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ROMA. Ecco il piano del governo per aggredire la ‘ndrangheta

ROMA. Il piano d'azione nazionale contro la 'ndrangheta ha ''come scopo di non dare tregua all'organizzazione criminale calabrese'', una realtà ''ritenuta tra le più pericolose grazie al suo radicamento in Calabria e la capacità di penetrazione in altre regioni in altri Paesi''. Lo ha detto questa sera il ministro dell'Interno Angelino Alfano, il quale ha presentato al Viminale il piano che rappresenta una vera e propria offensiva delle forze dell'ordine e della magistratura contro le 'ndrine.

Lo stesso Alfano ha poi spiegato che la pericolosità di queste realtà criminali è testimoniata anche dalle ''160 organizzazioni censite attraverso il sistema macro (supporto investigativo per la mappatura dei soggetti e delle organizzazioni criminali) che ha anche rilevato come al momento le organizzazioni 'ndranghetiste possano contare su 4.389 affiliati''. Quello che si propone di fare il Viminale, in piena sinergia con la Dia, la procura antimafia e le procure di Reggio e Catanzaro, e una capillare vigilanza sui cantieri ''perchè si garantisca più libertà di impresa'', la ricerca delle infiltrazioni nell'economia legale e la ricerca di beni accumulati dalle organizzazioni criminali e dei latitanti ancora in circolazione''.

Un lavoro che potrà contare anche sul ''radicamento forte sul territorio attraverso le prefetture e che vedrà il massimo coordinamento tra diversi corpi di polizia: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza ma anche Corpo forestale. Il piano d'azione si articola su tre livelli di attacco e quattro tecnologie in soccorso. Il primo livello dello Stato passa dal controllo del territorio, l'attività investigativa, le misure di prevenzione personali e patrimoniali, la ricerca dei latitanti e la stretta collaborazione con gli uffici giudiziari. A disposizione ci sono circa 800 risorse aggiuntive, in concorso con la Dia.

Il secondo livello è quello che rappresenta il presente e il futuro: la lotta al portafoglio della 'ndrangheta che, ogni anno, fattura circa 55 miliardi. Il terzo livello è quello che può contare sulla rete di 50 uffici in cui opera la rete degli esperti italiani per la sicurezza. Le tecnologie, in continua evoluzione, è rappresentata innanzitutto dal sistema informativo interforze, poi dal sistema di georeferenziazione dei reati, dal sistema di georeferenziazione dei controlli e, infine, dal supporto investigativo, che consente di mappare i soggetti e le organizzazioni criminali italiane ed estere, presenti sul territorio. Attualmente in Calabria sono censite 160 organizzazioni e 4389 affiliati.

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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT

Cell.: +39 338 10 30 287
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