Rai Educational presenta Storie Sospette, regia di Silvio Governi, in onda martedì 8 aprile alle 23.15 su Rai Storia – ch. 54 del Digitale terrestre e ch. 23 TivùSat.
Giancarlo Governi e Gianni Borgna, recentemente scomparso, raccontano cinque grandi misteri italiani: le storie di alcuni personaggi noti che hanno perso la vita in circostanze misteriose. Questa settimana si parla di Enrico Mattei.
Enrico Mattei è una delle figure-chiave della politica e dell’economia italiane nel periodo che va dalla fine della seconda guerra mondiale all’inizio degli anni Sessanta. Nominato nel maggio del 1945 commissario straordinario dell’AGIP (Azienda Generale Italiana Petroli) col compito di metterla in liquidazione, ha il merito di intuirne le grandi potenzialità e presto ne diventa il capo indiscusso. La svolta decisiva avviene nel biennio 1950-51, dopo la scoperta, nel marzo del 1949, del giacimento di Cortemaggiore.
Mattei trova e utilizza il metano ed è il solo in grado di farlo ancora prima di una legge che a ciò lo autorizzi. Solo nel febbraio 1953 sarà istituito l’ENI (Ente Nazionale Idrocarburi). Sarà questo, con ogni probabilità, il fattore decisivo del miracolo economico italiano.
Dapprima appoggiato dagli Stati Uniti d’America, Mattei diventa in breve tempo il bersaglio preferito delle Sette Sorelle, le compagnie petrolifere anglo-americane che vedono minacciato il loro potere dall’iniziativa del nostro dinamico manager di Stato. Mattei, infatti, si rivolge ai Paesi arabi e a quelli dell’Est europeo per definire una serie di accordi petroliferi reciprocamente vantaggiosi, a detrimento degli interessi del cartello. Al culmine di questa politica, che suscita inevitabilmente contrasti e polemiche, Mattei muore il 27 ottobre del 1962 facendo ritorno con il suo Morane-Saulnier da Catania. A pochi minuti da Milano il suo velivolo precipita nelle campagne di Bascapè in provincia di Pavia. A lungo ritenuto un tragico incidente dovuto alle avverse condizioni atmosferiche, solo di recente, e grazie all’azione di un magistrato coraggioso, si è potuto appurare con certezza che in realtà si trattò di un attentato. Non dovuto probabilmente alle Sette Sorelle o all’OAS, come pure si era a lungo congetturato, ma alle mene di influenti personaggi dell’establishment politico italiano. Come inaspettatamente ebbe a dire lo stesso Amintore Fanfani nel 1986 (quando ancora la versione ufficiale era quella dell’incidente): “Chissà, forse l’abbattimento dell’aereo di Mattei è stato il primo gesto terroristico nel nostro Paese, il primo atto della piaga che ci perseguita”.
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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