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Lucio Dattola: «Resiste la voglia di fare impresa». Bene i comparti commercio ed agricoltura. In difficoltà edilizia e manifattura

Reggio Calabria – Lieve ma significativo e soprattutto positivo lo scostamento registrato nel primo trimestre del 2014 relativamente all'anagrafe delle nuove imprese registrato dalla Camera di Commercio di Reggio Calabria con un saldo favorevole per le nuove imprese iscritte rispetto a quelle cessate,  con una variazione dello +0,18% nell'ambito del territorio provinciale si inverte - quindi - la rotta e si captano i primi segnali d'una seppur timida ripresa che porta il totale delle imprese a superare la soglia, a fine marzo 2014, delle 50.000 imprese (50.037). Una apposita elaborazione dell'ente camerale reggino informa infatti di una flessione delle cessazioni (-267 unità) rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente ed un potenziamento delle nuove iscrizioni (+27 unità), sempre nel periodo considerato. Dati che assumono maggior rilevanza se paragonati a quelli più generali dell'intera regione (-0,39%) dell'area meridionale (-0,70%) o dell'intero panorama italiano (-0,65%). «Resiste nonostante le difficoltà – ha dichiarato Lucio Dattola, Presidente della Camera di Commercio reggina all'uscita dei dati trimestrali prodotti ed elaborati dall'Ente - la voglia di fare impresa. Il primo trimestre di quest'anno si è concluso con un saldo positivo. Un piccolo numero, è vero, solo 91 iscrizioni in più rispetto alle cessazioni, ma che lascia intravedere le condizioni per una ripresa del nostro sistema imprenditoriale. Adesso più che mai occorre sostenere le imprese e, con esse, la crescita del nostro territorio. La Camera di Commercio reggina, così come l'intero sistema camerale, intensifica il proprio supporto a  favore delle imprese con contributi economici e servizi, promuovendo l'innovazione, l'internazionalizzazione, il turismo, le eccellenze produttive, la nascita di nuove imprese, l'informazione e l'aggiornamento professionale, la competitività delle nostre aziende. Non si tratta solo di una sfida, ma del futuro delle nuove generazioni». Ed a voler leggere meglio l'analisi si scopre che, in un certo qual modo, la crisi favorisce il processo di selezione, premiando implicitamente le imprese più strutturate. Sono infatti le sole società di capitali ad implementare le iscrizioni (pari a sei volte le cessazioni) mentre se per le società di persone il saldo è pari a zero, per le imprese individuali, le cessazioni superano le iscrizioni. Anche l'area di macro-attività economica riflette dinamiche diversificate. In questo caso la parte del leone la fanno le attività commerciali, (circa 1/3 delle imprese reggine) che si accrescono di ben 43 unità (circa il +0,24%). Segue a ruota il comparto agricolo con +25 unità (+0,34%). Soffrono invece le realtà manifatturiere con il -1,03% ed edili con un -0,72%. Interessante poi l'apporto - anch'esso positivo - della crescita dell'imprenditoria straniera, con una dinamica tendenziale favorevole rispetto al primo trimestre del 2013 (+5,7%), che tira la volata sia a quella regionale (+5,0%) che nazionale (+4,3%). Ultima ma altrettanto lieta nota positiva è da iscriversi al merito delle imprese giovanili che costituiscono un cospicuo numero nell'ambito provinciale: (il 14,9%, rispetto al 9,7% che si registra a livello nazionale) sebbene in riduzione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-2,2%).

 

Giuseppe Campisi





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