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Campionato regionale calabrese under 18 il Futsal Melito, travolge il Borgo Grecanico (5-0) nel derby del Tuccio

Campionato regionale under 18/ martedì 18 febbraio 2014

Partita senza storia. Il Futsal Melito di mister Ninetto Franco, inteso “L’Inglese” ha fatto prevalere il fattore campo, ma soprattutto la maggiore esperienza e superiorità tecnica. Le ‘furie rosse’, hanno liquidato la pratica già nel primo tempo. Poi, hanno tirato i remi in barca ed hanno amministrato la partita. Ma la goleada era inevitabile, visti i chiari di luna. Alla fine potevano starci ancora quattro o cinque reti ancora, date le numerose occasioni da rete
IL FUTSAL MELITO, CONQUISTA IL DERBY E TRAVOLGE SOTTO UNA VALANGA DI PALLONI, IL MALCAPITATO BORGO GRECANICO, MA GLI OSPITI AVREBBERO MERITATO ALMENO DUE SEGNATURE O TRE
Gli ospiti hanno colpito due pali, uno pieno e l’altro esterno ed hanno fallito svariate occasioni da rete. La matricola tuttavia , che aveva già battuto i ‘cugini’ all’andata a Bagaladi, non ha sfigurato, di fronte alla più titolata formazione del Futsal Melito. Anzi, nel secondo tempo, ha schiacciato l’accelaratore a tavoletta, per riaprire il match, ma non c’era trippa per i gatti ed alla fine ha dovuto ammainare la bandiera
Domenico Salvatore

MELITO PORTO SALVO(RC)- Una vittoria ciascuno, non fa male a nessuno. Sic transit gloria mundi. Il Futsal Melito, da  un paio di anni milita nei campionati della FIGC di terza ed ora di seconda categoria. Ha maturato quindi, una maggiore esperienza, competenza e professionalità. La matricola Borgo Grecanico, ha tutto il tempo per colmare il gap e proporsi come squadra all’avanguardia. Le premesse ci sono tutte. Compresa l’affiliazione all’Udinese Accademy. Il presidente Gianni Villari e il suo entourage, stanno lavorando sodo. Ma è normale, che occorrano tempo e pazienza. La nota positiva è la notevole presenza del pubblico locale. In fin dei conti, si trattava pur sempre di una partita giovanile. Il segno chiaro che ci sia una fame di calcio e di sport, per la verità, mai estinta. I cicli, come tutti sanno, sono fatti per aprirsi e per chiudersi; ma poi, per riaprirsi nuovamente. Le cordate sono sempre all’opera. Una viene e l’altra va. Tutti pensavano, che dopo la parentesi Bagaladi e Melitese, entrambe militavano nel massimo campionato calabrese, l’Eccellenza regionale, il calcio sarebbe morto. Niente di più falso. Altre cordate, sono subentrate sulla stessa sponda del Tuccio. Se si potesse dire, più compatte ed unite di prima. Non fosse altro, che per la rosa di giocatori. Tutti di Melito o tutti di Bagaladi. Non ci sono più i presidente kamikaze, filantropi, mecenati. “Pussa via brutta bertuccia, ma chi t’ha visto mai!?!?!?”. Specie in estinzione come la foca monaca, la capra falconeri, la tartaruga Caretta Caretta, il gorilla, la panthera, il rinoceronte, la tigre, la coccinella  ecc. Si sta tornando all’antico status quo ante, allorquando, si giocava per la bandiera del paese; per il campanile; per il municipio, per i colori della squadra.

