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Palazzo Marino. Nuovi itinerari e sale inedite per le visite alla ‘Casa dei milanesi’

PALAZZO MARINO. NUOVI ITINERARI E SALE INEDITE PER LE VISITE ALLA 'CASA DEI MILANESI'

Bisconti e Rizzo: "Restituiamo ai cittadini spazi nascosti"

Milano, 25 gennaio 2015 – Palazzo Marino "si apre" ai milanesi e ai turisti nei mesi di Expo con nuovi itinerari e sale mai viste.

È questo l'obiettivo dell'Amministrazione comunale che vuole offrire a tutti la possibilità di conoscere nuovi pregevoli spazi, finora chiusi al pubblico e usati come uffici, della 'Casa dei milanesi'.

"Palazzo Marino – dichiara l'assessora al Tempo libero e Qualità della vita Chiara Bisconti – è una meta già molto gradita, in particolare per le scolaresche che quasi quotidianamente vengono a visitarlo. E spesso apre le porte ai milanesi in occasione di eventi e ricorrenze particolari. Con questo progetto intendiamo restituire maggiormente ai cittadini quello che consideriamo un bene comune, la 'Casa dei milanesi'. Recupereremo spazi finora nascosti o usati come uffici, valorizzandone il pregio e la bellezza, come mai fatto prima. Contiamo di raggiungere la quota di 10mila visite nei sei mesi dell'Esposizione".

Sono stati 3.300 i visitatori che nel 2014 hanno preso parte alle visite guidate a Palazzo Marino.

"Grazie a questo progetto – dichiara il presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo – la 'casa dei milanesi' sarà sempre più a disposizione dei cittadini, offrendo a tutti arte, storia e tradizione. A Palazzo Marino già trovano spazio eventi culturali importanti, come Area P. Ora le porte saranno ancora più aperte e accoglienti grazie a questi spazi ritrovati. Speriamo che il progetto vada anche oltre Expo e che Palazzo Marino diventi meta irrinunciabile per i milanesi, grandi e piccoli, e per i visitatori".

Quattro novità, quattro sale oggi non visitabili, arricchiranno gli itinerari. Dalla Sala Tempere, con le sue tele del '600, alla Sala degli Arazzi con le opere che illustrano la vita dell'imperatore romano Marco Aurelio, dalla Sala della Trinità  con i due angeli attribuiti all'opera di Giovan Mauro della Rovere detto il Fiammenghino,  fino alla Sala Resurrezione con gli affreschi  attribuiti a Giovanni da Lomazzo.

Queste si aggiungeranno al Cortile d'onore, Sala Alessi, Sala dell'Urbanistica, Sala Marra, Sala del Consiglio Comunale, Sala dell'Orologio e Sala Giunta che già oggi è possibile ammirare.

Per una migliore organizzazione delle visite guidate, verrà aperto stabilmente l'ingresso principale di Palazzo Marino su piazza della Scala. E sarà organizzato un punto di accoglienza con brochure informative e audioguide.
Il percorso sarà adeguato in modo da renderlo accessibile ai portatori di handicap.

La visita a Palazzo Marino resterà gratuita e i percorsi saranno adattati alle esigenze delle diverse utenze, come già accade.

È pubblicato sul sito del Comune di Milano, nella sezione Bandi e Avvisi di gara, l'avviso per la ricerca di uno sponsor finanziario che si farà carico dell'operazione e degli interventi necessari, per un costo complessivo di circa 60mila euro.

A seguire, alcune informazioni sulle quattro sale inedite che per Expo 2015 rientreranno nel nuovo percorso di visita a Palazzo Marino.

Sala delle Tempere
La sala ospita quattro grandi tele che raffigurano episodi della vita dei santi Pietro e Paolo, provenienti dalla Villa Litta Modignani. Si ritiene che le opere possano essere attribuite ad un ignoto pittore romano, forse attivo intorno al 1630.
In questa stanza le pareti (rivestite in carta dipinta in trompe-l'oeil) simulano gli  antichi cuoi di Cordoba, con  zoccolature di finto marmo e arredi in stile cinquecentesco e seicentesco.

Sala degli Arazzi
In questa sala sono presenti degli antichi arazzi che illustrano alcuni episodi tratti dalla vita dell'imperatore romano Marco Aurelio (in particolare, il Trionfo di Marco Aurelio, l'episodio in cui l'imperatore raccomanda il figlio Commodo ai filosofi e quello in cui incontra i medici).
Non mancano però le storie mitologiche: nell'ultimo arazzo, che fu tessuto  in una bottega di Bruxelles nel XVI secolo (forse uno dei più antichi delle collezioni municipali), troviamo rappresentati gli eroi Perseo e Bellerofonte mentre combattono contro le belve.

Sala Trinità
All'interno di questa stanza, che sembra quasi una cappella gentilizia, sono stati inseriti nel muro degli affreschi strappati provenienti dall'antica chiesa tardo manierista di San Vito in Pasquirolo.  
Vediamo La Trinità e due angeli attribuiti all'opera di Giovan Mauro della Rovere detto il Fiammenghino (1575-1640). Si è scelto di collocare questi affreschi in questa sala perché è qui che, secondo la tradizione, si trovava in origine l'oratorio.

Sala Risurrezione
Anche in questa sala troviamo degli affreschi strappati (provengono dal monastero benedettino femminile di San Vincenzino): si tratta di una serie dedicata alla vita di Cristo, ricondotta al pennello di Giovanni da Lomazzo (tra il 1530 e il 1555). Troviamo quindi: due pannelli con le figure dei santi Lorenzo e Vincenzo rappresentati con i rispettivi attributi iconografici che ne ricordano il martirio; una scena con la Salita al Calvario; una Deposizione nel Sepolcro; la discesa al Limbo.
Inoltre, all'interno di una finta cornice architettonica, un Noli me tangere e un'Adorazione del Bambino.


