Atletico Catona-Futsal Melito 1-2 Play-off da infarto al comunale di Gallico. Un match al fulmicotone cominciato bene e finito male per i padroni di casa di Antonio Chirico. Intorpidita dall'incipiente canicola primaverile, sfrondata da almeno sette-otto assenze globali, l'equipe di Rocco De Pietro, esile solo nei numeri è stata messa sotto, già al terzo minuto e poteva essere un soliloquio travolgente se il bomber Bartolomeo, non si fosse letteralmente "sgranocchiato" due palle goal a tu per tu con l'uomoragno avversario, quell'eterna promessa del calcio dilettantistico di Peppe Ritorto, ex Brancaleone, tanto per intenderci, dopo averlo trafitto imparabilmente. Passata la buriana, la formazione ospite ha continuato a macinare gioco, come se niente fosse accaduto e con passare dei minuti, ha ripreso vigore e contezza della sua forza, che gli ha consentito di acciuffare per i capelli la finalissima play-off con i Marines di Gioia Tauro, in programma sulla Piana domenica 18 maggio 2014. Nel finale thrilling e mozzafiato,mister Carmelo Palmisani, ha immesso forze fresche e veloci ma il bunker delle furie rubie, ha resistito agli assalti furiosi dei catoniani, portati con terzini, mediani ed attaccanti a cui il Batman ospita ha detti di no in almeno due o tre occasioni decisive
LA TREMENDA VENDETTA DEL MELITO, TRASCINATO DAL PICCOLO GRANDE MINICUCI, AUTORE DI UNA DOPPIETTA DA INCONICIARE NELL'ALBUM DI FAMIGLIA,ELIMINATO (IN CASA) L'ATLETICO CATONA
Gli ospiti dei 'due dell'Apocalisse' Malaspina/Tripodi, hanno sbancato il rettangolo ospite, grazie al centrocampo marziano, dove il "Funambol-Kid" Pansera, ha stordito i più esperti avversari, con una serie di giocate mirabolanti, ma che ha visto nel complesso, prevalere la tenacia, l'ostinazione e la cocciutaggine dei vari Candito, Verduci, Pulitanò e Lori, un colosso di Rodi. Senza nulla togliere al modulo di gioco 3-5-2 ( e dopo il goal iniziale, addirittura 4-2-4, pazzesco, sembrava Svezia-Brasile del 1958; ma il classico 4-4-2 o 4-3-2-1 e 4-3-1-2 non sono da buttare via) a dir poco… suicida, che ha dato frutti impensabili; nemmeno i più ottimisti l'avrebbero ipotizzato. Nella ripresa la panchina melitota, azzecca le sostituzioni, al momento giusto, nel settore giusto. Zaccone /Usain Bolt e Principato/Abebe Bikila, hanno completato l'impresa "impossibile" se non leggendaria degli Argonauti, che tornano in patria col vello d'oro. Minicuci 1 metro e 58 ha segnato il suo primo goal di testa in carriera
Domenico Salvatore
REGGIO CALABRIA (Gallico)-In finale a Gioia Tauro, ci va il Melito Futsal. Incredibile ma vero. Ma il pallone è rotondo e…'cila'. Di solito, ci va la squadra che usufruisce dei favori del calendario e del turn-over. Per intenderci la squadra meglio piazzata in classifica al termine del campionato. Fallita per un soffio, la storica doppietta Val Gallico-Atletico Catona. Eppure i padroni di casa, non hanno nulla da rimproverarsi. Consapevoli della forza ospite, i ragazzi di mister Carmelo palmisani, hanno tentato di stordire da subìto l'avversario con un'aggressività terrificante. Scambi ad alta velocità che ha colto alla sprovvista la pur esperta retroguardia ospite. L'elemento sorpresa, sembrava essere la giusta strategìa studiata a tavolino dalla compagine locale. Basti sapere che nei primi dieci minuti l'Atletico abbia avuto tre palle goal, chiare e nitide come le giornate maggioline. Lo scatenato Bartolomeo, bomber consacrato, dopo aver seminato lo scompiglio nelle retrovie colchoneros si è presentato in solitaria malinconìa davanti a Tarzan delle giungla per ben due volte dopo la rete iniziale favolosa. Sale in cattedra il professore Giuseppe Ritorto.
