I padroni di casa del presidente Nino Dieli, falliscono due ghiotte occasioni con Russo II e Russo III, ma trovano la zampata giusta con Russo I. Nella ripresa, ancora con Russo IV° e Russo V°, Marra e Borruto, tentano la via della rete; ma la mira non è delle più precise. Ci sono anche due splendide parate del portiere ed un paio di conclusioni radenti il palo. Il tasso di…'mangiamento' decisamente alto, è stato il vero tallone di Achille della formazione rosso-verde
UNA VITTORIA RISICATA DI ENORME VALORE CHE FA CLASSIFICA E MORALE, MA IL RHEGIUM, GIOCA AL PALLONE, A DISPETTO DELLA SUA BUGIARDA CLASSIFICA ED INCUTE TIMORE E RISPETTO SINO AL CENTESIMO MINUTO
Gli ospiti, possono recriminare. Per quello che si è visto sul campo, nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo, se avesse acciuffato almeno il pareggio, sfiorato a più riprese. Se non abbiamo visto un'altra partita. Il pubblico di casa, non ha digerito l'arbitraggio. Troppo fiscale e pignolo con i giocatori di casa. Remissivo, docile, tollerante, permissivo e conciliante con gli ospiti. Sei ammoniti di solito, fanno pensare alla corrida se non alla rissa. Niente di tutto questo. Tranne i falli di gioco e qualche spinta di troppo
Domenico Salvatore
BAGALADI (Reggio Calabria)-Partite facili. Non ce ne sono state per il Bagaladi. Anzi. Basterebbe ricordare la rocambolesca gara interna, persa con il vice-fanalino di coda Atletico Catona. Dove, Saverio Russo, non è riuscito a mettere dentro, nemmeno a porta libera, due palloni incredibilmente 'svirgolati'. Quando, l'uomoragno catonese, Curatola, toponimo benevolo a Bagaladi, ha compiuto due parate che non si vedono nemmeno in serie A e per giunta da corta distanza. Così, Beneventum,diventò…Maleventum.Succede anche questo, nel gioco del calcio. Bello, affascinante, emozionante, irrinunciabile, proprio per codeste gare, che sfuggono a qualsiasi pronostico. Inutile dire, che il pareggio stesse stretto al Bagaladi. Figurarsi la sconfitta. Addirittura in casa. Non è esagerato dire che il Catona Atletico, con questa vittoria, che non gli serve a niente, se non per la statistica e per il prestigio, gli abbia "mangiato" il campionato. La Scillese, ha così disco verde per la conquista del titolo, che le consentirà di volare in seconda categoria, dalla porta principale. Mentre altri, dovranno affidarsi alla lotteria dei play-off ed in sub-ordine alla ruota della fortuna dei ripescaggi, sempre possibili. Comunque è bello il campionato di terza categoria. Si vedono belle individualità; e collettivi, che segnano goal a grappoli, dentro e fuori casa. L'ultima, può battere la prima. Non mancano gli sprazzi di bel gioco o di gioco sofferto. Prendete il centravanti ospite Delfino, incredibilmente relegato in terza categoria. Ma quando maaiiiii!?!?!?. Si muove con l'eleganza di Rudolf Nureyev; mena la danza come Don Lurio; supera l'avversario con la facilità di Claudio Sala. Ma, non c'è fortuna per gli artisti. Si procura quattro nitide occasioni da rete, ma la dea bendata non è dalla sua parte. Sebbene, Batman-Foti si superi.
