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Lettera inviata al Ministro dell'Ambiente, On.le A.Orlando, a firma dei movimenti "no al carbone" di tutta Italia tra cui il Coordinamento Associazioni Area Grecanica

Al Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare. 


On.le Andrea Orlando Italia, 25 Novembre 2013 


I Cambiamenti climatici e il ruolo del carbone Nel corso della Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Varsavia eminenti scienziati internazionali del clima hanno sottoscritto e presentato una posizione condivisa sul ruolo del carbone nel fenomeno del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici. Gli scienziati hanno affermato che "la vera possibilità per evitare pericolosi cambiamenti climatici è LASCIARE LA MAGGIOR PARTE DELLE RISERVE FOSSILI SOTTO TERRA. Questo è particolarmente vero per le centrali di produzione di energia elettrica. 


Il carbone è il combustibile fossile che più facilmente può essere sostituito con alternative vicine a zero emissioni, mentre i combustibili liquidi per l'autotrazione sono più difficile da rimpiazzare." Gli scienziati hanno confermato che "Anche le centrali elettriche più efficienti emettono per unità di elettricità più di 15 volte la quantità di CO2 emessa dagli impianti di energia rinnovabile e più del doppio degli impianti a gas più efficienti"1 On.le Ministro Orlando, Lei ben conosce la condizione di vetustà della maggior parte delle centrali termoelettriche italiane alimentate a carbone (La Spezia, Vado Ligure, Brindisi in aggiunta a quelle a olio combustibile – capacity payment); certo non Le sfugge che anche le centrali più recenti -­‐ e quelle in fase di conversione -­‐ insistono su territori già fortemente impattati da precedenti analoghe produzioni (Civitavecchia e Porto Tolle). 


La Banca Mondiale ha dichiarato la propria indisponibilità a finanziare la costruzione di nuove centrali a carbone nei paesi sviluppati e proprio in questi giorni USA e UK – seguirà a breve la Germania -­‐ hanno comunicato che non finanzieranno più la costruzione di centrali all'estero2. Repower potrebbe ritirarsi dal progetto di Saline Joniche – la Svizzera infatti non ha centrali a carbone sul suo territorio ed è stata promossa una legge di iniziativa popolare per impedire che possa costruirne all'estero -­‐ e la già citata Germania ha messo in atto un programma di smantellamento progressivo di quelle esistenti. Stephan Kohler, direttore della nuova Agenzia Energetica federale tedesca (Dena – Deutsche Energieagentur) ha dichiarato che per l'Europa "La svolta energetica comporta un decentramento della produzione, che non significa però rinunciare a un coordinamento centrale per la ristrutturazione e l'espansione della rete ed a un'integrazione dell'energia 1 http://t.co/dg6Vq0VgQp New unabated coal is not compatible with keeping global warming below 2°C 2 U.K. Joins U.S. Pledge to Stop Funding Foreign Coal-­‐Power Plants http://www.bloomberg.com/news/2013-­‐11-­‐20/u-­‐k-­‐joins-­‐u-­‐s-­‐pledge-­‐to-­‐stop-­‐funding-­‐ foreign-­‐coal-­‐power-­‐plants.html fotovoltaica ed eolica" e che "occorre, il prima possibile, un progetto vasto e trasversale, una road map con un orizzonte fino al 2030 visto che si sta parlando di investimenti di grandi capitali con effetti determinanti per lunghi periodi"3. 


La posizione di Kohler è molto vicina a quella di Terna, già attiva nel potenziamento dell'interconnessione della rete di distribuzione con l'Europa e nel suo ammodernamento, per equilibrare, accogliere e stoccare l'importante contributo in ingresso dalle fonti rinnovabili4. Infine, secondo l'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA) ogni anno almeno 50 dei 100 miliardi di danni alla salute e all'ambiente in Europa provengono da meno di 200 impianti industriali tra i quali troviamo tutte le maggiori centrali elettriche a carbone e olio combustibile presenti in Italia per un danno complessivo tra 1,9 e 2,6 MLD €/anno5 Oltre alla produzione di energia da fonte rinnovabile e quella da fonte fossile esiste una terza via, quella dell'efficienza energetica. Su questa terza fonte, la più rinnovabile in assoluto, Lei ha già dato segnali incoraggianti che auspichiamo possano essere consolidati e tradotti in politiche. Non sfugge infatti che il costo, economico e di vite umane, del dissesto idrogeologico è effetto dei cambiamenti climatici e che una delle cause più facilmente rimuovibili, come sostengono gli scienziati, è il carbone. La ristrutturazione dell'offerta e della domanda energetica mai sono state tanto a portata di mano dato il drastico calo dei consumi causato dalla crisi economica. 


On.le Ministro Orlando, come Lei sa a Varsavia la Politica ha parlato poco di carbone lasciando che l'argomento fosse dibattuto dalle lobby del carbone, peraltro sponsor della stessa Conferenza sui CC. Abbiamo apprezzato la Sua proposta di incontrare a Roma le associazioni ambientaliste "per giungere ad un'azione condivisa sui cambiamenti climatici tra politica e società civile", Le chiediamo di ammettere una nostra delegazione a quel confronto -­‐ una parte della Società Civile fortemente impegnata -­‐ per portare anche il nostro contributo. 



Comitati e associazioni di Brindisi, Civitavecchia, La Spezia, Porto Tolle, Rossano, Saline Joniche, Savona -­‐Vado-­‐Quiliano aderenti al progetto di Coordinamento Nazionale No Carbone ( mailto:noalcarboneitalia@gmail.com ) e alla Rete Internazionale Stop Enel (www.stopenel.org -­‐ noenel@autistici.org) 3 Le sfide della svolta energetica http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/karl-­‐ ludwig-­‐schibel-­‐intervista-­‐stephan-­‐kolher/le-­‐sfide-­‐della-­‐svolta-­‐energetica 4 Svolta energetica: produzione, coordinamento, democrazia http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/daniela-­‐patrucco/svolta-­‐energetica-­‐ produzione-­‐coordinamento-­‐democrazia/maggio 5 EEA report – Cost of air pollution from industrial facilities http://www.eea.europa.eu/publications/cost-­‐of-­‐air-­‐pollution/spreadsheet/at_download/file


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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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1 Commenti

  1. Il carbone in Italia è inutile perchè amazza la gente e costa troppo.A Vado abbiamo 1600 morti e quella centrale va chiusa come quella di Saline Jonica che Repower non puo' costruire ne vendere come progetto.L'Australia che ha grandi riserve di carbone come gli Usa,lo vendono a noi Europei ma si guardano bene di avviare nuove centrali e quelle che hanno hanno sistemi adibatici CCC che levano le emissioni e stanno facendo il reuse CO2 come ho sempre consigliato al Sulcis dove c'è un progetto Enea da 1,5 miliardi quando lo stesso progetto lo posso fare meglio a 500 milioni,1/3 in meno.In Italia abbiamo il nostro carbone azzurro che si chiama acqua o mare(s'intende acqua desalinizzata per equilibrare in continuo il sistema) che costa come elettricità 20 euro il MWh,45 euro lo syngas prodotto dall'acqua(inclusi i trattamenti acque reflue),85 euro costa la lignite,85 euro lo shale gas e 100 euro il MWh il gas.Solamente degli inetti come testa possono far spendere 5 volte di piu' per fare energia dal gas e peggio dal carbone.

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