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Lunga è la strada e il cammino è contorto. Non abbiamo bisogno di essere moderni... di Pierfranco Bruni

Lunga è la strada e il cammino è contorto.

Non abbiamo bisogno di essere moderni…

 

di Pierfranco Bruni

 

 

 

C’è un talismano nella vita di ognuno di noi. Bisogna saper custodire il talismano. Quando lo si perde è una fregatura che ci costa molto. Il costo lo si pesa sia sulla bilancia del tempo sia su quella della armonia – disarmonia. C’era un tempo che i popoli cercavano di conservare il talismano e sul letto di morte lo consegnavano alla persona più cara. Lo tenevano nascosto in una mano, in un cassetto segreto, in una tasca di una giacca che restava per anni conservata in un armadio e che, comunque, poteva essere indossata sia d’estate che d’inverno.

L’ordine dei popoli che avevano un Padre o un Saggio o uno Sciamano era quello di non perdere il talismano. Non erano altre epoche, quelle. Era semplicemente la Tradizione.

Il giorno in cui si è deciso di fare a meno della Tradizione e di usare il linguaggio della modernità e della innovazione, il talismano non solo ha perso di senso, ma non è stato più custodito dagli uomini, che hanno trovato nel concetto di moderno la nuova via, ovvero la via del successo, dell’arrivo e della partenza sicura, della spiaggia dove potersi abbronzare anche quando il dio del Sole diventa Ombra, Nuvola, Nebbia.

Il moderno può tutto. Ma non può tutto per davvero. Non può il troppo.

Siamo in un’età dove l’insicurezza è diventata superbia. L’arroganza si dice intelligenza. Il tradimento si chiama attualità. Lo stile si considera decadenza. La nobiltà  leggerezza. Insomma i contrari si sono contrapposti e da questa lotta si sono scombinati i bottoni della camicia.

Resta il fatto che il talismano non ha più la sua importanza nelle società in cui l’istante comanda e detta le regole, l’improvvisazione non è considerata neppure provvisorietà e l’essere non è una metafisica, ma l’astratto del futuro che si baratta con il passato.

Per dare un senso al talismano o alla metafora, dal momento che non è detto che il tempo possa incontrarsi con la storia, del talismano, avremmo bisogno (dico avremmo) di affidarci a tre viaggiatori.

Il viaggiatore della Tradizione.

Il viaggiatore della magia.

Il viaggiatore della fede nel sacro.

Tre viaggiatori che hanno rubato una frase a Boezio: “Se abbandonassi le vele ai venti, avanzeresti non già nella direzione voluta, ma là dove i venti ti spingono…”. Ad ascoltare queste parole potrei incamminarmi, ma devo avere la saggezza di  misurare i passi dei tre viaggiatori.

Ho bisogno di una notte per riflettere e di una pazienza in più per decidere.

Sono distante dal moderno anche se il mio tempo è il contemporaneo. Non possiamo vivere oltre o fuori il contemporaneo. Ciò non significa che la nostra metafisica non sia  metafisica della tradizione.

E allora?

Ci siamo staccati dai nostri Padri e non sappiamo essere Padri. Perché?

Nel momento in cui c’è stato consegnato il talismano noi siamo diventati uomini della fuga. Non abbiamo creduto che quel talismano, che i popoli hanno custodito e hanno cercato di consegnarci, oggi sarebbe stato la nostra via e smarrendo la Tradizione siamo diventati dei cialtroni.

Già, dei cialtroni. I cialtroni serviranno pure a qualcosa?

Per un attimo soltanto abbandoniamo le nostre corazze di cartapesta e affidiamoci ad un Dio. Io ho il mio dio del Sole. Ma ognuno di noi, dico per un attimo, recuperi il proprio senso, il proprio orizzonte, la propria vela.

Per un attimo soltanto.

orse potremmo fare qualche passo indietro e scavare nella sabbia dei nostri deserti per cercare il talismano che certamente i nostri Padri hanno coperto con il loro amore.

Ora non aggiungo altro.

La strada è lunga, gli alberi formano un labirinto, le foglie  hanno il colore delle primavere e degli autunni, ma noi possiamo essere contemporanei senza mai dimenticare che siamo i portatori di un talismano.

Lunga è la strada, contorto è il cammino, non servono più le parole e abbiamo occhi per osservare e ascolti da percepire.

 

 






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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT

Cell.: +39 338 10 30 287
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