Non è la mamma, che fa da Tarzan al suo marmocchio. La buon'anima di Nino Manfredi, direbbe…"Cerca d'esser serio/vieni giù dal lampadario,/ma che modo di giocare è questo qua!/Ma Tarzan lo fa!/Ma Tarzan lo fa!/Lascia stare mamma/se non vuole far la scimmia,/per giocare un altro modo ci sarà!/…". Tuttavia, sulle liane, vola meglio di Johnny Weissmüller. Black-spider, smanaccia un paio di volte. Impreca Delfino e manda tutti a quel paese. Benchè a Foti non gliene può fregar di meno e sibila come Clark Gable a Vivien Leigh in 'Via col vento'…"Francamente me ne infischio!". E Candido? Fa tutto bene, lui. Scatta, dribbla, salta, marca, ma in zona tiro è una frana. Sembra incapace di offendere; come "Remi"…Dolce Remì racconta come fai/ad esser così sempre buono e allegro/ dicci Remì dimmi se anche tu/hai paura del buoi/Vieni Remì fermati a casa mia/ qui troverai pastasciutta e un letto caldo/ Remì che bravo sarai/porta gli amici con te/…". Nino Romeo e Massimo Sergi, ci credevano in questa avventura degli Argonauti. Volevano il vello d'oro da sventolare agli amici del bar sport. Era l'ultimo treno per rientrare nella griglia dei play-off. Ể stato bello cullare il sogno. Quasi quanto Domenico Modugno…"Penso che un sogno così/ non ritorni mai più,/ mi dipingevo le mani/ e la faccia di blu,/ poi d'improvviso venivo/ dal vento rapito,/ e incominciavo a volare/ nel cielo infinito. /…Ma tutti i sogni/ nell'alba svaniscon perchè,/ quando tramonta la luna/ li porta con se,/ ma io continuo a sognare/ negl'occhi tuoi belli,/ che sono blu come un cielo/ trapunto di stelle./…/ .
Ma per conquistare "La Terra di mezzo", servirebbe il monile del "Signore degli anelli". Se non, la bacchetta magica di sambuco, come quella di Harry Potter . Nino e Peppe Barillà, hanno provato pure ad indossare gli stivali delle sette leghe, per correre come il magico "Gatto". Marco e Francesco Libro, hanno pedalato come Marco Pantani sul Mont Ventoux, il Galibier ed il Tourmelet, (Dieci anni senza"Il pirata"), ma non c'era trippa per i gatti!Sulla tribunetta tra i romantici hooligans e skin heads, che osano sfidare le folate siberiane dell'Etna e rinunciare al tepore del caminetto amico fra televisore a cristalli liquidi col digitale terrestre; computer di terza generazione e telefonini smat-phone di quarta, i-pad, radiolina con cuffia e gl'immancabili scacciapensieri(noccioline, arachidi, fave, semi di zucca, pistacchio e 'calia'), il popolarissimo "Blek Macigno" alias Mimmo Romeo, della serie "Capitani" senza macchia e senza paura, sembra in preda al delirium tremens; se non al Ballo di San Vito. Soffre, come ai bei tempi d'oro del glorioso Bagaladi Vallata San Lorenzo, nel campionato di Eccellenza. Nelle pause di un'altra partita che gioca col suo marmocchio. Lo deve 'marcare' ad uomo. Il pargoletto non sta fermo un solo momento. Cerca il nonno, Nino Romeo, famosissimo custode del "Tina Abenavoli".
E s'infila in tutti i pericoli. Rimedia una serie di bacini e carezze e rimbrotti. C'è il pericolo, che ci scappi una sculacciata sonora e salutare. Scontata ed inevitabile, quando i monelli fanno le bizze, i capricci e le stramberie. Urla come Luciano Pavarotti al teatro "Ala Scala" di Milano, quando canta la famosa frase, tratta dall'aria "Nessun dorma" della Turandot di Giacomo Puccini. Passano i minuti ed i quarti d'ora, come quelli celebrati da Sergio Bruni quando cantava "Te voglio bene assaje"…"La notte tutti dormono,/ ma io che vuó' durmire?!/ Penzanno a nénna mia,/ mme sento ascevolí!/ Li quarte d'ora sonano/ a uno, a duje, a tre.../ Io te voglio bene assaje.../ e tu non pienze a me!/ , ma non succede più niente. I tre desideri di Capitan Fracassa, sembra posano prendere corpo ed anima. Senza che, per questo, vengano espressi al Genio della 'Lampada di Aladino'…che il Bagaladi vinca questa partita; che il Messignadi fermi il San Giorgio; che i rossoverdi, acciuffino i play-off. Davvero ammirevole il pressing della formazione dello Stretto; a tratti asfissiante. C'è l'ardore del generale George Custer nella Battaglia del Little Big Horn. Ma Pasquale Pannuti, non è Toro Seduto. Chi si affanna di più è il povero Gioffrè.
