Gogol’ nell’ Area
Grecanica: tutti in piazza a condannare l’illegalità e la corruzione
che insidiano il buon vivere comune.
di Rosalia Francesca Salvatore
Si alza il sipario nell’Area Grecanica su "L’ISPETTORE
GENERALE" di Nikolaj Gogol' . L’opera satirica del grande
scrittore russo è tra i testi più significativi che affronti il tema della
corruzione. La commedia si cala perfettamente nel clima di commissariamento che
il territorio calabrese respira in questi mesi. L’Ispettore Generale è stato realizzato
come momento conclusivo del laboratorio di avviamento teatrale sull’opera
promosso e organizzato dall’Agenzia Borghi Solidali, a cura della compagnia
Officine Arti di Reggio Calabria. Il
laboratorio è stato diretto dall’attore-regista Americo Melchionda e dall’attrice Maria Milasi con la primaria finalità di radicare
attraverso il gioco del teatro esperienze di socializzazione, integrazione,
animazione territoriale.di Rosalia Francesca Salvatore
Capolavoro russo che ha segnato la grandezza drammaturgica del noto scrittore, un’esilarante commedia in cui l’uomo appare non nella sua natura privata ma come “animale sociale”. Dalla prima battuta “ Signori, vi ho convocati per comunicarvi una notizia spiacevolissima: arriva un ispettore.” tantissimi personaggi, elettrizzati dalla “catastrofica notizia”, si affannano, tra equivoci e colpi di scena, in una corsa sfrenata per coprire magagne e corruzioni.
Considerando la possibilità educativa del teatro e
dell’opera in sé del grande maestro russo, la performance è andato oltre la
mera funzione laboratoriale e
d’intrattenimento, incoraggiando la riflessione personale sull’illegalità e la
corruzione che insidiano il buon vivere comune. Le rappresentazioni en plein
air hanno avuto una ottima affluenza di pubblico. Una commedia frizzante,
lo scenario semplice ma curato nei minimi dettagli dai costumi alle sedie-cubi
di legno, il tutto giocato sulla teatralità, il gioco serio della
finzione-verità e la mimica senza mai cadere nel grottesco.
Per la prima, è stata scelta la piazzetta Chiesa San Pietro e Paolo sita nel suggestivo Borgo di Pentedattilo, e a seguire le repliche al Paese Vecchio di Melito Porto Salvo in Piazza Bandiera e Roghudi Nuovo nella Piazza Comunale, rispettivamente il 3, 4, 5 luglio. Il regista e attore di teatro e cinema.
“ Siamo davvero soddisfatti, io e la collega Maria Milasi”, ha dichiarato il regista e attore di teatro e cinema Americo Melchionda (direttore organizzativo del Pentedattilo Film Festival, insignito di numerosi riconoscimenti internazionali); “solo alla fine ovviamente ci si rende conto di un buon lavoro teatrale. Abbiamo riscontrato risultati eccezionali sulla resa degli “attori”, considerando che sulla scena erano presenti anche ragazzi con disabilità mentali. Abbiamo iniziato con un gruppo di partecipanti di età e competenze eterogenee e con diversificati percorsi di vita, quasi tutti alla prima esperienza teatrale. Il testo, caposaldo della letteratura mondiale, a cura dei più grandi registi di tutti i tempi, affronta la corruzione in modo straordinario senza cadere nei soliti clichè. E’ un’opera immortale, sembra scritta ieri. La parte importante del laboratorio è stato il lavoro di squadra, il momento didattico-pedagogico, in cui i ragazzi hanno superato le loro inibizioni, e anche quelli con disabilità mentale della Famiglia “Francesco Falco” ( delLla Piccola Opera PAPA GIOVANNI onlus), hanno superato i loro limiti, recitando persino dei monologhi. Il teatro è anche questo, disciplina. Speriamo che ci possano essere altre occasioni come queste per chi insegna e per chi usufruisce dell’attività teatrale”.
Anche Luigi Catanoso attore ed educatore nella struttura casa-famiglia Francesco Falco, concorda con quanto detto dal regista e aggiunge che: “da anni la struttura melitese utilizza l’arte-terapia basata sul Teatro dell' Oppresso ( o teatro sociale) di Augusto Boal, e lo considera un valido strumento a servizio dell’uomo, con una funzione terapeutica da integrarsi alle cure mediche”.
