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Fare sport a Reggio Calabria: impresa possibile?

Reggio Calabria 16 aprile 2014 - Ieri sera, nella segreteria politica di Giuseppe Falcomatà, si è svolto il secondo forum tematico di buone pratiche amministrative, l'argomento oggetto del dibattito è stato l'attività sportiva.

Che lo sport è importante, lo capirono ben presto i nostri antenati, basti pensare alle pitture presenti sulle pareti delle caverne, e la nostra Costituzione, seppur indirettamente, favorisce la pratica sportiva, che non sempre però è accessibile a tutti. Bisogna capire che lo sport non solo apporta benefici al corpo, ma anche alla mente, crea inoltre aggregazione e quindi allontana i giovani da quei mali che purtroppo affliggono la società: dalla criminalità organizzata alla droga fino al bullismo. 
Oggi però fare sport a Reggio Calabria sembra quasi impossibile. Ecco perché quest'incontro che è stato un modo per ascoltare l'esperienza diretta di chi vive quotidianamente questo problema. 

Presenti numerosi rappresentanti sportivi, che hanno lamentato l'assenza di impianti sportivi adeguati, l'inefficienza di alcuni che non sono a norma o che mancano di manutenzione. 
Romana Pirillo, dirigente ed allenatrice de Basket Nuova Jolly, ha lamentato tra le tante difficoltà che incontra chi vuole fare sport, i prezzi eccessivi per gli affitti dei locali; Guglielmo Cogliandro, giocatore della Fortitudo Basket Pellaro, che ha sottolineato come «fare sport è un diritto, ma bisogna farlo in sicurezza». Il presidente della Polisportiva Ludos Vecchia Miniera, Adriano Minniti, ha affermato che «è vero che la politica ha le sue colpe, ma noi dobbiamo impegnarci di più, tutte le associazione assieme, dobbiamo farci sentire».
Tra i presenti anche il signor Condemi, allenatore di squadre giovanili a livello agonistico che ha posto l'accento soprattutto sulla necessità di sensibilizzare i giovani allo sport; l'avvocato Francesco Catalano della Water Polo RC, allenatore di pallanuoto, ha posto l'accento sull'abbandono della piscina del Parco Caserta, che dopo la chiusura, non è stata svuotata; sempre a testimonianza della grave situazione in cui versa la piscina, Anna Triglia, madre di un'atleta della squadra di nuoto Thrylos. 

A prendere la parola Roberto Cardona, componente giunta Coni e responsabile federazioni sportive, che ha affermato come la situazione sia davvero disastrosa per tutti, ma in particolar modo per i giovani. Cardona con dati alla mano ha dichiarato che «solo il 20% delle strutture sportive presenti sul territorio, può essere praticato, ciò vuol dire che l'80% è un disastro. Chi negli anni passati ha governato la città, non ha pensato ai giovani ed al loro futuro».
Tra gli interventi Giuseppe Fedele, maestro dell'Amaranto Boxe e Antonella Marra, consigliere regionale federazione italiana hockey e pattinaggio Calabria.

Dalle varie testimonianze è emerso un quadro disarmante, soprattutto se si fanno confronti con le altre realtà calabresi dove la situazione è decisamente migliore. Le strutture a Reggio Calabria ci sono, è impensabile che siano in condizioni fatiscenti, abbandonate a loro stesse. Se vi fosse la giusta manutenzione giorno per giorno, anche le spese per migliorarle sarebbero nettamente minime, ma se si lasciano le cose all'incuria, le spese per ripararle aumentano considerevolmente. 

L'obiettivo finale di Giuseppe Falcomatà, è quello di inserire nel programma per la nostra città, le proposte che vengono fuori da questi incontri, perché è partendo da chi vive la città che si può cambiare. E spunti ieri sera ce ne sono stati molti.

Valentina Raffa
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