XX rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente, sulla qualità ambientale dei comuni capoluogo di provincia, Cosenza si piazza a metà classifica tra le città italiane con meno di 80mila abitanti, sostanzialmente proprio per alcune buone performance ottenute sul tema della mobilità. Buono il rapporto 55 passeggeri trasportati dal trasporto pubblico annualmente per numero di abitanti (la media italiana è 38); 32 km la percorrenza annua per abitante del trasporto pubblico (la media nelle altre città piccole è 21km). Resta alto, ma sotto la media, il tasso di motorizzazione di auto circolanti ogni cento abitanti (62 auto/100ab rispetto alle 68 di media); mentre i 6 motocicli circolanti ogni 100 abitanti fanno di Cosenza la prima in Italia nella classifica relativa al tasso di motorizzazione moto per le piccole città. Sufficienti anche l’indice relativo alle isole pedonali (0,40 mq per abitante, contro una media nazionale di 0,32); e delle piste ciclabili che seppur sotto la media nazionale si attesta a 4,70 metri equivalenti ogni 100 abitanti (la media è 6,44). Decisamente bocciata la città per quanto riguarda l’indice relativo alle zone a traffico limitato (appena 0,86 metri quadrati per abitanti, rispetto ai 3,55 di media) e della mobilità sostenibile. Quest’ultimo indice fermo a zero al momento per l’assenza di indicatori quali: mobilità  a chiamata, presenza di mobility manager, car sharing, pedibus, bicibus, piano spostamenti casa-lavoro.

 

Il tema della mobilità va affrontato seriamente e con urgenza, però, non solo a Cosenza ma in tutta la Calabria. E da questo punto di vista, se l’amministrazione comunale cosentina si muove con lentezza, l’ente Regione non fa certo meglio, come testimoniano i dati del dossier “Pendolaria 2013” di Legambiente. Gli ultimi tre anni sono stati il periodo più nero della storia dei trasporti ferroviari locali e per la vita dei circa 26mila viaggiatori al giorno (di cui 15.636 abbonati) che si spostano sulla rete regionale. Un servizio che “viaggia” ad una media di 230 soppressioni di treni al mese. Anche nel 2013 la Calabria è tra le regioni che hanno deciso di tagliare i servizi (meno corse e meno treni) e di aumentare il costo di biglietti ed abbonamenti: i tagli hanno raggiunto il 7% dei treni, che si aggiunge a quello del 15% già decretato lo scorso anno. La logica è sempre la stessa, la Regione piuttosto che investire per cercare di offrire servizi migliori al crescente numero di pendolari, stanzia sempre meno per il trasporto su ferro. Nel 2013 la Calabria ha stanziato appena lo 0,29% del bilancio regionale, riuscendo a finanziare con 30 milioni di euro l’investimento, con la compartecipazione statale e di Trenitalia, per l’acquisto di 7 mezzi a trazione elettrica a quattro vagoni. In pratica si investe in Calabria 3,4 euro per abitante ogni anno: tra le cifre più basse in Italia che rispecchia in pieno le condizioni negative che tutti i giorni i pendolari sono costretti ad affrontare.

 

“Il caos nella mobilità e la crisi del trasporto pubblico locale richiedono una forte alleanza tra amministrazioni locali, associazioni e cittadini affinché anche a livello nazionale la priorità negli investimenti venga finalmente dirottata su questo fronte -  commenta Alberto Fiorillo, responsabile Mobilità Urbana di Legambiente. Più fondi non per costruire nuove tangenziali, ma per la flotta del trasporto pubblico locale e per la mobilità dei pendolari, affinché diventi meno inquinante e più adeguata all’estensione del centro urbano e al numero di abitanti. Per far camminare, in maniera sostenibile, una città serve coraggio e questo è un compito che i sindaci devono assumersi fin da subito, al di là degli annunci dei programmi elettorali. Molto spesso, invece, i Comuni hanno messo in campo una serie disorganica di provvedimenti che hanno creato solo confusione tra i cittadini, senza valutare l’effettiva riduzione degli inquinanti, del miglioramento dell’efficienza del trasporto pubblico o della maggiore fluidità del traffico. Continuando così, automobilisti, passeggeri del trasporto pubblico e gli altri utenti della strada saranno sempre più penalizzati”.    

Proprio di mobilità si parlerà questo pomeriggio, alle ore 16, a bordo del Treno Verde. All’incontro sul tema “Mobilità sostenibile nell’area urbana: un modo diverso è possibile”, prenderanno parte: Francesco Falcone, Presidente Legambiente Calabria, Domenico Passarelli, docente Università Mediterranea di Reggio Calabria, Mario Occhiuto, Sindaco di Cosenza, Mario Capalbo, Presidente AMACO, Claudio Carravetta, Mobility Manager Provincia di Cosenza, Giovanni Forciniti, assessore Provinciale ai Trasporti, Luigi Fedele, assessore Regionale ai Trasporti, Alberto Fiorillo, responsabile Legambiente Nazionale Mobilità Urbana.

 

 

 

 

Il Treno Verde è una campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane,

con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

 

Partner: Ecolamp, Renovo, Weber - Saint Gobain

Media Partner: La Nuova Ecologia, MiniMega Pubblicità, Rinnovabili.it

 

Si ringraziano il Museo A come Ambiente di Torino per le installazioni interattive e l’ Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma (Corso di Interior and Industrial Design / AAnt Factory) per aver progettato la mostra del Treno Verde 2014.

 

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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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