In una conferenza stampa affollata di assessori e consiglieri e con la presenza anche del responsabile provinciale dell’Opera Nomadi, Giacomo Marino, il primo cittadino melitese gongola per lo sgombero del campo ROM. Una banlieu impraticabile, peggio di una discarica non autorizzata, tra topi scarafaggi, formiche, cani, gatti, rettili, animali da cortile e cumuli di spazzatura che vanno dall’amianto ai prodotti non biodegradabili. La bonifica era irrinun ciabile ed irrinviabile, non solo per questioni igienico-sanitarie. Il recupero del Palazzetto dello sport destinato al recupero e rilancio di una struttura polivalente, utilizzabile anche dal Melito di calcetto (serie B) o c’è altro?
MELITO PORTO SALVO, IL SINDACO ANNUNZIA:”ABBIAMO LIBERATO IL “FORTINO” ED ALLOCATO GLI ZINGARI NEI VARI QUARTIERI DELLA CITTÁ
Per decenni nella bidonville di Pilati, le famiglie zingare, hanno vissuto in baraccopoli, in case molto deteriorate o in caravan, in una zona estremamente insalubre, accampate nella periferia della città, in mezzo a rifiuti di ogni tipo…comburente, infiammabile, irritante, nocivo, tossico, cancerogeno, corrosivo, infetto, prodotti delle pulizie, batterie, cosmetici, prodotti di giardinaggio, fertilizzanti chimici, pesticidi, erbicidi, idro fluoro-cloro-carburi ecc.
Domenico Salvatore
MELITO PORTO SALVO (RC)-Arriviamo sul Viale delle Rimembranze con largo anticipo, ma, troviamo il portone serrato a doppia mandata. E proviamo anche a bussare. Niente. Si ode solo lo sferragliare dei veicoli che incessantemente sfrecciano a monte ed a valle rispetto a Palazzo san Giuseppe alias “La Casa Rosada”. Proviamo al polifunzionale, all’ex mercato. Smanettiamo sul telefonino, ma l’unico numero che ci viene è quello dell’assessore “ad vitam” Giuseppe Latella, cimelio della Giunta Iaria. La conferenza stampa è per le dieci e trenta, nella “stanza dei bottoni”; del sindaco. Non si comincia però, strano caso, prima delle undici. Prima ci sono le interviste. Meno male che fosse una conferenza stampa. Sebbene il diversivo, non ci smonti. Rimaniamo incollati alla sedia. Ci spostiamo solo, quando circondati ‘dagli indiani come a Forte Apache’, ci vediamo costretti a ballonzolare, alla ricerca di una posizione (comoda per gli altri). A parte che nessuno (escluso il mancato assessore Mimmo Scambia, incredibilmente lasciato a bocca asciutta, ma col brodino del ‘capogruppo di maggioranza’) si sia sporcato le mani per stringere “quella” del direttore di Mnews.it…pussa via, ma chi t’ha vvvvisto mai! Ai monatti sì, ma non a “quello lì”. Passi pure, che entrino in conferenza stampa senza pronunciare nemmeno per ischerzo la parola “Buongiorno”, se l’udito ci funzioni ancora. Se ci azzardiamo a tendere la mano è come fare un buco nell’acqua. Che tempo èèèèè? Tempo…perso!Non è una deformazione professionale ma la regola numero uno del bon ton. Non chiamatelo galateo. La scuola fa la sua parte; ma come diceva Jean Jacques Rousseau, la società corrompe. Eccezion fatta per Mimmo Scambia, neo segretario socialista della cittadina di Tiberio Evoli, Bruno Spatolisano e Pietro Panuccio. Domenico Scambia, ‘Mimmo’ per gli amici, capitano di lungo corso, esperienza, competenza e professionalità da vendere, a prescindere, ras della Marina, diventato, non solo il quartiere più popolato, ma anche quello che “decide” chi debba vincere le elezioni comunali, se non altro, con una messe di voti, ha dovuto ingoiare il rospo dell’esclusione clamorosa dalla Giunta:off limits, please, property private rent!Come del resto Praticò. La rotazione? Si applicava nel… Medioevo a proposito del ‘maggese’. Nonostante il siluramento è rimasto al suo posto, intruppato nel gruppo. L’ex presidente del Consiglio della Comunità Montana, conserva ancora il senso della misura e della disciplina. Ha saputo resistere al canto delle sirene della diaspora ed al fumus persecutionis della protesta. Diversamente da Patrizia Crea, quota rosa esclusa, che ha fatto ricorso e l’ha pure vinto, al