Noto in Italia con il titolo L’ispettore generale (titolo originale Revizor) è un’opera satirica di teatro di Nikolaj Gogol datata 1836. Dall’opera sono state tratte anche versioni cinematografiche, tra cui in Italia, “Anni ruggenti” per la regia di Luigi Zampa e “Baci e abbracci” di Paolo Virzì.
Per la prima, è stata scelta la piazzetta Chiesa San Pietro e Paolo sita nel suggestivo Borgo di Pentedattilo, e a seguire le repliche al Paese Vecchio di Melito Porto Salvo in Piazza Bandiera e Roghudi Nuovo nella Piazza Comunale, rispettivamente il 3, 4, 5 luglio. Il regista e attore di teatro e cinema.
“ Siamo davvero soddisfatti, io e la collega Maria Milasi”, ha dichiarato il regista e attore di teatro e cinema Americo Melchionda (direttore organizzativo del Pentedattilo Film Festival, insignito di numerosi riconoscimenti internazionali); “solo alla fine ovviamente ci si rende conto di un buon lavoro teatrale. Abbiamo riscontrato risultati eccezionali sulla resa degli “attori”, considerando che sulla scena erano presenti anche ragazzi con disabilità mentali. Abbiamo iniziato con un gruppo di partecipanti di età e competenze eterogenee e con diversificati percorsi di vita, quasi tutti alla prima esperienza teatrale. Il testo, caposaldo della letteratura mondiale, a cura dei più grandi registi di tutti i tempi, affronta la corruzione in modo straordinario senza cadere nei soliti clichè. E’ un’opera immortale, sembra scritta ieri. La parte importante del laboratorio è stato il lavoro di squadra, il momento didattico-pedagogico, in cui i ragazzi hanno superato le loro inibizioni, e anche quelli con disabilità mentale della Famiglia “Francesco Falco” ( delLla Piccola Opera PAPA GIOVANNI onlus), hanno superato i loro limiti, recitando persino dei monologhi. Il teatro è anche questo, disciplina. Speriamo che ci possano essere altre occasioni come queste per chi insegna e per chi usufruisce dell’attività teatrale”.
Anche Luigi Catanoso attore ed educatore nella struttura casa-famiglia Francesco Falco, concorda con quanto detto dal regista e aggiunge che: “da anni la struttura melitese utilizza l’arte-terapia basata sul Teatro dell' Oppresso ( o teatro sociale) di Augusto Boal, e lo considera un valido strumento a servizio dell’uomo, con una funzione terapeutica da integrarsi alle cure mediche”.
Noto in Italia con il titolo L’ispettore generale (titolo originale Revizor) è un’opera satirica di teatro di Nikolaj Gogol datata 1836. Dall’opera sono state tratte anche versioni cinematografiche, tra cui in Italia, “Anni ruggenti” per la regia di Luigi Zampa e “Baci e abbracci” di Paolo Virzì.
Breve
trama
L’Ispettore Generale è un’opera teatrale scritta nel 1836 da Nikolaj Gogol'. Nell’esilarante commedia degli equivoci, capolavoro dello scrittore russo, la corrotta amministrazione di una piccola cittadina della Russia zarista, caratterizzata da una quotidianità di disonesta prevaricazione, viene improvvisamente “scossa” dalla notizia dell’arrivo di un “ispettore generale” inviato dal governo centrale di San Pietroburgo. “Signori vi ho convocati per comunicarvi una notizia spiacevolissima : è arrivato un ispettore”: questa notizia data all’inizio dell’opera da Anton Antonovic, sindaco della cittadina, mette in subbuglio tutti i notabili della città. Dal giudice al sovrintendente alla sanità, dal commissario al provveditore scolastico, all’ufficiale postale, tutti si affannano per nascondere i loro “piccoli segreti” terrorizzati dalle conseguenze dell’inaspettata visita. Figurarsi quando si crede che l'ispettore generale sia già arrivato, in incognito, in città. Due buffi possidenti , servi del potere, scatenano un equivoco: l’ispettore generale è gia arrivato e si trova alla locanda in incognito. In realtà è Chlestakov, un giovanotto squattrinato di passaggio che appena capisce i benefici che può trarre dallo scambio d’identità, inizia ad accettare tutti i tentativi di corruzione, offerte e privilegi, che gli sprovveduti imbroglioni gli offrono per sfuggire al fatidico controllo. Attraverso una comicità graffiante e esilaranti colpi di scena i mascalzoni però, alla fine, rimarranno beffati dal loro stesso gioco. La commedia, un grottesco ritratto della corruzione pubblica, ha come bersaglio l’ingordigia che si annida nel sottobosco del potere. Nonostante la distanza delle coordinate spazio temporali, i suoi personaggi sembrano personificare l’avidità e la meschinità della società contemporanea: una commedia scritta da quasi due secoli ma drammaticamente attuale.
