Lamezia 25 gennaio 2015-Agguato nella notte a Lamezia Terme. Un imprenditore edile Domenico Maria Gigliotti, di 40 anni, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco e poi l'auto con il cadavere è stata data alle fiamme. L'omicidio è stato compiuto davanti all'abitazione di Gigliotti intorno alle 4 mentre l'uomo stava facendo rientro a casa a bordo della sua Bmw station wagon. Sul luogo dell'omicidio sono intervenuti i carabinieri e personale della Squadra mobile di Catanzaro.
LAMEZIA TERME L'IMPRENDITORE DOMENICO MARIA GIGLIOTTI UCCISO A COLPI DI PISTOLA E/O FUCILE CARICATO A LUPARA E POI BRUCIATO DENTRO LA SUA BMW STATION WAGON, IN LOCALITÁ ISOLATA, NONOSTANTE L'ALLARME DELLA MOGLIE E DELLE FIGLIE
Domenico Salvatore
Non ci sono novità sul delitto Gigliotti. Si tratta dell'ennesimo omicidio di stampo mafioso consumato con una crudeltà, cattiveria e ferocia, se non barbarie che ha pochi precedenti. Il commando 'sapeva' bene ogni cosa della vittima designata; secondo un clichè-modalità, tipico della 'ndrangheta. Un servizio informazioni collaudato che funziona meglio della CIA, Mossad o Intelligence Service…nome, cognome ed indirizzo di residenza, domicilio, abitazione o dimora abituale; frequentazioni, amicizie, abitudini, hobbies, stato civile, segni particolari e fotografia della vittima designata. I killers, sapevano quando, come e dove colpire. Avevano una mappa ben precisa. I movimenti del Gigliotti sono stati spiati per diverso tempo. L'ordine di ucciderlo e bruciarne il corpo con tutta la macchina, era arrivato da chi, quando e come; ma anche 'perché'. Sapevano i giustizieri della notte perfino che l'abitazione della vittima designata fosse isolata. Viene difficile pensare che in una zona ad alta densità mafiosa, qualcheduno si sia azzardato di prendere decisioni in proprio. Se non per fatti familiari o strettamente personali. Comunque la zona del territorio in questione è controllata dalla 'ndrina dominante. Nessuno potrebbe sparare senza il placet del boss. Eppure il Gigliotti, almeno stando alle prima risultanze, sarebbe fuori da ogni giro malavitoso. Ben lontano da frequentazioni vorticose e pericolose, di tipo mafioso. Questo, lo stabiliranno i Carabinieri, che procedono, in sinergìa con la Polizia e la Guardia di Finanza. L'imprenditore, stava facendo rientro a casa, nel cuore della notte. Gl'inquirenti, sono curiosi di sapere, dove abbia passato il pomeriggio, la serata e la nottata; e con chi. I sicari erano appostati nel buio e quand'è arrivata l'automobile, hanno aperto il fuoco. Dopo aver assassinato il Gigliotti, hanno cosparso la macchina con del carburante, prima d'incendiarla e darsi a precipitosa fuga.. Anche per evitare di finire nella successiva retata, effettuata una volta scattato l'allarma, lanciato dalla moglie e dalle figlio della vittima. A cui di solito partecipano tutti i corpi di polizia del dato territorio. Per poter stendere una rete abbastanza larga. Per il controllo dei pregiudicati della zona, loro alibi-orario e stub e per i posti di blocco volanti. Nessuna notizia circa la macchina servita per la fuga, scooter od altro mezzo, è pervenuta alla stampa. Il Gigliotti, evidentemente non si aspettava di finire nel mirino delle cosche mafiose ed aveva abbassato la guardia. Sebbene non esista imprenditore esente, dispensato od esonerato da quest'ipoteca; non solo in Calabria. Le cosche mafiose, egemoni sul territorio, come tutti sanno, controllano capillarmente ogni cosa. Raggiunto in punti vitali dalle scariche di pistola si è accasciato sui sedili. Probabilmente quando è stato appiccato l'incendio, era oramai esanime, privo di vita. Un particolare orribile, che ai carnefici, assassini, boia, omicidi e criminali, interessa poco o niente. Un delitto