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PALMI. Operazione "Cosa Mia": confiscati beni per 6 milioni di euro ad Antonino Ciappina

PALMI (Reggio Calabria) 22 maggio 2014 - . Senza soluzione di continuità è l'aggressione ai patrimoni illecitamente acquisiti da parte di soggetti appartenenti alla 'ndrangheta. Il Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta della Procura della Repubblica, ha disposto la confisca di numerosi beni riconducibili a Antonino Ciappina, 38 anni, originario di Vibo Valentia, ritenuto affiliato alla cosca "Gallico" operante nel territorio palmese e con ramificazioni nel nord Italia. Il provvedimento di confisca trae origine dall'indagine condotta dalla Squadra mobile reggina e dal locale Commissariato di PS, diretti dalla Dda di Reggio Calabria, da cui è scaturito il procedimento penale, noto come operazione "Cosa Mia", a carico dei principali esponenti della cosca "Gallico". L'operazione ha coinvolto i maggiori esponenti delle 'ndrine dei Gallico-Morgante-Sgrò-Sciglitano di Palmi, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione aggravata ed altri delitti contro il patrimonio, con particolare riferimento agli appalti legati all'ammodernamento dell'autostrada A3 (tra gli svincoli di Gioia Tauro e Scilla).
 
In particolare a Ciappina, gli inquirenti hanno contestato di aver fornito un costante contributo per la vita dell'associazione, cooperando con gli altri associati nella realizzazione del programma criminoso del gruppo e dedicandosi prevalentemente alle attività estorsive, in attuazione delle disposizioni impartite dal capo cosca, Rocco Gallico, di cui era uomo di fiducia e del quale ha favorito la latitanza. Le attività di indagine patrimoniale hanno ricostruito ed evidenziato la sproporzione tra i redditi percepiti dal Ciappina ed il patrimonio a lui direttamente o indirettamente riconducibile. I beni confiscati con l'odierno provvedimento sono: un immobile di circa 300mq sito nel Comune di Palmi; quote sociali e patrimonio aziendale (comprensivo di conti correnti) della società "Lovena srl", avente sede legale a Milano ed esercente l'attività di costruzione di edifici residenziali; quote sociali e patrimonio aziendale (comprensivo di conti correnti) della società "Varedil Costruzioni srl", avente sede legale a Palmi ed esercente l'attività di acquisto, vendita, permuta, locazione e sublocazione di immobili civili, industriali e rustici, nonchè di costruzione di immobili civili e industriali; quote sociali e patrimonio aziendale (comprensivo di conti correnti) della società "Diana Pallet srl", avente sede legale in Treviglio (Bergamo), esercente l'attività di commercio all'ingrosso di legname, operazioni di facchinaggio, trasporto merci e manovalanza in genere; lavori di pulizia in genere; patrimonio aziendale (comprensivo di conti correnti) dell'impresa individuale "Outlet della frutta di Cotugno Stefania", avente sede legale in Mozzanica (Bergamo) ed esercente l'attività di commercio di frutta e verdura; polizze assicurative ed altri conti correnti, libretti di deposito al portatore o nominativi. Il valore del patrimonio confiscato ammonta a circa sei milioni di euro.

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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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