TAR. Una vittoria di Pirro, perché il sindaco, imperterrito ad ogni segnale, ha continuato a ciurlare nel manico…”Sto studiando come farla rientrare dalla finestra…più in là vedremo”. E si preannunzia un secondo ricorso. E diversamente anche da Pulitanò ex ‘Beniamino’ del pubblico locale, che si è ritirato in Aventino. Alternandosi con la tattica del mordi e fuggi:due no ed una sì. C’era anche il neoassessore-a Valeria Minicuci, relegato all’ala, come si evince dal nostro video e dalle foto. Finalmente, dopo le “moine, smancerie e sdolcinatezze”, si comincia a muovere qualcosa. Un trambusto, che si trascina ancora per un paio di minuti. Il sindaco, gli assessori, i consiglieri, il tecnico comunale ingegnere Franco Maisano, il capo dell’Ufficio Stampa, un paio di giornalisti, non di più (benché alla fine, le uniche e sole domande, le abbia fatte lo scrivente) e l’operatore…Pronti via, si parteeee. La parte del leone, come di consueto la fa il “padrone di casa”. Le briciole, per il vicesindaco relegato all’angolo…” a cuccia Bobby”; due bruscolini per Giacomo Marino, responsabile provinciale dell’Opera Nomadi. Un osso per Mimmo Scambia. Una cavalcata solitaria sullo sgombero del campo Rom con ruspe, motopale, escavatori, bulldozer e camion. In realtà quattro gatti. Il grosso era stato convinto già da tempo ad accettare le case del Comune.
Sebbene, funzionino alla grande, il passaparola e la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Tuttavia, oramai il pozzo di san Patrizio è bell’e prosciugato. Asciutto. Intanto il campo Rom è stato solo parzialmente sgombrato. Insistono ancora, diverse famiglie. E non ci sorprende affatto, che possano crescere e moltiplicarsi. Specialmente, qualora, non fosse consegnata un’area promessa, poco più a monte, rispetto all’accampamento degli zingari, utile per sbarcare il lunario quotidiano. Non si può cancellare un dna millenario, con un colpo di spugna. Fondamentale per il carico e scarico di materiale connesso con i loro mestieri tradizionali, salvaguardati e tutelati da apposite leggi di cui diamo qualche cenno qui di sèguito; anche in campo europeo. Come ha sottolineato in conferenza stampa Giacomo Marino:”Vi do atto, di essere stato il primo Comune d’Europa nell’accoglienza ed integrazione completa ed esaustiva, all’interno della società melitese. La scolarizzazione sino alla scuola media ed in qualche singolo caso, anche oltre. Abbiamo dialogato proficuamente con i precedenti sindaci. I risultati, sono sotto gli occhi di tutti. Si rende necessario continuare su questa strada, per armonizzare ulteriormente l’integrazione dei nomadi. Sento il dovere di ringraziare tutti per la disponibilità al confronto sui temi e sui problemi che riguardano questo settore, stampa compresa, che ci ha consentito di raggiungere risultati ragguardevoli, se non ottimali.” LA STORIA CONTEMPORANEA, fonte www.homolaicus.com, dalla prima guerra mondiale ad oggi ZINGARI Premessa"Zingaro" è una parola razzista, come "negro", "vu cumprà", "barbaro", ecc. Nel nostro linguaggio quotidiano a volte la si usa in espressioni come: "una casa di zingari", per dire che è disordinata; "essere come uno zingaro", cioè vestito male e sporco; "ti faccio portare via dagli zingari", per dire che sono cattivi (come l'Uomo Nero). Zingaro viene dal greco Athìnganoi (che indicava gli esponenti di una setta eretica perseguitata).In Italia gli zingari chiamano se stessi con due nomi: ROM (centro e sud) e SINTI (nord), il cui significato è "uomini", contrapposto a GAGGIO' (i "non-uomini", cioè gli stranieri, ma significa anche sempliciotti, paurosi). I Rom considerano i Sinti "gagè" perché il sistema di vita di quest'ultimi è basato sul viaggiare e sullo spostarsi continuamente, mentre i Rom sono più sedentari.Storia.Verso la fine del 1o millennio partirono dall'India nord-occidentale le prime ondate migratorie. La diaspora totale fu determinata dall'espansione dell'Islam, che giunse fino al Punjab, zona d'origine dell'emigrazione.