La photogallery con le immagini delle sale inedite è visibile al link 




In allegato una scheda con informazioni e curiosità su Palazzo Marino e la pianta del nuovo percorso di visite.


PALAZZO MARINO – INFORMAZIONI E CURIOSITÀ

 

Palazzo Marino è sede della civica amministrazione dal 9 settembre 1861, quando l'allora sindaco, Antonio Beretta, vi trasferì la residenza municipale. Oggi ospita gli uffici del Sindaco, del vice Sindaco, della Presidenza del Consiglio, Segreteria Generale e Direzione Generale.

 

Il palazzo, monumentale costruzione in costosissima pietra di cava, fu costruito dall'architetto Galeazzo Alessi per il ricco uomo d'affari Tomaso Marino e fu concepito con funzione autocelebrativa e di rappresentanza.

Dopo la morte del Marino, seguita da quella di Alessi, i lavori rimasero interrotti e il palazzo venne confiscato nel 1577 dallo Stato milanese. Nel 1781 fu poi acquistato per conto dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria per porvi i dicasteri della Finanza e della Dogana.

Solo dopo la liberazione di Milano dal dominio austriaco, il Comune vi pose la sua sede nel 1861.

 

La forma dell'edificio è trapezoidale e in origine aveva la facciata principale, non su piazza della Scala, bensì sull'attuale via Marino, lato minore dell'edificio.

 

Tra i luoghi di maggiore pregio, troviamo la storica Sala Alessi, restaurata nel 2002. La Sala, all'epoca destinata ad ospitare grandi feste e ricevimenti, custodisce magnifici affreschi risalenti al 1568 con allegorie mitologiche.

Immaginata dal Marino come un pantheon, una sorta di tempio greco, qui si trovano raffigurati tutti gli dei degli antichi greci, con particolare visibilità per quelli che il Marino prediligeva: Poseidone (che era raffigurato sul soffitto, ma oggi non è più visibile), Bacco (in onore alle feste che la sala ospitava) ed Ermes (messaggero degli dei e protettore di mercanti e commercianti, quale Marino era).

La Sala Alessi è l'attuale salone di rappresentanza: qui si svolgono le conferenze stampa più importanti, vengono ricevuti i Capi di Stato e i Regnanti.

In un lato del salone trova posto il Gonfalone ufficiale del Comune di Milano, eseguito nel XIX secolo e raffigurante il patrono della città, Sant'Ambrogio (ai suoi piedi la cosiddetta scrofa mediolanuta, ai lati gli stemmi delle antiche porte di Milano).

 

L'aula del Consiglio comunale venne inaugurata il 30 giugno 1953, con la prima seduta dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nell'aula compare un'iscrizione tratta dal 'De Legibus' di Cicerone ('Caussas populi teneto…') che richiama i governanti all'attenzione al popolo, al rispetto della democrazia, al rifiuto della violenza.

L'iscrizione risale al 1861 e compariva originariamente in Sala Alessi (che ospitava il Consiglio comunale prima che fosse realizzata l'aula attuale).

 

Vicino all'Aula del Consiglio comunale, si trova la Sala Marra (o Sala Verde), nota per aver visto nascere la Monaca di Monza. Al secolo Marianna de Leyva y Marino, la Monaca (Suor Virginia Maria) era figlia di un nobile spagnolo, il conte di Monza Martino de Leyva y de la Cueva-Cabrera, e della figlia di Tomaso, Virginia Maria Marino. La Sala Marra era in origine la sua camera da letto.

 

Nella Sala della Giunta, al primo piano, si possono ammirare gli affreschi attribuiti a Gian Battista Tiepolo, che furono strappati da Palazzo Casati (ora Dugnani) per preservarli dai danni della Seconda Guerra Mondiale.

 

Il Cortile d'onore fu il solo ad essere miracolosamente risparmiato dai bombardamenti del 1943. È possibile ammirare le decorazioni originali che risalgono al 1560 e che sono ispirate ai temi dell'esaltazione dell'eroe (attraverso la narrazione delle imprese di Ercole) e della forza di amore nei suoi vari gradi (attraverso immagini tratte dalle 'Metamorfosi' di Ovidio).

 

Un'ultima curiosità riguarda Tomaso Marino. Rampollo di una potente famiglia genovese di mercanti e politici, si trasferì a Milano nel 1546 (dopo essere stato diseredato dal padre e bandito dalla sua città per aver partecipato alla congiura dei Fieschi e ad altri complotti). Entrato a far parte del senato milanese e divenuto ben presto ricco e potente, era noto anche per la sua passione per le donne. Il Marino fu presumibilmente responsabile del rapimento di Arabella Cornaro, figlia di un nobile veneziano. La donna (portata a Milano, proprio a Palazzo Marino) non si concesse mai a lui e questo le costò forse la vita. Si narra infatti che fu lui a farla uccidere dopo i ripetuti rifiuti.

La vicenda è stata portata anche in teatro e una di queste rappresentazioni, più volte in scena nell'Ottocento e scritta da Giuseppe Tradico, è intitolata proprio 'I misteri di Palazzo Marino in Milano'.

Sul presunto omicidio della donna, circolava tra i bambini milanesi dell'epoca anche una filastrocca (Ara belara [Arabella]/de ses e cornara [descesa cornara]/de l'or e del fin/del cormarin [del cont Marin]).

 


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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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