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“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

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Le notizie del 3 maggio 2014

FI: BIANCOFIORE; CON MARINA, SILVIO NON LASCIA, RADDOPPIA Anche negli Usa dinastie politiche, come Kennedy, Bush, Clinton - ROMA, 03 MAG - «Berlusconi, con Marina, non lascia… raddoppia! Marina sarebbe la naturale continuazione del berlusconismo che, per me, è una filosofia dell'anima». Parola della deputata di Fi Michaela Biancofiore, che intervistata da Repubblica sottolinea: «per noi forzisti della prima ora è la persona più indiscutibilmente leale sulla quale rigenerare il nostro movimento nello stile del '94». «Nella più grande democrazia liberale, gli Stati Uniti, - continua Biancofiore - si perpetuano da sempre dinastie politiche, pensiamo ai Kennedy o ai Bush, ai Clinton». E sulle primarie è netta: «non fanno parte del nostro background». Infine, la deputata nega che a Marina manchi l'esperienza politica: «il suo spin doctor è un certo Berlusconi. Dopo la sentenza di condanna l'ho vista vicina al padre ogni giorno. Prendeva appunti su tutte le cose di politica interna e internazionale che il padre spiegava ai suoi commensali ad Arcore». 

SCAMBIO EMBRIONI: COPPIA, ABBIAMO GIÀ SCELTO I NOMI Gemelli nasceranno ad agosto; ora temiamo battaglia legale - ROMA, 03 MAG - «I nomi li abbiamo già scelti, ma li custodiamo nel nostro cuore». Così, in un'intervista al Corriere della Sera, la coppia finita protagonista dello scambio di embrioni al Pertini. I due ribadiscono di essere decisi a tenere i bambini, che nasceranno ad agosto: «loro - spiega la donna - crescono in noi. E anche biologicamente stanno cambiando, adesso, dentro di me». «Ogni giorno», continua il marito, «pensiamo» «all'altra coppia», «vittime pure loro. Ma se mi chiede adesso di incontrarli le rispondo: aspettiamo qualche minuto, eh?». «Non sono nemici», «ma nei loro panni, col cuore a pezzi, lascerei perdere. Hanno perso una fase fondamentale, la maternità. Mia moglie non è un animale da riproduzione». La coppia afferma di temere una battaglia legale: «chiunque vincesse - continua l'uomo - sarebbe sconfitto. Io dico: facciamo nascere questi bambini e poi lasciamo che prevalga il buonsenso». E alla domanda se abbiano mai pensato di tenere un bambino per coppia, la moglie risponde: «sì. Ma è un pensiero paradossale rispetto a una situazione paradossale». «Come fantasia folle» precisa il marito, che dice: «il punto è: sarebbe giusto dividere i bambini per soddisfare un egoismo degli adulti? Non credo». La donna ricorda il giorno in cui ha scoperto di aspettare figli geneticamente non suoi: dopo la villocentesi, spiega, il primario «m'ha detto: signora, il suo patrimonio genetico non è compatibile». «Il giorno più felice della mia vita devastato. Dentro hai qualcosa che sta crescendo ma non ti corrisponde. Da lì abbiamo dovuto decidere se portare avanti o no la gravidanza». «Ci abbiamo pensato, ci ho pensato un giorno e basta», continua il marito «però poi ho pensato: chi sono per decidere della vita e della morte?». «Poi c'è una differenza tra padre e funzione paterna». Quanto allo scambio di embrioni, «parlare di errore umano offende l'intelligenza», continua l'uomo, «questa è malasanità, imperizia». La donna, infine, riflette sulla Fivet: «a volte i figli arrivano senza essere desiderati. Chi si sottopone a un percorso così pieno di prove e ostacoli è mosso dal triplo amore».