I Sinti sono originari del Rajastan (India del nord), i Rom invece sono del centro dell'India.In Europa i gitani sono sicuramente presenti dalla fine del 1300. In Italia un primo gruppo è segnalato nel 1422. Il loro nomadismo è sempre stato sopportato malvolentieri in Europa occidentale.Non è mai stato fatto un conto di quanti zingari sono stati impiccati, bruciati e torturati con l'accusa di stregoneria in Europa. Le persecuzioni raggiungono il culmine con il nazismo: mezzo milione di zingari sono morti nei lager. A Norimberga non vengono ascoltati come testimoni: si rifiuta loro il pagamento dei danni di guerra. Oggi in Italia ci sono da 60.000 a 90.000 zingari. Il nucleo maggiore è costituito dai SINTI. Di questi circa 25.000 vivono nei campi-nomadi; gli altri sono sedentari in case fisse. (Molti sono italiani nati ad Istria). L'altro gruppo importante è quello dei ROM jugoslavi, ultimi arrivati: non sono più di 10-12.000 persone, tutti insediati nei campi. Gli zingari slavi si dividono in due gruppi: Daxikané e Karakhané (quest'ultimi di religione musulmana). I SINTI non praticano il furto, gli altri invece sì: tanto che il 15% dei maschi e l'80% delle femmine minorenni finiscono negli istituti italiani penitenziari per minori. I Daxikhané (Montenegro) sono mal visti sia dai SINTI che dai Karakhané (Bosnia). Nella società contadina avevano un loro ruolo: allevavano e vendevano cavalli, aggiustavano le pentole, lavoravano i metalli, suonavano alle fiere, facevano i burattinai. I ROM, 30 anni fa, non finivano mai in carcere. Ora le esigenze della società sono aumentate e le loro possibilità sono diminuite. I SINTI vendono articoli di merceria porta a porta; i ROM karakhanè sono artigiani del rame e leggono la mano.Usi, costumi e linguaggio. Le loro leggi sono molto severe, ma nessuno le conosce.
Tra i ROM le vedove non si risposano. Le donne non si prostituiscono, pena l'allontanamento definitivo dal clan.Le donne che portano un fazzoletto al capo sono musulmane. Il nome ai neonati viene dato dagli anziani. L'anziano è molto rispettato, perché è soprattutto lui che conserva la memoria delle tradizioni. Non ci sono zingari negli ospizi, non abbandonano mai i loro figli. Strumento musicale prevalentemente usato: la fisarmonica. Il fuoco è il punto di ritrovo per giovani e anziani.La loro lingua è antichissima, molto vicina al sanscrito (ci sono poeti che scrivono in questa lingua: Sesmo Adamic è stato espulso da Roma, insieme ad altri 120 nomadi, nel marzo dell'89). Molti linguisti sostengono che vi siano delle affinità con le parlate della Persia e dell'Indostan. Ecco alcune loro parole: Gentili (italiani); Gentilini (bambini italiani). Signòm ni rom : Sono un uomo. Diavolo (beng), Dio (del, murdivéle), Casa (khar), Fame (bokh), Donna (zuvlì, giuvéle), Figlia (sej, ciaj), Figlio (sav, ciavò), Madre (dej), Moglie (romnì), Padre (dad, tatà), Notte (rjat), Fidanzato (piramnò, burò), Predire la sorte (drabar), Vino (mol), Canto (gilì), Acqua (paj, panì). Nelle loro canzoni, che vengono anche ballate, si parla quasi sempre della loro terra, dove i fiumi sono puliti, i boschi verdi e dove si è sempre allegri. Dice una loro canzone: "Il gaggiò lavora sempre, sperando di diventare qualcosa e sperando così, muore. Poi ha fatto le leggi. La libertà è bella: vai dove vuoi". Un loro detto dice: "Noi ROM siamo come l'erba che si piega al vento e che si rialza appena la tempesta è passata". Esistono anche molte favole zingare. Problemi maggiori. Istruzione per i bambini: il 97% dei bambini zingari non frequenta la scuola dell'obbligo e gli zingari adulti sono per lo più analfabeti. Eppure il 75% di essi sono cittadini italiani, o per nascita, o perché alla fine della II G.M. vivevano ai confini e scelsero l'Italia come patria. Per i bambini zingari, l'italiano è la terza lingua, dopo quella materna (il romanes o il sinto) e il dialetto locale.