Niente stipendi, rimborsi spese, gettoni di presenza, premi partita od altri “cavalli di Troia”. La spending review ha fatto tabula rasa di ogni piccolo aiutino economico. I Comuni non possono dare nemmeno…zero centesimi all’anno. La Provincia di Reggio Calabria, è andata a patrasso. La Regione, stenta a far quadrare il bilancio. È nota urbi et orbi, la mannaia abbattutasi sugli ospedali pubblici già chiusi o sul punto di finire a babboriveggioli. A voler cavare sangue da una rapa si perde tempo e fatica. A lavar la testa all’asino, si perde ranno e sapone. La famiglia ha un senso dalle nostre parti. Di regola ogni bambino ha mamma e papà, un fratello od una sorella ed i genitore del papà e della mamma; cioè i nonni. Poi ci sono gli zii ed i cugini. C’è l’asilo nido, la scuola materna e la scuola elementare. Sebbene oggi abbiano altri nomi. L’ora giusta per andare a scuola di calcio. Si comincia con i pulcini, primi calci, poi si passa agli esordienti, giovanissimi, allievi, under 18. I ragazzi, si formano nel carattere e nella personalità, con allenatori, che hanno giocato al pallone per tanti anni, poi hanno conseguito il titolo-brevetto, se non il tesserino di trainer. I presidenti e le loro squadre, selezionano sia i giocatori, che i ‘mister’. Si scelgono i migliori. In maniera da assicurare agli atleti, l’utile ed il dilettevole. Comunque il famoso trio:verde, ossigeno e natura. Ed un ambiente sano a misura di ragazzo, dove il dialogo ed il confronto siano il sale della dialettica. Non è il Giardino di Boboli, d’accordo; benché una dimensione giocosa e gradevole. Dove si pratichino, le regole del gioco. Ecco come nascono il Futsal Melito ed il Borgo Grecanico.

Dopo questa riflessione-premessa puntuale ed operativa, che dà però l’esatta misura del calcio attuale in Calabria e non solo, andiamo a parlare ora della partita. Del derby del Tuccio. Lo vince il Futsal Melito, che si riscatta rispetto alla partita dell’andata, quando perse malamente contro i cugini, al termine di una partita altrettanto combattuta e sofferta.In primis, diciamo che la gara sia stata corretta, leale, aperta e sincera, sotto ogni punto di vista. Non si segnala il benché minimo screzio, se non il singolo fallo di gioco. Bisognerà pur tenere conto che in campo vi siano, complessivamente una quarantina di persone, con funzioni e mansioni diversificate. La maggior parte dei quali, sono… “puledri” e mustang “scalzi”: Marengo, Bucefalo, Favorito, Incitatus, Marsala, Asturcone, che vivono allo stato brado, nitriscono, scalpitano, zampano, fremono e sbuffano nel korral e nel serraglio; prima di entrare in fiera, se non nell’arena a toreare. E ci vuole altro, che un domatore di cavalli, tipo Buffalo Bill. Il prestante signor Giuseppe Nucera di Reggio Calabria, da buon informatore scientifico, sa come dosare la purga. Sei o sette cartellini gialli di sbarramento e qualcheduno anche rosso, funzionano meglio della tisana della nonna. Varenne, Ribot, Roquepine e Tornese scorrazzano per un po’ indomabili ed imprevedibili, ma poi tornano pressocchè immobili, come la Sirenetta di Copenaghen. Quando i “domatori” di cavalli, siano più brocchi dei loro ronzini, ci scappano le risse, zuffe, mischie furibonde e le colluttazioni corpo a corpo; se non le invasioni di campo. Un mago di Hamelin, non ha bisogno di strepitare, strillare e schiamazzare, per mettere tutti in fila indiana. Avrà già insegnato ai suoi ragazzi a gestire ansia, stress ed emozioni, meglio del personal trainer; o di un corso accelerato di training autogeno. Lo yoga, può essere utile e le danze caraibiche, pure.

La gara si mette bene per mister Nino Franco, inteso “L’Inglese”, per le celeberrime battute laterali da quaranta metri, che prendevano gli avversari in contropiede e spesso risolvevano le partite. Cosa che riusciva, con incredibile facilità, pure a Nino Sapone, affettuosamente appellato “Luisito Suarez”, nel Chorio; ma con i piedi. Il professore  inglese di educazione fisica Danny Brooks, ex ginnasta, ha realizzato la rimessa laterale più lunga del pianeta. Il nuovo record di 49 metri e settant’otto centimetri, l'equivalente di mezzo campo da calcio, è stato ufficializzato e confermato dai giudici della Guinness World Records. Meglio dotati fisicamente e tecnicamente, per giunta più abituati a giocare sull’erba, sia pure artificiale, i calciatori di casa, hanno sbloccato il risultato con l’alter ego di Usain Bolt, Vincenzo Zaccone e poco dopo hanno messo il risultato in cassaforte con l’anguilla Inga. Il Borgo Grecanico, è rimasto intontito come Sonny Liston sorpreso dalla potenza devastante del gancio sinistro alla mascella, doppiato da Cassius Clay con un montante destro per il count down. La reazione degli ospiti è pronta e veemente, ma la sciabolata in diagonale del difensore di fascia destra Scordo, si stampa contro il palo. Mister Antonio Cormaci, non è il tipo che si arrenda tanto facilmente. Nemmeno nelle situazioni più disperate. Riorganizza il centrocampo, dà fiducia alla difesa, sprona gli attaccanti. Arrivano così, alcuni rovesciamenti di fronte favorevoli alla sua equipe. Nel secondo tempo, nonostante il passivo pesante il Borgo Grecanico fa la partita e si tuffa lancia in resta nella mischia.

