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Processo Alta tensione mano pesante della Giustizia...

Processo "Alta Tensione" La mano pesante della Giustizia rovescia quasi quattro secoli sulle cosche Serraino, Rosmini, Borghetto-Caridi-Zindato, articolazione del clan dei Libri

REGGIO CALABRIA, 14 APR - Trentadue persone, sono state condannate a pene variabili da 1 a 2o anni di reclusione al termine del processo contro le cosche della 'ndrangheta Borghetto-Libri-Zindato che operano a Reggio Calabria. La sentenza è stata emessa dai giudici del tribunale reggino, presieduto da Natina Pratticò (a latere i giudici Filippo Aragona e Alberto Romeo). Gli imputati erano stati coinvolti nell'inchiesta chiamata 'Alta Tensione'. L'unica imputata assolta è Nicolina Zumbo. I giudici hanno accolto le richieste del Pm della Dda, Stefano Musolino. Nell'operazione (i particolari dell'operazione furono  illustrati dal Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone; dal questore, Carmelo Casabona, e dal dirigente della Squadra mobile, Renato Cortese), vennero coinvolti anche l'allenatore della squadra di calcio "Valle Grecanica", che militava nella serie D , Natale Iannì, e il direttore sportivo della stessa società,  Gino Borghetto tra gli arrestati
MANO PESANTE DELLA MAGISTRATURA REGGINA NEI CONFRONTI DEL CLAN DEI LIBRI, ARTICOLAZIONE SERRAINO, ROSMINI E BORGHETTI-ZINDATO-CARIDI

Gl'indagati, dovevano rispondere a vario titolo delle accuse di omicidio, estorsione, associazione per delinquere di stampo mafioso. Le richieste di pena formulate dal sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, Stefano Musolino, al termine della requisitoria nell'ambito del processo Alta Tensione per circa quattro secoli di reclusione sono state accolte dal collegio giudicante. Il processo ordinario scaturiva dall'omonima operazione, condotta venerdì 29 ottobre 2010 dell'operazione contro la 'ndrangheta fatta dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria,   contro i presunti esponenti della cosca di 'ndrangheta Borghetto-Caridi-Zindato, operante nei quartieri di San Giorgio Extra, Modena e Ciccarello. I giudici, hanno assolto Nicolina Zumbo. Tra gl'imputati condannati, ci sono anche i presunti boss Eugenio Borghetto, Bruno e Santo Caridi.
Domenico Salvatore

REGGIO CALABRIA-Lo Stato c'è. La Magistratura anche e picchia forte, picchia duro. In aula esplode …l'alta tensione, dopo mesi di dibattimento, di attesa, di speranza. Appassionate arringhe del collegio difensivo, che tuttavia è riuscito a rosicchiare, complessivamente, diversi anni di reclusione, rispetto alle severe richieste del p.m.. Per l'alta professionalità dei 'principi del foro'. Gli avvocati esercitano la loro professione d'accordo, svolgono il loro lavoro, ma in determinati frangenti, sanno tirare il meglio di se stessi. Sanno fare miracoli e mezzi miracoli. Questo, non era certamente un processo facile. Anzi. Riuscire a erodere sino a sette-otto e nove anni per singoli casi, è stata davvero un'impresa e bisogna sottolinearlo.Tanti gli elementi che lo hanno caratterizzato; anche l'appello degl'imputati; il dito  indice dei collaboratori di giustizia; il tono terzo e pacato ma anche carismatico e fermo dei giudici. Centinaia di persone hanno assistito alle varie udienze del celeberrimo processo "Alta tensione", che a nostro avviso, riveste un valore, se non un sapore di portata "storica"; se ne parlerà tanto, di questa stangata. Non solo perché colpisce tre o quattro cosche, tra le più influenti della città. L'indagine  è stata coordinata dal pm Marco Colamonici. Non sono mancati i momenti di brivido, emozione, souspence, panico o urli, grida, spintoni ed ovviamente, scene di rabbia, dolore, angoscia e disperazione. Come in tutte le sentenze; ma qui anche di più. E qualche (rara avis in caelo) piccola soddisfazione, abilmente camuffata, per coloro, interessati e parenti, che hanno ricevuto considerevoli sconti di pena c'è pure stata.

 Erano lì convenuti:, mamme, papà, figli, mogli, nuore, generi e nipoti, ma anche amici parenti e conoscenti; per far sentire il calore e la vicinanza. In precedenza, abbiano dato notizia della cancellazione dell'ergastolo a Francesco "Checco" Zindato, decisa dalla Corte d'appello (Bruno Finocchiaro presidente, Maria Crucitti a latere) . Condannato all'ergastolo in primo grado dal Gup, che lo aveva riconosciuto colpevole dell'omicidio di Giuseppe Lauteta. Pena  riformata con la condanna a 16 anni e 8 mesi di reclusione per associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni. La Corte,  ha escluso pure l'aggravante di capo promotore per Andrea Zindato, fratello di Francesco, e lo ha condannato a 13 anni e 9 mesi (in primo grado aveva avuto 14 anni). Entrambi  difesi dagli avvocati Gianfranco Giunta e Giuseppe Nardo. Cancellata anche una condanna a 16 anni, per Antonino Caridi, genero del defunto boss Domenico Libri, difeso dagli avvocati Antonio Managò e Giuseppe Putortì. Stesso discorso per Carlo Mesiano , difeso dall'avvocato Antonino Aloi, che in primo grado era stato condannato a otto mesi e 20 giorni di reclusione. La Corte per il collaboratore di giustizia ha escluso l'aggravante dell'articolo 7 e dichiarato la prescrizione del reato.  In questo processo hanno fornito il loro contributo pure i collaboratori di giustizia, come Carlo Mesiano. 