A scuola facilmente vengono considerati come disadattati sociali e anche mentali. Servizi igienico-sanitari: la loro sporcizia dipende anche dalla cronica mancanza di acqua nei campi, che dovrebbero disporre di docce e gabinetti. A causa delle molte malattie, dovute anche al freddo, la vita media non supera i 50 anni. Altri servizi deficitari: illuminazione (l'energia elettrica permetterebbe di utilizzare sistemi di riscaldamento meno rischiosi: piccoli bracieri o stufette a gas, che a volte causano l'incendio della roulotte), cassonetti per rifiuti, vasche per il bucato. Lavoro: non riescono più a fare lavori dignitosi o comunque remunerativi. Non possono praticare il commercio ambulante, perché vengono considerati come stranieri. Molti bambini vendono fiori, fazzoletti ai semafori o puliscono i vetri delle macchine. Chiedere la carità è diventato il lavoro delle donne. Il lavoro col ferrovecchio non rende più e gli oggetti di rame non li compra più nessuno, se non qualche turista d'estate. Visti d'ingresso, passaporti ecc. Spesso ci si dimentica che questi gruppi sono apolidi e che quindi non ha senso rimpatriarli nella ex-Jugoslavia. Aree di sosta sono poche: una cinquantina in tutta Italia. Si tratta per lo più di fangose baraccopoli, frequentate da topi, col pericolo di epidemie. Gli stessi campi-sosta sono troppo grandi: ammassano 300-500 persone (sembrano dei ghetti).Emarginazione: per i nostri agricoltori sono nomadi senza terra; per i cittadini, dei marginali di periferia; per gli operai, degli oziosi e per tutti, degli uomini senza fede e senza legge. Il solo zingaro accettato è quello bello, artista, simbolo della libertà e del folclore, cioè quello che non esiste.
Rifiutano l'accusa di vagabondaggio, perché il loro è un nomadismo, che è un diritto riconosciuto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo dell'ONU ed è previsto dalla nostra Costituzione. Lo stesso Consiglio d'Europa dice che deve essere facilitato l'insediamento in abitazioni appropriate per i nomadi che lo desiderano. A Roma esistono 50 comunità zingare: rom abruzzesi e napoletani, camminanti siciliani, sinti giostrai, rom kalderasha, rom slavi. Vivono in case popolari o roulotte. Prima degli anni '70 commerciavano cavalli, facevano i maniscalchi, le donne leggevano il futuro o vendevano chincaglieria. Alcuni fabbricavano pentole di rame, altri erano indoratori o giostrai. Con l'espansione edilizia degli anni '70 i campi-nomadi sono stati requisiti. A Roma i nomadi sono 3000, sono sempre stati 3000, ma ora si parla di "problema nomadi". Generalmente nei campi dove vivono non ci sono servizi. Alcune ragazze frequentano corsi di taglio e cucito.”. Leggi a favore degli zingari…Le minoranze sprovviste di territorio Documenti internazionali e normativa regionale O.N.U. -2.3.1979 - Riconoscimento della Romani Union come organismo non governativo con potere consultivo presso l'ECOSOC. Commissione per i diritti umani -4.3.1992 - Risoluzione n. 66 - Protezione dei Rom CONSIGLIO D'EUROPA -Raccomandazione n. 563 (69), "La situazione degli zingari e di altri nomadi in Europa", adottata dall'Assemblea consultiva il 30.9.1969. -Risoluzione n. 13 (75),"Raccomandazioni sulla situazione sociale dei nomadi in Europa", adottata dal Comitato dei Ministri il 22.5.1975.