Un assedio da Forte Alamo con Davy Crockett che sstrenuo difensore che brandisce il suo long-rifle, sempre pronto a rintuzzare gli attacchi messicani. Nel momeneo migliore della squadra di Gianni Villari arriva però il quarto goal ed anche il quinto. Poteva goleadare il Futsal Melito, ma si abbandona alla goliardìa. Principato e  Ingasi sostituiscono a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia in “I due evasi di Sing Sing”. Anche perché l’uomoragno Falcone, amareggiato dalle ‘pillole’ al cianuro di potassio, ritenendo eccessivo e penalizzante il punteggio, abbassa la saracinesca e se ne va a pesca di trote sui Monti Pallidi; se non a Santo Stefano di Cadore. Cinque reti sul groppone? Non è il tipo che porga l’altra guancia o si converta sulla via di Damasco. Risponde come Rhett Butler a Rossella O’Hara in ‘Via col vento’…”Francamente me ne infischio”. Il pubblico di casa, ha fatto il pieno di emozioni, brivi e souspences e piano piano sfolla. Quello di casa, accetta la sconfitta, con la stessa serenità d’animo con cui accolse la vittoria…’ma almeno il golletto della bandiera, potevate segnarlo?’. Nella dependance, mister Franco gioca a nascondino…”Le partite sono fatte di episodi, come tutti sanno. Stavolta siamo stati più fortunati noi, ma faccio i complimenti ai ragazzi, che hanno saputo interpretare bene le disposizioni tattiche”. Il suo collega Cormaci, allarga la spalle, ma non fa spallucce:”La partita l’avete vista, no? Si poteva fare di più ‘d’accordo, ma, nel gioco del calcio chi gioca meglio e produce più occasioni da rete, di solito vince la partita. Le sconfitte, servono per capire gli errori e rimediare”. I ragazzi imparano il rispetto delle regole; a saper vincere; a saper perdere; a non offendere mai la dignità dello sconfitto; ad accettare il verdetto del campo; a condividere le decisioni arbitrali. In fondo è pur sempre un gioco, spassoso e divertente. La giovinezza fa vedere il mondo color di rosa ed in discesa; al massimo in pianura.
Domenico Salvatore


Il tabellino di Dosa
Melito Futsal-Borgo Grecanico 5-0
Melito Futsal: Caridi 7, Morello 8, Morabito 8, Leone 8, Tripodi Lorenzo 10, Tripodi Antonio 8, Dieni 8, Idà 8, Principato 9, Inga 10, Zaccone 10
In panchina: Pizzimenti
Allenatore, Ninetto Franco, 10
Presidente, Rocco De Pietro, s.v.
Sostituzioni: Foti, Familiari, Marrari, Plutino
Borgo Grecanico: Falcone 6, Scordo 6, Romeo 6, Trapani 6,5, Isaicu 6, Squillaci 6, Stellittano 6, Manganaro 6, Iamonte 6, Branca 6,5, Zerbi 6
In panchina: Zampaglione, Arfuso, Mercurio, Mumni Mohamed
Sostituzioni: Caridi, Maerof, Casile
Allenatore, Antonio Cormaci, 6
Presidente, Gianni Villari 8
Arbitro Giuseppe Nucera di Reggio Calabria, 8,5
Marcatori: 25° p.t. e 40 s.t. Zaccone, 42 p.t. 35 s.t. Inga
28 p.t. Lorenzo Tripodi
Note: angoli 6-8, rimesse laterali 16-14, punizioni 15-17; ammoniti: Morello, Leone, Tripodi, Plutino per il  Futsal Melito; Scordo, Isaicu e Squillace per il Borgo Grecanico; espulso Inga (F.M.)

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1 Commenti

  1. Comunque il quinto goal è stato di Foti non di Inga..che era stato espulso

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