Il pentito, un passato da picciotto o da cittadino onorario della locale di 'ndrangheta a Roghudi, che ha svelato come a Modena, Ciccarello e San Giorgio Extra, tutti dovevano pagare la mazzetta; anche per piccoli lavori casalinghi, previo vessazioni, minacce e danneggiamenti; un controllo capillare del territorio, sostituendosi, di fatto alla Stato:" Lì non ci lavoravo mai, preferivo prendere piccoli appalti altrove: perchè o si pagava la mazzetta o venivano imposte le loro ditte per i subappalti. Se qualcuno decideva di mettere un chiodo a Modena si doveva pagare la tangente. Lo sapevano tutti che a Modena bisognava pagare Checco Zindato".  E come Consolato Villani parente di Nino Lo Giudice. E Vittorio Fregona. E Roberto Moio Questa la decisione del Tribunale reggino:
Natale Alampi,   16 anni.  Tra parentesi, la richiesta del p.m.  (18 anni di reclusione); 
Eugenio Borghetto,  20 anni ; (21 anni e 6 mesi di reclusione); 
Tullio Borghetto,   10 anni ; (15 anni e 6 mesi di reclusione; 
Bruno Caridi, 20 anni; (24 anni di reclusione e 15 mila euro di multa); 
Santo Giovanni Caridi, 16 anni ; (25 anni di reclusione e 15 mila euro di multa;

 
Demetrio Giuseppe Cento, 9 anni; (16 anni di reclusione); 
Antonia Contestabile, 6 m ;(6 mesi di reclusione); 
Carmelo Gattuso, 1 e 6 mesi; (1 anno e 6 mesi di reclusione); 
Natale Iannì,  15 anni ; (15 anni di reclusione); 
Paolo Latella,  16 anni ; (18 anni di reclusione);
Pasquale Giuseppe Latella,  1 anno e 6 mesi; (1 anno e 6 mesi di reclusione); 
Domenico Malavenda, 12 anni; (18 anni di reclusione); 
Osvaldo Salvatore Massara, 15 anni ; (18 anni di reclusione); 
Giampiero Melito, 12 anni;   (18 anni di reclusione); 
Concetta Modafferi, 6 m; (6 mesi di reclusione); 
Francesco Modafferi; non doversi procedere per sopravvenuta morte del reo; 
Giuseppe Modafferi,  20 anni; (24 anni di reclusione e 21 mila euro di multa); 


Carmela Nava, 6 m; (1 anno e 6 mesi di reclusione);
Giuseppe Paris, 6 mesi.(16 anni di reclusione; ) 
Consolato Parisi,   6 m; (1 anno e 6 mesi di reclusione); 
Biagio Fabio Pennestrì, 12 anni ; (15 anni di reclusione); 
Matteo Perla, 16 anni;   (18 anni di reclusione);
Vincenzo Quartuccio,  20 anni; (20 anni di reclusione e 15 mila euro di multa); 
Franco Fabio Quirino, non doversi procedere per sopravvenuta morte del reo; 
Giuseppe Riggio, 1 anno; (1 anno di reclusione); 
Diego Rosmini, 12 anni; (20 anni di reclusione); 
Sebastiano Sapone,  12 anni ; (15 anni di reclusione); 
Massimo Orazio Sconti, 9 m; (6 mesi di reclusione); 
Domenico Serraino, 12 anni; (20 anni di reclusione); 
Giovanni Zindato,  9 anni; (15 anni di reclusione); 
Giuseppe Zindato,  12 anni ;  (15 anni di reclusione) 
Nicolina Zumbo, assoluzione perchè il fatto non sussiste.


Ben nutrito il collegio dei difensori di fiducia. Compresi…Marco Tullio Martino, Giacomo Iaria, Attilio Parrelli,  Basilio Pitasi, Marino Puntorieri, Emma Chindemi   Giuseppe Musolino, Himmanuel Emilio Rinciari,  Francesco Calabrese, Luca Cianferon, Gianfranco Giunta, Natale Polimeni, Carmelo Chirico, Maria Tripodi, Giulia Dieni, Michele Albanese, Andrea Alvaro, Marco Gemelli ecc.Questo è il momento dei commenti e delle polemiche scontate ed inevitabili. Poi arriveranno le motivazioni. Ed allora. gli avvocati potranno cominciare a preparare l'Appello. Si chiamerà "Processo Alta Tensione", Atto II. 

Domenico Salvatore

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