orripilante, raccapricciante, aggiacciante e spaventoso. Con una percentuale di possibilità di salvezza, prossima allo zero assoluto. Inutile chiedersi perché tanto cinismo, crudeltà, spietatezza e disumanità. Questi sono i segnali chiari della ndrangheta, la mafia più forte del pianeta. Un tifoso 'caliente' della Vigor Lametia. Domenico Maria Gigliotti, sposato con Rosa Curcio, titolare della «Easy Flyght», agenzia di viaggi coinvolta nei mesi scorsi in un'indagine della Guardia di finanza era stato recentemente destinatario di un Daspo, ma non risulta avesse collegamenti diretti con ambienti mafiosi. Nonostante l'indagine "Medusa" della Dda di Catanzaro, del 2012, nella quale Gigliotti, appariva come un imprenditore edile vicino al clan Giampà. L'imprenditore è stato ammazzato ea colpi di pistola e poi 'bruciato' la notte scorsa tra il 24 ed il 25 gennaio 2015, mentre rientrava a casa. L'uomo, 40 anni, titolare di un'agenzia di viaggi e di un'impresa di costruzioni, secondo una prima sommaria ricostruzione effettuata dalle forse di polizia, stava superando il cancello della propria abitazione a bordo della sua auto, quando è stato intercettato e fatto oggetto da diversi colpi d'arma di pistola, almeno quattro; e poi l'autovettura, è stata cosparsa di liquido infiammabile e data alle fiamme. È stata la moglie, in casa con le due figlie, a dare l'allarme e a chiamare i carabinieri, dopo aver sentito i colpi e aver visto dalla finestra le fiamme. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il Gigliotti era noto perché 'attenzionato' ma mai precisamente collocato all'interno di una cosca locale della criminalità organizzata. L'agenzia di viaggi era stata recentemente posta sotto sequestro per una serie di denunce per truffe a clienti. La vittima gestiva anche un'impresa di costruzioni. Le indagini sono condotte dai carabinieri del Gruppo di Lametia, coordinato dal Comando Provinciale di Catanzaro. Pino D'Amico su queste stesse colonne aveva pubblicato notizie relative all'operazione "Olandese Volante…"Il locale Gruppo della Guardia di finanza ha eseguito il sequestro preventivo di una nota e avviata agenzia di viaggi, operante in pieno centro del quartiere Nicastro. La misura cautelare è stata disposta dal Gip del Tribunale lametino, su conforme richiesta della Procura della Repubblica, sulla base delle indagini effettuate dai finanzieri. I reati contestati alla titolare dell'agenzia turistica sottoposta a indagine sono la truffa continuata e aggravata, in danno di ben 37 avventori finora accertati. La vicenda è stata portata all'attenzione degli inquirenti nello scorso mese di agosto, quando, presso gli uffici della Guardia di finanza, hanno cominciato a presentarsi, in distinti momenti, alcuni clienti della stessa agenzia poi inquisita, lamentando di non essere riusciti a partire per le agognate vacanze, poichè i biglietti acquistati non risultavano validi. I finanzieri hanno subito svolto accertamenti, scoprendo che nella stessa situazione si trovavano numerosi turisti lametini (o aspiranti tali) e tutti quanti erano accomunati dalla circostanza che, dopo aver acquistato e regolarmente pagato - nella medesima agenzia - crociere, biglietti aerei e ferroviari e pacchetti vacanze di vario genere, all'atto della partenza avevano avuto l'amara sorpresa di scoprire che i titoli di viaggio comprati non davano loro diritto a nessun viaggio. Le indagini compiute dai finanzieri hanno ben presto accertato che i malcapitati avevano ricevuto solo documenti falsi e titoli di viaggio inesistenti, che tuttavia permettevano all'indagata di intascare fraudolentemente i corrispettivi veri ricevuti. Le investigazioni dei militari hanno così fornito alla Procura della Repubblica di Lamezia Terme