Non sappiamo se il portiere del Melito, abbia frequentato qualche corso accelerato per illusionista da mister Mandrake. O, forse uno per training autogeno per meglio controllare ansia, stress ed emozioni. Gli ha sradicato letteralmente quei palloni con una zampata da caterpillar-bulldozer. Dieci minuti da infarto, sconsigliabili ai coronaropatici, aritmici ed agli scompensati. La fibrillazione atrio-ventricolare, poteva provocare danni letali. L'esigua pattuglia degl'irriducibili, guardava annichilita, annientata e depressa, quasi inorridita la toreada dei picadores che agitavano la muleta sulla corrida, davanti al toro imbufalito. Un brutto quarto d'ora. Ritorto & soci, hanno ballato la polka, liscio dei Casadei, salsa cubana, bachata, rumba e rock and roll, macarena e menito, ma non erano andati sulle…"Montagne Russe", sul" Vascello del Pirata", sull'Otto Volante o dentro il Tunnel dell'Horror. Storditi ed in balìa delle onde aspettavano come un pugile 'suonato' il colpo del K.O. come Cassius Clay davanti all'orso cattivo" Sonny Liston a Miami (Florida).
Un match avvincente ed emozionante come quello di Wimbledon fra John Mc Enroe e Björn Borg. Hanno torto marcio, quelli che volutamente hanno snobbato per pigrizia ed indolenza, se non ignavia questo scontro al vertice di sapore storico. Compresi quei giornalisti, che a parole dicono di amare il Melito o Melitese che sia. E non scrivono mai un rigo sui loro giornali. Machissenefregaaaaaa! Quasi la stessa risposta che in "Via col vento" il baffuto Clark Gable pronunziò davanti all'esterrefatta Vivien Leigh…"Francamente me ne infischio!". I protagonisti? L'enfant-prodige del calcio melitoto e non solo, Claudio Minicuci, innanzitutto. 'Pollicino', che ha messo la sigla sulle due reti, che valgono quanto il diadema della regina Vittoria. 'Speedy Gonzales', ha seminato il panico spesso e volentieri. Ottimo anche in copertura. Un 'Campione' con la "C" maiuscola. Ma il migliore dell'incontro è stato a nostro avviso è stato 'Pepito' Pansera, che ha fatto svolazzare spesso e volentieri il sombrero ed il poncho. Un altro golden-boy silenzioso e taciturno, rispetto ai tanti Dulcamara e ciarlatani di piazza, educato, moderato. Un 'dottorino' garbato.
Gli shamani Silvio Malaspina e 'zio Mike' Tripodi, lo hanno intrufolato sul settore più delicato di mezzodestro a fare il pendolino. Di solito è in quella zona nevralgica del campo, che si vincono o si perdono le partite. Favoloso in copertura, splendido nel raddoppio della marcatura, geniale nell'interdizione e proposizione della manovra offensiva, Charlie Brown è rimasto in palla, sino a che l'aquilone non sia finito sull'albero cannibale. E l'eterna promessa del calcio reggino il bomber Bartolomeo, che avrebbe potuto segnarne tre o quattro, al posto dell'unico golletto messo a segno in apertura di gara. Senza nulla togliere a "Tarzan" Ritorto, che ha volato…alto, sulle liane, meglio di Johnny Weissmüller. "Un ragazzo che come me amava i Beatles ed i Rolling Stones, girava il mondo veniva da gli Stati Uniti d'America". In cattedra anche capitan Franz Baccellieri, che ha scoperto il segreto del'eterna giovinezza. Il Bechenbauer del Marosimone, possiede carisma, esperienza e professionalità sufficienti per garantire ordine e sicurezza nelle retrovi; ha pure sfiorato la marcatura,
su calcio piazzato che ha fatto la barba al palo, shampoo, sapone, frizione e capelli. Con il pipelet praticamente imbalsamato. Il difensore di fascia destra Roberto Latella, ha francabollato il suo diretto avversario ed all'occorrenza si è sganciato sulla corsia laterale.
Iron man-Calabrò, massiccio come la Bastiglia, si è eretto e muro di cemento armato, contro cui rimbalzavano gli avversari. E veniamo a Lori, una vita da mediano…"Una vita da mediano/a recuperar palloni/nato senza i piedi buoni/lavorare sui polmoni/una vita da mediano/con dei compiti precisi/a coprire certe zone/a giocare generosi/lì/sempre lì/lì nel mezzo/finchè ce n'hai stai lì/una vita da mediano/da chi segna sempre poco/che il pallone devi darlo/a chi finalizza il gioco/una vita da mediano/che natura non ti ha dato/nè lo spunto della punta/nè del 10 che peccato/…" . Al di là del messaggio di Luciano Ligabue, Lori è un padrone e signore del centrocampo. Quando l'armata cimbro-teutonica si è riversata con tutti gli organici nella metà campo avversaria…Foti, Barbulescu, Fiorenza, Brostic, Bresso, Staicu, Jusca, Bartolomeo e Siclari, ma poi anche Pratticò, Scopelliti e Cotroneo, Lori ha chiesto l'aiuto del Signore con gli anelli e poi addirittura di Bacchetta di Sambuco di Harry Potter; una bacchetta magica immensamente potente e indistruttibile, che è anzi la più potente tra le bacchette magiche.
