Tattica vincente non si cambia. Ha ragione ancora il San Giorgio sparagnino e rinunciatario sino alla speculazione. Vince l’ufficio di…ragionerìa, con due risultati utili su tre dalla sua parte. Eppure, le migliori occasioni per segnare, se non abbiamo visto un’altra partita, le ha avute proprio la squadra di casa. Foti, Pezzimenti e Grillo, in chiusura del primo tempo regolamentare, hanno avuto tre palle-goal impressionanti per gonfiare la rete ma l’uomoragno Foti, ha calato la saracinesca e se n’è andato a pesca sui monti. I padroni di casa invocano pure un paio di falli dubbi in area di rigore. Nel secondo tempo ancora Pezzimenti, offre un’illusione del goal, ma la palla si stampa sul palo, con il portiere ospite praticamente battuto. Il tarzan bagaladese, assoluto protagonista di questo match, ‘sradica’ letteralmente due palloni dai piedi di Pezzimenti e Speziale. Poi mister Ciccio Api, ‘ordina’ la copertura assoluta, in attesa del triplice fischio. Alla fine grande coreagrafia per il San Giorgio
NON SONO BASTATI AL SAN GIORGIO EXTRA, 135 MINUTI PER PIEGARE LA RESISTENZA DI UN EROICO BAGALADI, CHE TUTTAVIA‘CADE’ CON L’ONORE DELLE ARMI E LA BANDIERA IMMACOLATA PER L’EFFETTO PERVERSO E CRUDELE DELLA PEGGIOR POSIZIONE DI CLASSIFICA NELLA REGULAR SEASON
Al Bagaladi di Nino Dieli, si chiedeva di ‘fare’ la partita e così è stato. Di palle goal degne di questo nome, tuttavia, non se ne sono viste moltissime. Quelle quattro-cinque occasioni, degne di questo nome comunque, non sono state sfruttate adeguatamente. Un paio di falli dubbi in area c’erano pure per i rossoverdi. Per tutto il primo tempo, ha martellato, alla ricerca del golletto piccolo così, ma decisivo per conquistare la Seconda Categoria, che non è arrivato. Per imprecisione della ‘band Russo’, a caccia di farfalle sotto l’arco di Tito. Scopelliti, ha bollato all’ufficio di collocamento. Nella ripresa, poiché i giorgini rimaneva arroccati nella loro metà campo,Toscano e Pannuti ‘ordinavano’ a Russo & company di osare di più; di spostare il baricentro di una quarantina di metri a ridosso della linea Maginot. Paradossalmente però, erano ancora gli ospiti ad avere le migliori occasioni per vincere. La tattica della gara non mutava nemmeno nei due tempi supplementari ed il “recupero” del recupero, del recupero
Domenico Salvatore
REGGIO CALABRIA(Gallico)- Si poteva chiedere a Minerva di prolungare il tempo della notte, come fece con Ulisse e Penelope, dopo la strage dei Proci. Il Bagaladi, questa partita, non l’avrebbe vinta, nemmeno giocando sino a dopodomani. Questa è la nostra opinione per carità. Non pretendiamo che venga spacciata per verità. Ci è sembrato di vedere in un certo qual modo, il povero Sisifo…”Come punizione per la sagacia dell'uomo che aveva osato sfidare gli dei, Zeus decise che Sisifo avrebbe dovuto spingere un masso dalla base alla cima di un monte. Tuttavia, ogni volta che Sisifo raggiungeva la cima, il masso rotolava nuovamente alla base del monte. Ogni volta, e per l'eternità, Sisifo avrebbe dovuto ricominciare da capo la sua scalata senza mai riuscirci.” Così nel primo e nel secondo tempo regolamentari. Nei due tempi supplementari invece i rossoverde hanno dovuto subìre il supplizio di Tantalo…”Era legato ad un albero da frutto carico di ogni qualità di frutti ed immerso fino al collo in un lago d'acqua dolce; tuttavia, appena Tàntalo provava a bere, il lago si asciugava, e non appena provava a prendere un frutto i rami si allontanavano, o un alito di vento improvviso li faceva volare via lontano dalle sue mani. Fuori di metafora, non ce la sentiamo di condannare il Bagaladi, sciupone, sprecone, spendaccione e scialacquatore.