tutti i necessari elementi di prova, in base ai quali il magistrato inquirente ha chiesto e ottenuto dall'Ufficio gip il provvedimento cautelare reale, prontamente eseguito dalle Fiamme Gialle, mediante il quale è stata sottoposta a sequestro l'agenzia di viaggi, comprensiva di tutti i beni aziendali e pertinenti licenze amministrative, per un valore complessivo di circa 70.000 euro. Dalle indagini svolte è emerso anche il particolare che, per attirare più clienti, le crociere e gli altri viaggi venivano spesso offerti, anche sul "web", a prezzi di gran lunga inferiori rispetto a quelli di mercato, permettendo alla titolare di incassare cospicui introiti illeciti. Al momento, infatti, le truffe contestate ammontano ad un importo globale di circa 50.000 euro e le vittime accertate sono finora 37. Le cifre appena dette appaiono tuttavia destinate a lievitare, anche in quanto numerose altre lamentele simili stanno pervenendo al reparto da parte di ulteriori persone, residenti perfino in altre regioni d'Italia, che avrebbero effettuato i pseudo-acquisti "on-line", poichè l'agenzia indagata pubblicizzava e vendeva molte delle sue "offerte" pure via "internet". Rimane ora ai finanzieri il compito di esaminare anche la copiosa massa di documentazione, cartacea e informatica, acquisita nel corso della perquisizione dell'agenzia, effettuata al momento del sequestro, nella prospettiva di definire esattamente la dimensione quantitativa delle truffe e, successivamente, contestare alla titolare dell'agenzia di viaggi anche i conseguenti illeciti di carattere amministrativo e fiscale. Il 30 dicembre 2014, i Giudici del Collegio del Tribunale del Riesame di Catanzaro, presieduto dal Giudice Dottor Giuseppe Valea (Giudici a latere Dottor Carlo Saverio Ferraro e Dottoressa Barbara Saccà), accogliendo i motivi avanzati dal legale dell'agente di viaggio lametina aveva dissequestrato i beni aziendali, le scritture contabili e le autorizzazioni di Easy Flight Agenzia di Viaggi e Turismo disponendone la restituzione alla titolare Curcio Rosa. Procedono i Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro diretto dal colonnello Ugo Cantoni coordinato dal p.m. Santo Melidona che si muove sotto le direttive del procuratore capo della Repubblica di Lamezia Terme, Domenico Prestinenzi. In attesa di capire se il fascicolo possa e debba finire poi, sul tavolo del procuratore capo della DDA di Catanzaro, diretta dal dottor Antonio Vincenzo Lombardo. Il lavoro investigativo viene condotto dalla Compagnia di Lamezia, diretta dal capitano Fabio Vincelli. Sul territorio sino al 2000, comandava una sola cosca, che faceva capo a tre mammasantissima della 'ndrangheta; di cui uno è al cimitero e gli altri due in galera. Francesco Giampà inteso ''U provessura', attualmente in galera; Giovanni Torcasio, 36 anni, sorvegliato della P.S. ammazzato in Via dei Bizantini assieme al suo autista Christian Matarazzo 22 anni, incensurato, per le raffiche di mitraglietta il 29 settembre del 2000, morto in ospedale il 6 dicembre 2000; viaggiavano a bordo di una Fiat-Punto Cabriolet e Nino Cerra, arrestato nell'ambito dell'operazione Chimera; una prima volta era stato arrestato a Falerna il 1 settembre 1984 quando aveva 36 anni e quindi nell'ambito dell'operazione 'Chimera' 14 maggio 2014. Poi, vennero le scissioni, le faide e la guerra di mafia. Domani, lunedì 26 gennaio 2015, probabilmente, verrà effettuata l'autopsia sul corpo della vittima Domenico Maria Gigliotti. Poi, la salma verrà restituita alla famiglia per la celebrazione dei funerali che si svolgeranno a Lamezia in forma pubblica. Salvo diversa disposizione del questore di Catanzaro, Vincenzo Carella. Domenico Salvatore




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