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Elezioni comunali a Roccaforte del Greco, Luigi Palamara ed il canto delle sirene

Il giornalista di Melitoonline-MNews.IT resiste a tutte le offerte finora spiovute
ROCCAFORTE DEL GRECO (RC) ELEZIONI COMUNALI MA LUIGI PALAMARA NON È CANDIDATO
Domenico Salvatore

Da qualche settimana, parecchi nostri lettori, amici e conoscenti ci contattano per sapere notizie… “più precise”, circa la candidatura a sindaco di Luigi Palamara, noto giornalista di Melitoonline-MNews.IT.
Ci verrebbe voglia di rispondere:ma perché non andate da lui? Perché non gli telefonate e non lo contattate de visu.
Basta andare in fondo alla home page del nostro giornale e potrete trovare e-mail e numero telefonico.

Ma non è nel nostro stile. Qualcosa dovremo pur dire ai nostri lettori sovrani. Ricordo a me stesso le insistenze che furono fatte per una sua candidatura alle elezioni provinciali e regionali ed anche alle politiche; sia pure con minori pressioni.
Chi ci segue, conosce anche la nostra opinione al riguardo. Non siamo ottimisti e nemmeno possibilisti, per ragioni facilmente intuibili e comprensibili.
Glielo abbiamo detto a voce e per iscritto. Scripta manent, verba volant.
Abbiamo un rapporto professionale, che ci lega, questo è vero e siamo contenti che ci abbia seguito ed ascoltato per quanto riguarda precedenti candidature.


Ma non siamo sicuri che ci ascolterà anche stavolta. Inoltre se questa è la sua aspirazione, non ce la sentiamo di “stroncarlo” tutte le volte.
Tuttavia, da qui a dire che sarà candidato a sindaco di Roccaforte ce ne passa. A parte le noie giudiziarie.


Ci sono alcuni passaggi da fare. Poi tirerebbe le somme. In questi anni gli amici, estimatori e parenti di Luigi, lo hanno blandito, lusingato e quasi “adescato”.
In alcune circostanze eravamo presenti ed abbiamo sentito con le nostre orecchie…”caro Cincinnato, se la Patria ti chiama non puoi tirarti indietro…C’è bisogno di personaggi carismatici e tu lo sei…Roccaforte ha bisogno di una forte personalità…Luigi, mettiti in discussione, noi ti appoggeremo… Luigi non puoi abbandonare il tuo paese in mezzo al guado, bada bene che anche stavolta rischiamo di fare cilecca…non è facile varare una lista, tu sei uno dei pochi che potrebbe farcela. Un refrain, che va avanti da anni. E Luigi finora ha saputo resistere al canto delle sirene. Certo non tutti dicono “bravo Luigi”. È normale che non tutti siano d’accordo con lui. I bastian contrari non mancano di certo.

Or bene, amici lettori sovrani, decida lui. Come ha sempre fatto del resto. Perché, l’ultima parola, spetta a Luigi; questo è lapalissiano.
Non ci stiamo lavando le mani come Ponzio Pilato. Né stiamo passando dall’osanna al crucifige.

Andare a fare il sindaco a Roccaforte del Greco, un comune che detiene il record nazionale (assieme a Melito Porto Salvo, Taurianova e qualche altro comune) di scioglimenti per mafia. Non è proprio l’ideale. Questa è la nostra opinione, sic et simpliciter.


È il suo paese d’accordo; dei suoi genitori, nonni, bisnonni e trisavoli. Questo è innegabile.
Gli stanno chiedendo di portare la Croce, come il Cireneo. Saranno due settimane di passione, al termine delle quali dovrà tirare le somme, se convenga o meno, scendere in campo.
Good Luck & Goodbye  Louis! Ci perdonerai se non indosseremo i panni del buon Samaritano.

Gli riconosciamo un buon bagaglio culturale e giornalistico. Sette anni di gavetta, sulla prima linea rovente, in questa zona di frontiera, lo hanno forgiato e temprato.
Più di quanto abbiano fatto gli altri anni vissuti in parte a Milano, Pavia ed in Sardegna. Non sempre zucchero e cannella o rose e fiori.

La vita gli ha riservato anche bocconi amari. L’abbiamo visto soffrire per il destino crudele che perseguita il suo paese, letteralmente in balìa delle onde. Vorrebbe fare qualche cosa. Muovere un dito. Ma il gioco vale la candela? Ai posteri l’ardua sentenza!...

” Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno/ non si guardò neppure intorno/ ma versò il vino, spezzò il pane/ per chi diceva ho sete e ho fame./ E fu il calore d'un momento/ poi via di nuovo verso il vento/ davanti agli occhi ancora il sole/ dietro alle spalle un pescatore./ Dietro alle spalle un pescatore/ e la memoria è già dolore/ è già il rimpianto d'un aprile/ giocato all'ombra di un cortile./…”

Domenico Salvatore


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