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Polistena, traffico di droga: il Gup assolve Nicola Bruzzese e condanna il fratello Paolo

A conclusione del procedimento a carico dei fratelli Paolo e Nicola Bruzzese il Gup presso il Tribunale di Palmi, dott. Giulio De Gregorio, ha disposto un'assoluzione ed una condanna. Ad esser condannato a 5 anni e 4 mesi è stato Paolo Bruzzese, ritenuto colpevole della detenzione e trasporto di due chili di cocaina, rinvenuti in flagranza di reato occultati nel vano motore dell'autovettura su cui i fratelli erano stati fermati e successivamente tratti in attesto dai carabinieri nell'ambito di un più vasto servizio di controllo del territorio il 21 giugno del 2013. Riconosciuta quindi l'estraneità per Nicola Bruzzese, difeso dal brillante avvocato polistenese Francesco Giuseppe Formica, per il quale il giudice ha accolto la tesi difensiva proposta attraverso certosine indagini difensive tese a dimostrare l'estraneità ai fatti per il coimputato suo assistito rese possibili non solo attraverso l'audizione di numerosi testimoni ma anche grazie alla opportunità di poter fruire tempestivamente delle intercettazioni ambientali captate a carico dei fratelli presso i locali della sala d'attesa dei carabinieri nel corso del fermo e durante le quali emergevano distinte le responsabilità penali dei due germani. Procedendo difatti allo studio analitico delle intercettazioni, il penalista polistenese è giunto a poter dimostrare l'innocenza del suo cliente, Bruzzese Nicola, definendone i contorni giudiziari d'estraneità ai fatti contestai arrivando a produrne l'assoluzione a fronte della richiesta avanzata dal Pubblico Ministero di nove anni di reclusione. L'avv. Formica ha voluto sottolineare come «questo risultato è stato possibile grazie alla disponibilità dell'ufficio del Pubblico Ministero ed alla cancelleria del Giudice, che hanno messo subito la difesa nelle condizioni di consultare tutto il materiale intercettato. La saggezza e l'esperienza del magistrato giudicante hanno fatto il resto». Ma esprimendosi anche in qualità di membro del Direttivo della Camera Penale di Palmi, ritornando sul tema scottante del rapporto fiduciario avvocato-cliente ultimamente messo in discussione peraltro interessando due legali del foro palmese, ha infine affermato che «processi come quello che ha riguardato i fratelli Bruzzese - nei quali le intercettazioni rivestono un ruolo nevralgico nella costruzione dell'impianto accusatorio - dimostrano ancora una volta quanto delicate siano le questioni interpretative delle norme in materia delle quali le Camere Penali Calabresi stanno in questi giorni discutendo, e come sia necessario - nel provare a dirimerle - non perdere mai di vista la prospettiva di garantire il diritto dell'accusato a difendersi».

 

Giuseppe Campisi


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