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Caccia, vestiti-corazza da indossare nei boschi

CACCIA: SI STUDIA PROGETTO PER VESTITI-CORAZZA DA INDOSSARE NEI BOSCHI ABBIGLIAMENTO SPECIALE PER EVITARE GLI OLTRE 2000 INCIDENTI DI OGNI ANNO

Prato, 31 ottobre 2012- L'Ente Nazionale di Unificazione (UNI), l'istituzione che certifica la qualita' dei prodotti in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario, e che rappresenta l'Italia nelle organizzazioni di normazione europea (Cen) e mondiale (Iso), sta lavorando a un progetto di abbigliamento-corazza destinato a dare risposta al problema della caccia e alle polemiche che ad ogni tragedia immancabilmente si ripropongono. Dopo i drammatici incidenti che hanno caratterizzato l'inizio della stagione venatoria, ne da' notizia Roberto Fenzi, ad del Gruppo Tessile Lenzi di Prato, nonche' delegato Uni in qualita' di esperto nella commissione Europea del Cen Tc 161. ''Oggi'', spiega Fenzi, ''abbiamo effettivamente la tecnologia per scongiurare gran parte di queste tragedie. L'Uni sta lavorando al progetto da oltre un anno e gia' ad agosto e' stata presentata una prima bozza di norma''. Il progetto, ricorda Fenzi, definisce in 21 pagine di dettagli con quale tipo di abbigliamento-difesa (in gergo Dispositivi di Protezione Individuale) conviene avventurarsi nei boschi, che si sia armati o meno.

I circa 2000 incidenti annuali della stagione venatoria non comprendono infatti solo cacciatori, ma chiunque abbia la sventura di trovarsi sulla traiettoria di uno sparo al momento sbagliato: volontari di associazioni venatorie, guardaboschi, guardacaccia, addetti della protezione civile e perfino cercatori di funghi''. Oggi, aggiunge Fenzi, la tecnologia tessile e' in grado di produrre materiali che, oltre ad aumentare la visibilita' di chi li indossa, abbinano resistenza all'impatto e totale vestibilita', caratteristiche tali da poter offrire a cacciatori e frequentatori di boschi un vero e proprio abbigliamento corazzato: giacche, giubbotti, pantaloni, cappelli, che benche' leggeri come abiti tradizionali, sono impenetrabili dalle armi con munizioni spezzate, anche da colpi sparati da relativamente breve distanza. Tra i leader mondiali nei tessuti tecnici, il Gruppo Lenzi ha appunto brevettato una fibra che in numerosi test balistici ha dato prova di straordinaria impenetrabilita'. Lanciato con il marchio Dynafelt, il tessuto ha impressionato il mondo della caccia. Da qui, la nascita del progetto al quale partecipano anche primarie aziende tessili, aziende leader mondiali nel settore dell'abbigliamento da caccia e del tempo libero, i principali enti di controllo accreditati e di certificazione ed il dichiarato interesse di Federcaccia e del Centro tessile Cotoniero. Un progetto che, mirando a interrompere una scia di sangue e di lutti, ripropone implicitamente sui mercati mondiali la validita' e vitalita' della tecnologia tessile italiana.

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