LIBIA: MINNITI, È LA VERA EMERGENZA, SEI MESI PER SALVARLA Sottosegretario, riconoscere istanze federaliste Cirenaica  - ROMA, 03 MAG - «Si deve capire che quella libica è una partita strategica decisiva per la sicurezza del Mediterraneo e dell'Europa». Così il sottosegretario per la Sicurezza Marco Minniti lancia l'allarme per la Libia e in un colloquio con il Sole 24 Ore avverte: ci sono sei mesi per salvarla. Minniti sottolinea come, per l'Italia, la vera emergenza geopolitica sia Tripoli, più che la crisi ucraina. Il sottosegretario pone l'accento sulla produzione di gas e greggio, scesa ai minimi, sulla crescente minaccia delle milizie jihadiste e sul ruolo della Libia nell'immigrazione clandestina; «siamo a un passaggio cruciale», avverte, «perchè lo stallo politico-istituzionale e quello dell'industria energetica stanno spingendo il Paese verso uno stato di frantumazione politica e sociale». «Occorre assolutamente evitare - afferma Minniti - che la situazione finisca fuori controllo. Altrimenti scatterà un gigantesco effetto domino su tutti e tre i fronti - quello energetico, quello della sicurezza dello Stato e quello dell' immigrazione». «L'Europa e l'Onu devono riconoscere la situazione di altissima gravità. E creare una cornice internazionale che consenta all'Italia di fare la propria parte». Il sottosegretario esclude il peace enforcing «perchè sbagliato e impraticabile» e invita a nominare un inviato speciale «di altissimo rango» per avviare un processo di riconciliazione nazionale che riconosca le istanze federaliste della Cirenaica. Infine esorta a sostenere la Libia, sia con la riattivazione del settore energetico, sia con il rafforzamento delle forze di sicurezza attraverso l'assorbimento delle milizie negli apparati statali: «non è impossibile. L'ex primo ministro Abdullah al-Thinni è stato a un passo dal riuscirci», ma non è stato supportato dalla comunità internazionale.

FI: FITTO; ABBIAMO GIÀ UN LEADER, È BERLUSCONI Cav interverrà in videoconferenza a incontro capilista a Bari   - ROMA, 03 MAG - «Un leader lo abbiamo e ce lo teniamo stretto». Così Raffaele Fitto, capolista per il Sud di Forza Italia, in un'intervista al Messaggero torna sull' intervista rilasciata da Marina Berlusconi, che non ha escluso un suo futuro in politica. «Ho molto apprezzato - continua l'ex governatore della Puglia - che al momento non ci siano obiettivi personali». Fitto si sofferma sull'incontro nazionale di tutti i capilista Fi in programma domani a Bari: «daremo un'immagine di unità e parleremo del programma serio e credibile che abbiamo in campo». E annuncia anche un intervento di Silvio Berlusconi, in videoconferenza perchè «il Tribunale di sorveglianza gli ha negato il permesso». «Dirà - continua Fitto - le stesse cose che avrebbe detto venendo a Bari. E a questo punto non vedo la differenza dal punto di vista giuridico». E al giornalista, che ipotizza il no dei magistrati anche alla videoconferenza, dice: «beh… allora togliamo anche il diritto di parola, facciamo prima». Il capolista riflette anche sui rapporti tra Cavaliere e magistrati: «nessuna ossessione, è una ferita grave ancora aperta: si è trovato al centro di una battaglia». Quanto agli attacchi al Colle, afferma: «Berlusconi ha incontrato direttamente il presidente Napolitano più volte. Le sue reazioni sono la conseguenza di percorsi che si erano immaginati». 