L’Ispettore Generale è un’opera teatrale scritta nel 1836 da Nikolaj Gogol'. Nell’esilarante commedia degli equivoci, capolavoro dello scrittore russo, la corrotta amministrazione di una piccola cittadina della Russia zarista, caratterizzata da una quotidianità di disonesta prevaricazione, viene improvvisamente “scossa” dalla notizia dell’arrivo di un “ispettore generale” inviato dal governo centrale di San Pietroburgo. “Signori vi ho convocati per comunicarvi una notizia spiacevolissima : è arrivato un ispettore”: questa notizia data all’inizio dell’opera da Anton Antonovic, sindaco della cittadina, mette in subbuglio tutti i notabili della città. Dal giudice al sovrintendente alla sanità, dal commissario al provveditore scolastico, all’ufficiale postale, tutti si affannano per nascondere i loro “piccoli segreti” terrorizzati dalle conseguenze dell’inaspettata visita. Figurarsi quando si crede che l'ispettore generale sia già arrivato, in incognito, in città. Due buffi possidenti , servi del potere, scatenano un equivoco: l’ispettore generale è gia arrivato e si trova alla locanda in incognito. In realtà è Chlestakov, un giovanotto squattrinato di passaggio che appena capisce i benefici che può trarre dallo scambio d’identità, inizia ad accettare tutti i tentativi di corruzione, offerte e privilegi, che gli sprovveduti imbroglioni gli offrono per sfuggire al fatidico controllo. Attraverso una comicità graffiante e esilaranti colpi di scena i mascalzoni però, alla fine, rimarranno beffati dal loro stesso gioco. La commedia, un grottesco ritratto della corruzione pubblica, ha come bersaglio l’ingordigia che si annida nel sottobosco del potere. Nonostante la distanza delle coordinate spazio temporali, i suoi personaggi sembrano personificare l’avidità e la meschinità della società contemporanea: una commedia scritta da quasi due secoli ma drammaticamente attuale.
Spettacolo/Performance tratto da
L’ISPETTORE GENERALE di Nikolaj Gogol
Produzione Agenzia Borghi Solidali – Ass. Pro Pentedattilo onlus
Laboratorio Teatrale a cura della compagnia Officine Arti
Docenti teatro: Americo Melchionda, Maria Milasi
I partecipanti al Laboratorio, Interpreti e Personaggi :
Luigi Maria Catanoso ANTON ANTONOVIC, sindaco
Caragnano Tiziana ANNA ANDREEVNA, sua moglie
Maesano Catia MAR'JA ANTONOVNA, sua figlia
Laganà Angelo LUKA LUKIC Chlopov, ispettore scolastico
Davide Priolo AMMOS FËDOROVIC, giudice
Ivana Gurnari ARTEMIJ FILIPPOVIC , sovrintendente alla sanità
Tripodi Antonio UFFICIALE POSTALE
Pidalà Roberto Pëtr Ivanovic DOBCINSKIJ, possidente
Antonio Russo Pëtr Ivanovic BOBCINSKIJ, possidente
Dominella Foti Ivan Aleksandroviè CHLESTAKOV, funzionario di Pietroburgo
Davide Miraglia OSIP, suo servitore
Natale Palmini CHRISTIAN IVANOVIC, medico distrettuale
Siviglia Giuseppina COMMISSARIO/MOGLIE DEL FABBRO
Filippo Iaria SVISTUNOV, poliziotto
Rocco Femia P, poliziotto
Morabito Antonella, assistente alla regia

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