Intanto va dato atto alla tattica promossa con un azzardo da Cincinnati Kid, magistralmente interpretato da Steve Mcqueen, che ha sbancato tutti i tavoli di New Orleans, dei due panchinari Pasquale Pannuti e Daniele Toscano. Sono passati dal 4-4-2 iniziale ad un 3-5-2 gradevole; ma nel secondo tempo, si sono presentati con uno spregiudicato 4-3-3, alternato con un pazzesco 4-2-4 ed un rocambolesco 3-3-4. Nel secondo tempo supplementare, con la ‘birra’ in riserva ed i crampi in agguato la formazione tuccina, ha giocato il tutto per tutto con un folle 3-2-5. Il che ha colto di sorpresa i locali che pungevano sempre meno e sempre poco. Gli hooligans e gli skin-heads nero-verdi, suonavano la carica meglio del trombettiere del generale George Custer al Little Big Horn. Urlava pure mister Francesco “Ciccio” Api, come Luciano Pavarotti nella Tourandot. Sarà un caso ma, tutte le volte che il trainer si sbracciava come Franco Franchi e Ciccio Ingrassia nelle vesti del Gatto e La Volpe in Pinocchio, erano dolori per Russo & company. Una volta, fu visto l’anguilla Pezzimenti, che aveva calzato gli stivali delle sette leghe e correva come il Gatto fiabesco, sgusciare e sibilare fra quattro o cinque difensori, che forse credevano di essere in vacanza a Positano, Amalfi, Ravello e Vietri sul mare. Giusto premio per la goleada del “Tina Abenavoli” della settimana scorsa, ai danni del volenteroso Real Santo Stefano.
Uno slalom gigante, degno di Alberto Tomba, ma non aveva fatto i conti con il portierone rossoverde Foti alias Armin Zöeggeler, il re dello slittino. Più che mai euforico, dopo il rocambolesco goal da oltre cento metri, che gli ha consentito di entrare nel Guinnes dei Primati. Tutto documentato e corredato da immagini nel precedente servizio da Bagaladi.Reddite quae sunt caesaris caesari et quae sunt dèi dèo. La muraglia cinese eretta a ridosso di Scopelliti, ha resistito agli assalti furiosi ma spesso disordinati e disorganici. I tecnici bagaladesi, sono stati costretti a passare sotto le forche caudine della penuria. Tra squalificati, infortunati ed indisponibili, cè stato modo solamente di portare in panchina i vari Pizzimenti, Borruto, Ligato e Russo Giuseppe II. Ed immetterli con il contagocce, dopo aver ‘strizzato’ e spremuto i titolari, come i panni della Mira Lanza Foti, Russo Giuseppe, Caccamo, Romeo e Mangiola, sebbene febbricitante, si son difesa all’uopo, ma senza fare le barricate, né andare in affanno. Il corso accelerato di training autogeno per imparare a gestire lo stress, le emozioni e l’ansia, ha funzionato molto bene. Un po’ di Sigmund Freud, ogni tanto, non guasta. Senza scomodare la psicologìa applicata.
Scordo, Tripodi, Marra, Russo Nicola e Russo Saverio, c’hanno messo la grinta di Yanez de Gomera, ma le grinfie non erano quelle degli avvoltoi delle Ande. Talora assomigliavano alla dentatura tarlata e cariata dei vecchietti del Far West. Un discorso a parte merita Abebe Bikila-Tripodi, (capacità polmonare di oltre 7 litri e 32 pulsazioni cardiache/minuto a riposo, come Fausto Coppi). Si è dannato l’anima, correndo su e giù, per tutto il tapis roulant. Un fantasma del Louvre che si è agitato come spetto spesso e volentieri, seminando il panico nelle retrovie. Cosa che spettava casomai al bomber Saverio Russo ed al suo fedele scudiero Marra. Con la testa alla campagna elettorale. Sembravano piuttosto, Don Chisciotte e Sancho Panza contro i mulini a vento. La dea bendata li baciò due volte o tre ma, come diceva Remo Germani… “La ragazza del mio cuore sei/ma baciare non ti posso mai/sempre tra la gente te ne stai/
e sola non vuoi uscire mai con me/voglio avere da te/
solamente per me/tu morire mi fai/non mi dire più di no/..”non hanno sfruttato le occasioni. L’urlo del goal è rimasto strozzato in gola. Un missile terra-aria della classe Pershing si è spento sulle dune della fiumara Gallico. Troppo poco per far garrire al vento, le bandiere rosso-verdi, rimaste in naftalina. Lo striscione è rimasto avviticchiato come l’edera sui gradoni del comunale “Nino Lo Presti”.
e sola non vuoi uscire mai con me/voglio avere da te/
solamente per me/tu morire mi fai/non mi dire più di no/..”non hanno sfruttato le occasioni. L’urlo del goal è rimasto strozzato in gola. Un missile terra-aria della classe Pershing si è spento sulle dune della fiumara Gallico. Troppo poco per far garrire al vento, le bandiere rosso-verdi, rimaste in naftalina. Lo striscione è rimasto avviticchiato come l’edera sui gradoni del comunale “Nino Lo Presti”.