P.A: MADIA,PIÙ MERCATO PER DIRIGENTI; OSMOSI STATO-PRIVATO Interventi su mobilità, regia rafforzata su quella volontaria - ROMA, 03 MAG - «Pensiamo a un'osmosi tra pubblico e privato che può arricchire la dirigenza». Parola del ministro della Pa e Semplificazione Marianna Madia che, intervistata dal Sole 24 Ore, sottolinea la possibilità di aspettativa per chi esce dal pubblico e spiega il funzionamento del ruolo unico: «chi accede alla dirigenza con un concorso» «inizia a percepire la parte fissa di stipendio. Verifica tutti gli interpelli aperti e cerca il suo primo incarico, oppure può trovare un posto nel privato mantenendo il diritto acquisito nella forma di aspettativa non retribuita. Solo dopo un certo tempo congruo di tutela», «si può arrivare al licenziamento per mancanza di incarico». «L'idea - continua Madia - è quella di una dirigenza dinamica ed esposta alla misurazione della performance dal primo giorno d'incarico. Il ruolo unico senza fasce ci serve per fare vere carriere basate sulle valutazioni incassate», che non devono essere sulla persona ma sulla performance dell'ufficio. Il ministro torna poi sulla proposta di legare le retribuzioni di risultato anche a 'esogene macroeconomichè come l'andamento del Pil: «se nel privato rischi il posto quando la recessione colpisce, nel pubblico devi rinunciare a un pezzetto della tua retribuzione di risultato se l'economia arretra». E conferma come gli interventi sulla Pa non puntino a tagli di spesa, ma «alla definizione dei fabbisogni di ogni singola amministrazione e alla realizzazione della più ampia mobilità possibile, sia nella forma volontaria sia in quella obbligatoria». A chi poi sottolinea l'insuccesso di quella volontaria, citando l'esempio degli uffici giudiziari rimasti scoperti, dice: «cercheremo» di farla funzionare «con una regia rafforzata del Dipartimento Funzione Pubblica, esercitando una più forte volontà politica». Quella obbligatoria, continua il ministro, «invece va meglio normata». La Madia sottolinea anche le novità per le scuole di formazione per la dirigenza: «da cinque a una. Ci proviamo, questo è il nostro obiettivo».

KIEV LANCIA L'OFFENSIVA A EST, GUERRA CIVILE IN UCRAINA 50 MORTI A ODESSA E SLOVIANSK, ABBATTUTI 2 ELICOTTERI Trentotto morti a Odessa, almeno una dozzina a Sloviansk, roccaforte della rivolta separatista filorussa, numerosi feriti e due elicotteri abbattuti: è il bollettino di ieri della giornata di guerra civile in Ucraina, combattuta nel russofono sud-est, dove Kiev ha rilanciato la sua offensiva militare, ma anche sul Mar Nero tra secessionisti e filo Kiev. Mosca ha chiesto un intervento dell'Osce e dell'Onu contro quella che considera una «operazione punitiva» e «criminale». Obama e Merkel ammoniscono che l'Occidente è pronto a far scattare contro la Russia la fase 3 delle sanzioni. ---. ACCORDO SU LAVORO, SOLO SANZIONI ALLE AZIENDE SUI PRECARI DECRETO APPROVATO ALLA CAMERA, ORA PASSA AL SENATO La maggioranza ha siglato ieri l'intesa sul decreto legge lavoro, che è stato approvato in prima lettura alla Camera e ora passa al Senato. Ncd incassa lo stop all'obbligo di assunzione per le aziende che non rispettano il tetto di contratti precari (la sanzione resta ma sarà una multa, che potrà arrivare al 50% dello stipendio). Il Pd ottiene una serie di ritocchi. Per Berlusconi «il Jobs Act di Renzi è diventato il Cgil Act». ---. «80 EURO IN BUSTA UN'ELEMOSINA», SCOPPIA IL CASO PELÙ PD: ROCK È LENTO, CRITICHE DA UN MILIONARIO Il Pd è insorto ieri contro le parole di Piero Pelù al concertone del primo maggio. Il rocker aveva detto «non vogliamo elemosine da 80 euro, vogliamo lavoro» e aveva definito Renzi «il boy scout di Licio Gelli». Pina Picierno ha replicato «quando la politica va veloce, succede che il rock diventa lento». Per il ministro Boschi è «paradossale che le critiche vengano da persone come Pelù e Grillo che guadagnano centinaia di migliaia di euro». Il rocker ha risposto «non volevo offendere milioni di italiani, ma per costruire un futuro vero c'è bisogno solo di una cosa: il lavoro». ---. LUSI CONDANNATO A 8 ANNI, PRESE 25 MILIONI DALLA MARGHERITA RUTELLI: GIUSTIZIA È STATA FATTA, SOLO LUI DISONESTO L'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi è stato condannato ieri a otto anni di reclusione per essersi appropriato di oltre 25 milioni di euro di fondi del partito. Lo ha deciso il tribunale di Roma. L'ex tesoriere della Margherita è stato condannato anche per calunnia ai danni di Francesco Rutelli. Condannati pure gli altri tre imputati. Per Rutelli «giustizia è stata fatta, vengono dimostrate le esclusive responsabilità di Lusi e complici e la nostra onestà». ---. NAPOLI E FIORENTINA DAL PAPA,«SOLDI NON PREVALGANO SU SPORT» «CALCIO È FATTO SOCIALE, RICHIEDE RESPONSABILITÀ SOCIALE» Papa Francesco ha ricevuto ieri in Vaticano le squadre della Fiorentina e del Napoli, finaliste di Coppa Italia. Il papa ha auspicato che nel calcio il fattore soldi «non prevalga su quello sportivo, perchè rischia di inquinare tutto». Il pallone resti «una festa», ha detto Francesco: «In Italia, come in Argentina e in altri Paesi, è un fatto sociale, e richiede una responsabilità sociale, da parte dei calciatori, sul campo e fuori, e da parte dei dirigenti». 