E Francesco "Ciccio" Candito, con quell'aria scanzonata di eterno bambino, felice sull'arenile dietro l'aquilone…"Dolce Remì, racconta come fai/a esser così, sempre buono e allegro/Dicci Remì, dimmi se anche tu/hai paura del buio/Vieni Remì, fermati a casa mia,/qui troverai pastasciutta e un letto/caldo Remì, dimmi che già lo sai,/porta gli amici con te/…". Una sicurezza in difesa, ma pronto a rilanciare il pallone sul rovesciamento di fronte. E il signor Verduci da Saline? L'oggetto misterioso; la mina vagante. Un fantasista bisogna seguirlo nelle sue elucubrazioni. La squadra rischia di perdersi nel labirinto e poi, il Minotauro fa strage se Arianna non darà il filo a Teseo. Si becca pure un cartellino giallo ma… Parigi val bene una messa. Avevano ragione gli stregoni ad agitare gli ossicini e le ceneri, amuleti e talismani per Pepito Pulitanò. Quando 'gira' lui, il metronomo, non ce n'è. Non c'è pane per nessuno. Incredibile la quantità di palloni sciorinati a destra ed a manca, ma soprattutto l'interdizione della manovra avversaria. L'esperienza fa maestri. Sa dove smistare la sfera e non 'butta' palloni " a muzzu". Giovanni Calabrò il dottore è un argomento a sé.
L'abatino ha classe da vendere ma quando spira Zefiro o c'è la luna piena è un'altra cosa. Ha un abilità di nascondersi sul campo di gioco, senza indossare l'anello di Gige, davvero unica. C'è stato spazio e gloria per Abebe Bikila alias Principato, che ha scorrazzato avanti ed indietro proprio sulla fascia sinistra. Aveva fiato da vendere, mentre gli altri erano in debito di ossigeno. Zaccone ha imitato Usain Bolt. Allungava il pallone sulla trequarti e superava di slancio due o tre avversari con uno scatto secco. Tanto, tantissimo spazio con i padroni di casa proiettati alla ricerca del pareggio… fiumi azzurri e colline e praterie/ dove corrono dolcissime le mie malinconie/ l'universo trova spazio dentro me/…nell'anima/ in fondo all'anima cieli immensi/ e immenso amore/ e poi ancora ancora amore amor per te/…" . Ma i padroni di casa, non si sono limitati a guardarsi la partita. Ce l'hanno messa tutta. Ragazzi meravigliosi, che hanno disputato un grosso campionato e meriterebbero sicuramente il salto di categoria, ma non è detto, che a domanda, non l'ottengano. Un primo tempo splendido e splendente, con un approccio perfetto; lo spirito era quello di Indiana Jones ed il tempio maledetto. Il modulo tattico 4-4-2, aveva dato subito il risultato richiesto. Il vantaggio iniziale per blindare il play-Off.
Ci pensa il goleador Bartolomeo con uno slalom gigante degna di Alberto Tomba. Merce rara, merce costosa quella dei bombers, croce e delizia degli hooligans e skin-heads. Segnano, sognano e fanno sognare, ma possono anche far saltare il tappo della valvola mitralica ai dirigenti sprovvisti di defibrillatore ed ai teen-agers e soupporters sull'orlo di una crisi di nervi Il pallone non ha voluto saperne di entrare nel sacco. A volta smanacciato dall'uomoragno. Altre per imprecisione nei tiri a rete od eccesso di precipitazione. Spesso sbagliando mira e bersaglio. Ma, un paio di volte, la sfera si è stampata sul montante. L'Atletico Catona le ha tentate tutte. Nel finale al cardiopalma si è giocato ad una parte. Anche perché Malaspina e Tripodi avevano arretrato opportunamente il baricentro di trenta-quaranta metri, a ridosso della metà campo. Una tattica spesso vincente. Serrate le fila, come tutti sanno è più difficile attaccare, che difendersi. Nelle smagliature non sono mancati i pericoli, ma il portiere Ritorto ci ha messo sempre una 'crastaria'. La dea bendata non è stata dalla sua parte, come a Melito, dove l'Atletico aveva passeggiato (5-2). Sebbene ogni partita, abbia una storia a sé. Quando ha provato a chiedere allo specchio magico chi fosse la più bella del reame, non ha ricevuto la risposta di prima…"sempre Biancaneve nooo, non mi dire ch'è ancora lei….".
