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Ampio successo il D'Annunzio proposto da Pierfranco Bruni e Neria De Giovanni in una affollata serata a Taranto coordinata da Marilena Cavallo

 

Ampio successo il D’Annunzio proposto da Pierfranco Bruni e Neria De Giovanni in una affollata serata a Taranto coordinata da Marilena Cavallo

 

 

 

Con un articolato e ampio dibattito a più voci si è discusso, a Taranto, del D’Annunzio di Pierfranco Bruni e Neria De Giovanni: “Io ho quel che ho donato” (Nemapress edizioni) in una serata che ha visto coinvolti intellettuali, docenti e ragazzi del Liceo Moscati di Grottaglie. La manifestazione organizzata dall’Associazione culturale “Oriana Fallace” ha visto il saluto della presidente Giusy De Marco e l’introduzione e il cordinamento della serata della saggista Marilena Cavallo che ha dialogato con Pierfranco Bruni e Neria De Giovanni. In conclusione si è sviluppato l’intervento della giornalista Tiziana Grassi che si è soffermato sul valore estetico del testo di Bruni e De Giovanni.

Su D’Annunzio si è discusso in modo originale portando sul tavolo del dibattito temi e problematiche che non sono certamente all’ordine del giorno sia nei testi scolastici che nelle assise accademiche. Dalla cristianità del D’Annunzio francescano ai simboli alchemici e sciamanici, dal suo interventismo come rapporti con i valori dell’identità nazionale al suo intenso e contradditorio amore con Eleonora Duse.

Sia Pierfranco Bruni che Neria De Giovanni, stimolati intelligentemente da Marilena Cavallo, hanno focalizzato l’attenzione sulle questioni posti dal libro ma sono andati anche oltre.

Bruni ha tracciato un profilo di un D’Annunzio tragico che trova i suoi riferimenti in Alfieri e Foscolo per poi catturare l’attenzione sulla griglia archetipica dei simboli lunari, delle aquile e del mondo orientale.

La De Giovanni superando il consolidato schema di un D’Annunzio scolastico ha raccordato i processi culturali italiani con quelli europei e internazionali.

Marilena Cavallo ha chiosato l’importanza di riproporre anche nel mondo scolastico un D’Annunzio che va ad arricchire non solo il Novecento letterario ma la letteratura nella sua complessità affermando come il libro di Bruni e De Giovanni è un perno centrale per rileggere il poeta de La pioggia nel pineto” e de “Il fuoco”.

Lo studio, che è stato pubblicato in occasione dei 150 anni della nascita di D’Annunzio, (Pescara, 12 marzo 1863 – Gardone Riviera, 1º marzo 1938), ha aperto, sul piano nazionale, una vasta dialettica anche sulla funzione che il dannunzianesimo ha avuto all’interno della cultura europea e internazionale.

Infatti il lavoro di Bruni e De Giovanni è arricchito con contributi di: Emanuela Forgetta che parla del rapporto di D’Annunzio con la Catalogna, Stefan Damian con la Romania, Arjan Kallco con l’Albania, Andrea Guiati con gli Stati Uniti d’America, André Ughetto con la Francia, Valentina Piredda  con l’Austria.

“Abbiamo voluto ricordare l’opera di D’Annunzio, hanno sottolineato Pierfranco Bruni e Neria De Giovanni, constatando che non sempre la critica ufficiale, accademica ed universitaria, ha dato seguito a percorsi innovativi, a tutto campo, sull’attività letteraria del Vate all’interno dei processi letterari moderni. Il nostro studio cerca nelle pieghe della sterminata opera dannunziana, zone ancora poco esplorate o lette in maniera distorta, ideologicamente preconcetta”.

Il saggio si esplica su alcuni percorsi e presupposti precisi. Infatti sia Bruni che De Giovanni hanno dichiarato: “L’estetica è nel D’Annunzio che lega il senso del tragico al sublime. Un percorso in cui l’eros è nella sensualità, la quale assume una dimensione certamente “carnale” ma anche metafisica attraverso una griglia simbolica che trova nel romanzo che segna il Novecento Il fuoco un punto centrale. C’è una originalità che tocca elementi mitico – sacrali certamente ma si inserisce, il viaggio dannunziano, in una visione che è quella del magico e dell’alchemico. Si pensi al suo rapporto con gli oggetti”.

Una serata dannunziana ricca e sobria con un pubblico attento e numeroso, che ha affollata la sala, ha reso “motivante” il percorso all’interno di un Novecento letterario che è ancora da riscoprire.

 

 




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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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