ALTO ADIGE: KOMPATSCHER INCONTRA MINISTRO AUSTRIACO KURZ Temi autonomia, Tunnel Brennero ed Euregio  - BOLZANO, 3 MAG - Prima visita in Alto Adige del Ministro degli esteri austriaco Sebastian Kurz, che ha incontrato a Palazzo Widmann il Presidente Arno Kompatscher. Al centro del colloquio, durato circa un'ora, le trattative con Roma sul finanziamento dell'autonomia, il tunnel di base del Brennero e la cooperazione transfrontaliera nell'ambito dell'Euroregione. Già nel corso del primo incontro fra Kompatscher e Kurz, avvenuto lo scorso gennaio a Vienna, era stata ribadita la centralità della questione altoatesina per il governo austriaco, che aveva confermato di seguire con attenzione il dialogo fra Roma e Bolzano adempiendo alla sua funzione di potenza tutrice nei confronti dell'Alto Adige. Nel corso del colloquio a Bolzano Arno Kompatscher ha aggiornato il ministro Sebastian Kurz sullo stato delle trattative, sottolineando l'impegno della Giunta provinciale per convincere non solo il governo nazionale, ma anche le altre regioni italiane, che le riforme costituzionali non devono pesare sulle spalle delle autonomie speciali. «Non si tratta di rendere più 'normalì le regioni 'specialì - ha spiegato Kompatscher - ma di dare più autonomia alle regioni ordinarie. Da questo punto di vista stiamo aprendo un fronte comune con il Trentino e le altre regioni del Nord per rivedere le modalità di finanziamento in un'ottica di chiarezza, stabilità e pianificazione». Tra gli altri temi oggetto di intense trattative lungo l'asse Roma-Bolzano vi è poi il tunnel di base del Brennero, con particolare attenzione alle tratte d'accesso. Per il Ministro Sebastian Kurz, il Bbt è un progetto che deve continuare ad avere la massima priorità a livello non solo nazionale, ma anche europeo, in quanto consentirà di migliorare il traffico e la qualità di vita degli abitanti a nord e a sud del Brennero. A proposito di confini, il governo austriaco ha confermato la grande importanza della cooperazione transfrontaliera nell'ambito del Gect Euregio, soprattutto nei settori della cultura, della formazione, dell'ambiente e della mobilità. 

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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT

Cell.: +39 338 10 30 287
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