Una fatica immane come quella di Sisifo…Sisifo avrebbe dovuto spingere un masso dalla base alla cima di un monte. Tuttavia, ogni volta che Sisifo raggiungeva la cima, il masso rotolava nuovamente alla base del monte. Ogni volta, e per l'eternità, Sisifo avrebbe dovuto ricominciare da capo la sua scalata senza mai riuscirci. Aver compagno al duol scema la pena…Barreca, si arrabatta, si arrovella, assieme al compagno di linea Furci; come il protagonista di "Agata" , la canzone napoletana, scritta da Pisano e Cioffi, cantata da:Renato Carosone, Nino Taranto, Gabriella Ferri, Massimo Ranieri, ma resa celebbre da Nino Ferrer, che la italianizzò. " Vivo solo col mensile/ di impiegato comunale/ spacco lira spacco soldo/ e mi spacco pure me/ mi arrovello e mi arrabatto/ per accontentare te/ e tu invece te la intendi/ col padrone di un caffè.". Subiscono il supplizio di Tantalo, impossibilitato a nutrirsi o dissetarsi. Era legato ad un albero da frutto carico di ogni qualità di frutti, ed immerso fino al collo in un lago d'acqua dolce; tuttavia, appena Tantalo, provava a bere, il lago si asciugava; e non appena, provava a prendere un frutto i rami si allontanavano, o un alito di vento improvviso li faceva volare via, lontano dalle sue mani. L'unico golletto della giornata lo aveva segnato il granatiere Sasà Russo. Una sorta di missile terra-aria, che ha sforacchiato la rete dell'incolpevole Rodi, che non è certo il…"Colosso di Rodi". Rimasto lì impalato, pietrificato.
Nemmeno, se avesse guardato negli occhi la Medusa, che al posto dei capelli, aveva un groviglio di vipere velenose. Nel finale thrilling e mozzafiato il Rhegium City, si lancia con tutti gli organici, terzini, mediani, centrocampisti ed attaccanti, nel tentativo di sfondare. Tuonano, sparano, esplodono, bombardano e mitragliano come gli uomini della 6^ armata di Friedrich Von Paulus sulla collinetta di Mamaev,a Stalingrado, ma è come, dare la lanterna in mano ad un cieco. Foti, Romeo e Ligato, Caccamo, Mangiola e Peppe Russo si difendono a denti stretti. Sorretti, aiutati ed incoraggiati dai compagni. Entrano altri "Russo"; più numerosi delle cavallette del Faraone. Combattono e corrono e lottano come i Coreani di Pak Doo Ik a Midlesbourgh e Sunderland. All'arma bianca. Con il sangue agli occhi, strabuzzati fuori dalle orbite e digrignando i denti. Il presidente Nino Dieli commosso, emozionato ed intenerito abbraccia Sasà Russo che ha difeso con i denti e con le unghie, la rete segnata al 25 del primo tempo su azione corale. Sino a quando, afflitto dai crampi e dalla 'pancetta', non si scatafasci in orizzontale a bordo campo. Un abbraccio affettuoso come quello del granduca Dmitrij, fratello dello zar Alessandro II° al corriere dello zar, Michele Strogoff. Una tattica suicida, scaturita anche dal "tasso di mangiamento", dei bombardieri del Tuccio, diventato un tormentone invernale. La'Banda Russo" suona il rock…
"La mia banda suona il rock /ed è un'eterna partenza/ viaggia bene ad onde medie/ e a modulazione di frequenza./ È un rock bambino/ soltanto un po' latino/ una musica che è speranza/ una musica che è pazienza./…" . E trascina e travolge più della febbre del sabato sera; senza John Travolta; senza "Suspicious minds, jailhouse rock, hound dog, heartbreak hotel …del leggendario Elvis Presley. Ma i soupporters ed i teen-agers, hanno sofferto…inappetenza, insonnia, emicrania, epatite, gastrite, faringite. Ma c'è, chi