Reggio Calabria una città insicura.
Una serata di delinquenza. Bomba al centro, omicidio in
periferia. Quasi in simultanea. Il botto della bomba copre quasi i colpi di
pistola sparati per uccidere.
La bomba esplode in pieno centro, bersaglio un negozio
appena aperto. L'omicidio in periferia, per strada.
I due episodi ammazzano. Il primo un'attività commerciale,
il secondo pone fine ad una vita umana.
Comunque la si veda,non c'è via d'uscita. la città viene
devastata da una violenza intimidatrice che lascia il segno. La paura avvolge
tutto e tutti. I vetri in frantumi, la strada quasi buia. Due scenari fuori dal
vivere civile. Fuori dalla sicurezza.
Passeggiare per il centro non è più sicuro, figurarsi per le
strade buie della periferia. Si respira un'aria pesante. Da anni 80.
Quello che sembrava non interessarci adesso lo viviamo. Ogni
giorno, ogni ora, ogni istante. Paura, insicurezza.
Perchè si è deciso di alzare il tiro proprio adesso? Nel
momento in cui ogni famiglia vive già i problemi della quotidianità? Dove
riuscire a sopravvivere dall'alba al tramonto sembra già un atto eroico.
Cosa accade all'interno della malavita, della ndrangheta?
Quali sono gli equilibri rotti? Quale la prossima mossa? Il prossimo attentato?
Reggio Calabria sembra piombare nel buio più profondo e
nemmeno il boato di una bomba o l'agonia di un uomo morente sembra poter
illuminare quel poco di coscienza rimasta in ognuno di noi. Insicurezza, paura,
sfiducia. La luce si è spenta. Difficile sarà ritrovare l'interruttore per
riaccenderla. Speriamo davvero non finisca così.
Luigi Palamara
Luigi Palamara

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