La gara inizialmente doveva giocarsi a Valanidi, ma per ragioni logistiche è stata spostata a Gallico.Come si diceva, la partita la doveva fare il Bagaladi: Ed il Bagaladi fedele al compito assegnatogli, l’ha fatta. Ma sarebbe riduttivo, fuorviante e falso, non dire che la squadra più pericolosa sia stata proprio il San Giorgio. Pezzimenti-Clark Kent ha svolazzato per Metropolis spesso e volentieri, incutendo paura e terrore, ma quando il palo gli ha detto di no, dopo che aveva superato Foti con una volèee degna di Ivan Lendl, ha alternato uno smash ball alla John Mc Enroe.Ma anche su questo tentativo Foti, ha indossato i talari di Mercurio-Hermes. Il portiere bagaladese ha strabiliato la platea, stoicamente rimasta al suo posto anche quando Giove Pluvio ha cominciato a fare le bizze, quando è riuscito ad avvitarsi su se stesso ed andare a smanacciare quel pallone lassù nella costellazione di Andromeda. Forse, ha preso l’ascensore delle Torri Petronas. E quando il tornante di destra Speziale, a tratti trascendentale, ha provato a trafiggerlo come soleva fare capitan Achab con Moby Dick, l’uomoragno, ha tirato fuori lo scudo di Achille, opera di Vulcano, che aveva la fucina, nel ventre dell’Etna.
Scopelliti, Aloi, Vazzana, Paturzo, Nocera e Borghetto, hanno eretto un muro di Berlino, capace di resistere anche ai missili terra-mare e mare-terra. Il pacchetto arretrato giorgino, ha timbrato il cartellino della disoccupazione dal collocatore. Nonostante il goleador Saverio Russo, tentasse di gonfiare i muscoli e di digrignare i denti; perfino agitando le gambe come Chubby Checker in let's twist again . Nel rush finale thrilling e mozzafiato, mister Ciccio Api, con uno scatto d’orgoglio, che gli poteva costare caro, lancia sul tappeto verde la sua nidiata di galletti di primo canto con artigli, speroni e cresta già sviluppati. Spazio ad Asterix ed Obelix. Dall’altra parte del campo gli strateghi bagaladesi buttano nella mischia Mangiola, Pizzimenti, Borruto, Ligato e Russo Giuseppe. I giorgini sono costretti ad arretrare come il feldmaresciallo Friedrich Vion Paulus a Stalingrado. L’adrenalina s’impennava come il Machu Picchu e si rischiava veramente di vedersi saltare il tappo della valvola mitralica. Un finale wagneriano da sconsigliare ai coronaropatici; specialmente se in assenza di un defibrillatore. Ci è piaciuto il San Giorgio, dalla cintola in su. Ma non ci è dispiaciuto il Bagaladi. Un bel match, aperto e leale. Tranne che nel primo tempo quando i padroni di casa hanno indossati i panni di John Cena, Big Show, Undertaker, Battista, Hulk Hogan,Rey Mysterio, Eddie Guerrero, costringendo il signor Dario D’Amico di Lamezia a non essere troppo amico, costretto a sventolare cartellini a dritta ed a manca.
Non sono mancati i goals ma è stata una falsa emozione, perché segnati in fuorigioco. Per fermare il più fresco Bagaladi, quella serie interminabile di falli a go-go, era pur necessaria. Ma il San Giorgio aveva nelle gambe i supplementari con il Messignadi. Un fantasma, che si è agitato spaventosamente anche in questo match fotocopia. Il secondo posto finale troppo spesso viene snobbato o disprezzato. Il più delle volte, serve per blindare comunque, il salto di categoria. Statistiche alla mano, che non sono chiacchiere di bizolo. Anche e soprattutto in questo ha avuto ragione il San Giorgio. Giusta l’esultanza di bruno Caridi,, appassionato presidente giorgino. I soupporters ed i teen.agers sulla tribunetta lo avevano invocato diverse volte…”Portaci, portaci, portaci in seconda, Bruno Caridi, portaci in seconda!”. Trainer e presidente sono stati letteralmente lanciati in aria in segno di trionfo. Un gesto simbolico che serve anche per scaricare la tensione accumulata durante il lunghissimo ed estenuante campionato, con tanto di coda. L’euforia e l’entusiasmo, traboccavano incontenibili. Un trionfo, questo ci sembra il termine giusto. I traguardi conquistati con sudore e fatica, sono anche più saporiti, questo è lapalissiano.