abbia rischiato di vedersi saltare il tappo della valvola mitralica; per la fibrillazione, che s'impennava come il Machu Picchu. L'arbitro è stato contestato da parte del pubblico. Tanto per cambiare. Almeno, stavolta è venuto… Non ha annullato nessun rigore o goal alla squadra di casa. Non ha assegnato alcun rigore o inventato alcuna punizione dal limite alla squadra reggina. Dunque? Gli spettatori, in sostanza rinfacciano alla giacchetta nera, l'eccesso di cartellini gialli; una sfilza di cartoncini sventolati a tutto spiano e solo in una direzione, che andranno a pesare nei prossimi importantissimi turni, quando il Bagaladi si giocherà il tutto per tutto. La partita, è stata tirata e sofferta sul piano del gioco, della scherma e della tattica, ma non è stata mai cattiva. Anzi, leale e corretta; e non si registrano screzi di sorta, né in campo, né dentro gli spogliatoi. Opinione rispettabile per carità, quella della tifoseria bagaladese. Ognuno ha le sue. Noi, per esempio, riteniamo che l'arbitro abbia diretto bene; secondo il suo standard. Non era questo, l'arbitro da contestare; ad avere buona memoria. Memoria minuitur nisi eam exerceas. In fondo, con questo direttore di gara, il Bagaladi, ha incassato l'intera posta in palio. Diversamente da altri, quando e dove, non ha racimolato che un pugno di mosche rancide e nauseabonde. Il danno, oltre alla beffa. I dirigenti bagaladesi invece, non hanno "rifiatato". La loro opinione, è rimasta top secret. Per ora. E non era facile, resistere al canto delle sirene, della polemica; un labirinto più intricato di Cnosso, dal quale non c'è Teseo, filo di Arianna e Minotauro, che possa venir fuori. La pace è il bene fondamentale…Beati pacifici: quoniam vocabuntur filii Dei. Bisogna stare attenti ai punti ed alle virgole per non finire nei garbugli. Per un punto Martino perse la cappa(di priore)…"Porta patens esto nulli. Claudatur honesto" ossia "La porta non sia aperta a nessuno. Sia chiusa alle persone oneste". Ob solum punctum Martinus caruit asello. Sarebbe bastato scrivere… "Porta patens esto. Nulli claudatur honesto"… "La porta sia aperta. A nessuna persona onesta sia chiusa". Una dirigenza attenta, esperta, competente e funzionale, che si è convertita sulla via di Damasco. Farsi venire gli eroici furori al momento sbagliato, sarebbe davvero letale. Domenico Salvatore
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Il tabellino di Dosa
BAGALADI A.S.-RHEGIUM CITY 1-0 SABATO 15 FEBBRAIO 2014
Bagaladi A.S.: Foti 8, Romeo 9, Ligato 9, Caccamo 9, Mangiola 9, Russo G. 9 Russo F.9, Borruto 9, Marra 9, Russo N 10. Russo Sav. 10
In panchina: Rosace, Anghelone, Pizzimenti
Sostituzioni: Russo A. Scordo, Russo G.
Allenatore, Daniele Toscano/ Pasquale Pannuti, 10
Presidente, Antonino Dieli, 10
Rhegium City: Rodi, Naccari, Galimi, Barreca, Barillà Giuseppe, Furci, Libro Marco, Barillà Antonino, Delfino, Candido, Gioffrè
In panchina: Romeo, Ianni, Galì
Allenatore, Massimo Sergi, 6
Presidente, Antonino Romeo, 7
Sostituzioni: Pedullà, Libro Francesco, Pintomalli, Barresi
Marcatori: al 25° del p.t. Saverio Russo
Arbitro: Gianluca Trunfio di Reggio Calabria, 8,5
Note, ammoniti: Caccamo, Mangiola, Russo F. Russo N. Russo A. Russo G. per il Bagaladi, Libro M. per il Rhegium; angoli 7-3 rimesse laterali 15-13 punizioni 13-18
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Luigi Palamara
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