-Risoluzione n. 125 (81), "Ruolo e responsabilità degli enti locali e regionali di fronte ai problemi culturali e sociali delle popolazioni di origine nomade", adottata dalla Conferenza degli Enti locali e regionali d'Europa, 1981. -Raccomandazione n. 928 (81), "Problemi di educazione e di cultura posti dalle lingue minoritarie e dai dialetti in Europa", adottata dall'Assemblea parlamentare, 1981. -Raccomandazione n. 83 (83), "Sui nomadi apolidi o di cittadinanza indeterminata", adottata dal Comitato dei Ministri il 22.2.1983. -Raccomandazioni del 20° seminario di insegnanti del Consiglio d'Europa su "Formazione degli insegnanti dei bambini zingari", (Donaueschingen 20-25 giugno 1983). -Raccomandazione n. 1203 (93), "Gli zingari in Europa", adottata dall'Assemblea parlamentare il 2.2.1993. -Risoluzione n. 249 (93), "Gli zingari in Europa: ruolo e responsabilità delle autorità locali e regionali", adottata dalla Conferenza permanente degli Enti locali e regionali il 18.3.1993. -Risoluzione n. 16 (95) "Il contributo dei Rom alla costruzione di una Europa tollerante" adottata dal Congresso dei poteri locali e regionali d'Europa il 31.05.1995. -Rapporto CDMG 6 (95) adottato dal Comitato europeo sulle migrazioni il 5.5.1995, dal titolo "La situazione degli zingari Rom e Sinti in Europa".PARLAMENTO EUROPEO -Risoluzione sulla situazione degli zingari nella Comunità Europea, adottata dall'Assemblea parlamentare il 24.5.1984. Consiglio dei Ministri dell'educazione -Risoluzione sulla scolarizzazione dei figli degli zingari e dei viaggianti, adottata il 22.5.1989. -Risoluzione sulla situazione degli zingari nella Comunità (A3-0124/94).
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PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
-D.P.C.M. 4.6.1986 e D.P.C.M. 25.4.1994, istitutivi di Commissioni interministeriali sul problema dei nomadi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.MINISTERO DELL' INTERNO -Circolare MI.A.CEL. n. 17/73 del 11.10.1973 pos. 15900.2.22 prot. 7063. Oggetto: Problema dei nomadi. -Circolare MI.A.CEL. n. 19/80 del 13.7.1980. Oggetto: Legge 18.3.1968 n. 337 - Spettacoli viaggianti. -Circolare MI.A.CEL. n. 13/82 dell'1.9.1982. Oggetto: Problema dei nomadi. -Circolare MI.A.CEL. n. 151/85 del 5.7.1985 XXVII/P.6. Oggetto: Problema dei nomadi. -Circolare FL. 9/88 dell'8.4.1988. Oggetto: Problema dei nomadi. -Circolare MI.A.CEL. n. 6/88 del 6.6.1988 prot. n. 088025-84-15100/1359. Oggetto: Legge 18.3.1968 n. 337 - Spettacoli viaggianti. -Decreto M. I. 7.4.1989 e Decreto M. I. 23.10.1989 "Individuazione dei Comuni interessati alla predisposizione di infrastrutture necessarie alla realizzazione di aree attrezzate per l'ospitalità delle minoranze nomadi". -Circolare MI.A.CEL. n. 8/89 dell'1.7.1989 prot. n. 089031-61-15100/10304. Oggetto: Ordinanza sindacale d'urgenza. Responsabilità e controllo. -Circolare M.I. Dip. P.S. n. 4/91 del 18.1.1991 pos. n. 559/443-123/A-200420/I 6/2/1/1. Oggetto: Insediamenti di nomadi, zingari ed extracomunitari. Attività di vigilanza e di controllo. MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE -Circolare n. 207 del 16.7.1986. Oggetto: Scolarizzazione degli alunni zingari e nomadi nella scuola materna, elementare e secondaria di primo grado. -Circolare n. 5 prot. n. 17 del 12.1.1994. Oggetto: Iscrizione nelle scuole e negli istituti di ogni ordine e grado di minori stranieri privi di permesso di soggiorno . Modifiche e