Non esistono due gare uguali nelle forma e nemmeno nella sostanza. Mister Carmelo Palmisani, ha fatto tutte le mosse giuste; e a nostro avviso, non ha nulla da rimproverarsi. Si è sgolato, come Luciano Pavarotti alla Tourandot. Nell'ultimo quarto d'ora, ha giocato addirittura con un modulo che definire spregiudicato potrebbe apparire riduttivo. Un 2-3-5 per necessità, che ha prodotto una serie impressionante di calci d'angolo, punizioni e rimesse laterali. Ma non si fanno le nozze coi fichi secchi. A fine gara il Melito ha gioito come da copione, ma non più di tanto, per non offendere la dignità dell'avversario. Il presidente ospite Rocco De Pietro ha ringraziato de visu i dirigenti per l'ospitalità, peraltro pari se non uguale a quella ricevuta al "Saverio Spinella"; ed anche attraverso la stampa… In bocca al lupo, crepi il lupo, una stretta di mano e good luck! Poi tutti sotto la doccia ristoratrice. La fatica è durata quasi cento minuti. Grande partita, i giocatori apparivano segnati. Sono rimaste sui merli del comunale sino all'ultimo le mamme più incallite dei campioni, compresa la sedicente portafortuna-mascotte…
Due braccia grandi/per abbandonarmi dentro/se la notte avevo un po' paura/Occhi profondi/per cui ero un libro aperto/senza dire neanche una parola/Aveva mille modi buoni per svegliarmi/quando non volevo andare a scuola/E mi chiedevo mentre le guardavo i piedi/questo angelo perche' non vola/le mamme sognano/le mamme invecchiano/le mamme si amano/ma ti amano di piu'/E cosi' piccolo/io avrei affrontato il mondo/guai a chi si avvicina e chi la tocca/E che parole dolci/come quelle torte al forno/che veniva l'acquolina in bocca/Mi rimboccava fino al naso le coperte/se pioveva avevo un po' paura/E mi tuffavo nel suo letto/a braccia aperte/ad ogni tuono forte mi stringeva/…". Non siamo riusciti a raggiungere il presidente ed il trainer di casa, decisamente delusi ed amareggiati. Possiamo capire. Ma Tripodi e Malaspina non sono molto loquaci. Si abbracciano con De Pietro:" Siamo stati più fortunati noi, ma i ragazzi sono stati davvero bravi . Ancora non abbiamo vinto proprio niente. Tutto rinviato a domenica prossima, quando andremo a fare visita ai Marines.". Gli ultimi ad abbandonare il campo sono i commissari. In questa gare ce n'è di tutti i tipi: degli arbitri; di campo; viaggiante. Non c'era troppa gente, ma una cinquantina di appassionati si poteva contare, forse qualcosa di più. Qualche trainer, direttore sportivo o tecnico, presidente e qualche arbitro. Molti, sono già in vacanza. Non a Sharm El Sheik ovviamente e nemmeno alle Seychelles, Maldive, Copacabana, Acapulco, Versilia, Portofino, Costiera amalfitana, Isole Eolie o Lipari, Riccione, Rimini o paradisi artificiali e naturali della Polinesia. Niente voli charter, niente last minute o voli pindarici. Ma a giugno già si possono vedere ombrelloni e sedie a sdraio ad un palmo dalla battigia. Il Melito torna sulla Riviera della Zagara contento e soddisfatto. Per una settimana potrà godersela. Poi dovrà misurarsi con i Marines di Gioia Tauro, sulla Piana, nella finalissima play-off. Cenerentola vuol diventare principessa, ma prima deve mettere tutti in riga come il mago di Hamelin.Una noota per l'arbitro, il signor Luca Alimondi di Catanzaro, selezionato da Pino Russo. Ha avuto occhio da vendere, La 'giacchetta nera' ha corso per cento minuti ed ha applicato il regolamento. Da notare che Claudio Minicuci 1 metro e 58 abbia segnato il suo primo goal di testa in carriera.
Domenico Salvatore
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Il tabellino di Dosa
Atletico Catona:
Gatto, Foti, Barbulescu, Fiorenza, Brostic, Staicu, Jusca, Bartolomeo, Siclari, Araniti
In panchina: Violante Antonio, Violante Alessio, Pagano, Romeo
Sostituzioni: Pratticò, Scopelliti, Cotroneo
Allanatore, Carmelo Palmisani
Presidente, Antonio Chirico
Melito Futsal: Ritorto, Latella, Baccellieri, Lori, Calabò 2°, Candito, Verduci, Pulitanò, Calabrò 1° Pansera, Minicuci
In panchina, Caridi, Labate
Sostituzioni Principato, Zaccone
Allenatore Malaspina /Tripodi
Presidente, Rocco De Pietro
Arbitro Luca Alimondi di CatanzaroMarcatori al 3 del p.t. Bartolomeo, al 3° del s.t. ed al20 s.t.Minicuci
Giornata decisamente primaverile con assenza di vento, sebbene l'aria non sia ancora "calda"; ma il cocuzzolo dell'Etna è ancora imparruccato. Angoli 7-3, rimesselaterali 18-14, punizioni 17-13
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