Ma alla fine, ecco il dato saliente, i giocatori si abbracciano sul prato. Non ci sono vinti e vincitori, amici e nemici, avversari e rivali.Si abbracciano, una pacca, un ammiccamento, un batticinque, uno strofinamento di pollice. Qualche singolo giocatore non manda giù la pillola e reagisce, ma i suoi gli sono addosso, lo placcano e gli danno la camomilla. Non serve più oramai. Bisogna saper perdere. Non sempre si può vincere, come vuoi e quando vuoi.La partita è stata leale. La palla è stata sempre restituita, quando un uomo rimaneva a terra. Giocatori dell’una e dell’altra sponda, si soccorrevano a vicenda, quando sopravvenivano i crampi. Frutto di stress e ansia, ma soprattutto di scarsi allenamenti. Va dato atto alla Polizia di Stato, di aver saputo tenere tutto sotto controllo. C’erano anche il vicepresidente della Lega Calcio Franco Nisticò ed il componente Nino Chilà, ma anche il commissario di campo. Un lavoro d’intelligence. Senza intervenire direttamente. Non si è reso necessario.
Ci sono applausi, anche per il Bagaladi. Se l’è conquistati tutti. Squadra forte e simpatica, che gioca al pallone, si diverte e fa sognare e divertire. Nel suo angolino, il mitico “donninoperpiglia” è soddisfatto di tutto, meno che del risultato finale. Non è mancato lo shock per l’immancabile malore di una persona. Ma l’abbassamento degli zuccheri, un’aritmia, un sovraccarico di stress, qualche valore sballato, possono creare di questi contrattempi…un dottore, chiamate un dottore con l’alto parlante per favore…
Poi, tutto rientra e si può tornare a casa, senza magone. Il geometra Morabito, un super-tifoso di rango, accetta il risultato del campo:”Ma sì. Onore al San Giorgio che va in seconda categoria dalla porta principale, in maniera leale.Tuttavia, faccio i complimenti anche allo splendido Bagaladi, che ci ha regalato una stagione davvero indimenticabile. Più o meno, sia pure con sfumature diverse, si sintonizzano su quest’onda Nino Dieli, Daniele Toscano e Pasquale Pannuti. A parti inverse, concordano pure Bruno Caridi e mister Ciccio Api. Ora si va alla lotteria dei ripescaggi con il Bagaladi in pole position (play-off, disponibilità del campo, titoli, blasone, disciplina ecc.). C’è una nuova filosofia nel pallone? Sta nascendo una nuova civiltà di tolleranza e rispetto della dignità? Una nuova mentalità? Se le cose stessero così, il calcio calabrese, avrebbe di sicuro un avvenire roseo. Prendono nota il presidente federale avvocato Saverio Mirarchi ed il presidente regionale degli arbitri, Stefano Archinà. Sebbene, ci sia ancora qualcosina da limare. L’alba di un nuovo giorno, che sta per nascere, si preannunzia radioso, nientemeno. Troppa grazia Sant’Antonio! Domenico Salvatore
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Il tabellino di Dosa
San Giorgio: Scopelliti 7, Aloi 8, Vazzana 8, Paturzo 8, Nocera 8, Borghetto 8, Speziale9, Barbaro 8, Foti 9, Pezzimenti 10, Grillo 9
In panchina, Neri e Speziale II
Sostituzioni, Malavenda, Marino, Aquila, Aloi, Caridi
Allenatore, Francesco Api, 10
Presidente, Bruno Caridi, 10
Bagaladi: Foti 10, Russo Giuseppe 7, Caccamo 7, Romeo 7, Virgilio Mangiola 7, Scordo 7, Tripodi 10, Marra 7, Russo Nicola 7, Russo Saverio, 7
In panchina, Giovanni Mangiola
Sostituzioni, Pizzimenti, Borruto, Ligato e Russo Giuseppe II
Presidente, Antonino Dieli 9
Arbitro, Dario D’Amico di Lamezia Terme, 9
Note. Ammoniti:Aloi, Nocera, Borghetto per il San Giorgio; Russo Giuseppe, Russo Nicola, Caccamo e Tripodi per il Bagaladi; grande coreografia, tutta a colori, spettacolare ingresso delle squadre con striscioni, bandiere e palloncini. Angoli 3-4, punizioni 10-25, rimesse laterali 13-18
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