integrazioni del paragrafo 7 della C.M. 31/12/91 n. 400, già modificato dalla C.M. 7/3/92 n. 67. -Circolare n. 3711/B/1/A del 6.4.1995. Oggetto: Iscrizione degli alunni alle scuole e istituti statali di ogni ordine e grado. Integrazioni e modifiche alle CCMM n. 363 del 22.12.1994 e n. 49 del 10.2.1995.LEGGI REGIONALI Regione Emilia Romagna -L.r. 12.1.1985, n. 2 "Riordino e programmazione delle funzioni di assistenza sociale". -L.r. 23.11.1988, n. 47 "Norme per le minoranze nomadi in EmiliaRomagna". -L.r. 6.9.1993, n. 34 contenente modifiche della L.r. 23.11.1988, n. 47 "Norme per le minoranze nomadi in Emilia Romagna" e della L.r. 12.1.1985, n. 2 "Riordino e programmazione delle funzioni di assistenza sociale".Regione Friuli-Venezia Giulia -L.r. 14.3.1988, n. 11 "Norme a tutela della cultura 'Rom' nell'ambito del territorio della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia". -L.r. 20.6.1988, n. 54 "Modificazione alla L.r. 14.3.1988, n. 11 "Norme a tutela della cultura 'Rom' nell'ambito del territorio della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia". -L.r. 24.6.1991, n. 25 "Modificazioni ed integrazioni alla L.r. 14.3.1988, n. 11 "Norme a tutela della cultura 'Rom' nell'ambito del territorio della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia", già modificata dalla L.r. 20.6.1988, n. 54.Regione Lazio -L.r. 3.5.1985, n. 59 "Disciplina dei complessi ricettivi campeggistici". -L.r. 24.5.1985, n. 82 "Norme in favore dei Rom". -L.r. 30.3.1992, n. 29 "Norme per l'attuazione del diritto allo studio".Regione Liguria -L.r. 27.8.1992, n. 21 "Interventi a tutela delle popolazioni zingare e nomadi".Regione Lombardia -L.r. 22.12.1989, n. 77 "Azione regionale per la tutela delle popolazioni appartenenti alle etnie tradizionalmente nomadi e seminomadi".Regione Marche -L.r. 5.1.1994, n. 3 "Interventi a favore degli emigrati, degli immigrati, dei rifugiati, degli apolidi, dei nomadi e delle loro famiglie".Regione Piemonte -L.r. 10.6.1993, n. 26 "Interventi a favore della popolazione zingara".Regione Sardegna -L.r. 9.3.1988, n. 9 "Tutela dell'etnia e della cultura dei nomadi".Regione Toscana -L.r. 8.4.1995, n. 73 "Interventi per i popoli Rom e Sinti".Trentino - Alto Adige -L.p. 2.9.1985, n. 15 "Norme a tutela degli zingari". Regione Umbria -L.r. 27.4.1990, n. 32 "Misure per favorire l'inserimento dei nomadi nella società e per la tutela della loro identità e del loro patrimonio culturale".Regione Veneto -L.r. 22.12.1989, n. 54 "Interventi a tutela della cultura dei Rom e dei Sinti".
Domenico Salvatore
MELITO PORTO SALVO, IL SINDACO ANNUNZIA:”ABBIAMO LIBERATO IL “FORTINO” ED ALLOCATO GLI ZINGARI NEI VARI QUARTIERI DELLA CITTÁ
Per decenni nella bidonville di Pilati, le famiglie zingare, hanno vissuto in baraccopoli, in case molto deteriorate o in caravan, in una zona estremamente insalubre, accampate nella periferia della città, in mezzo a rifiuti di ogni tipo…comburente, infiammabile, irritante, nocivo, tossico, cancerogeno, corrosivo, infetto, prodotti delle pulizie, batterie, cosmetici, prodotti di giardinaggio, fertilizzanti chimici, pesticidi, erbicidi, idro fluoro-cloro-carburi ecc.
Domenico Salvatore
MELITO PORTO SALVO (RC)-Arriviamo sul Viale delle Rimembranze con largo anticipo, ma, troviamo il portone serrato a doppia mandata. E proviamo anche a bussare. Niente. Si ode solo lo sferragliare dei veicoli che incessantemente sfrecciano a monte ed a valle rispetto a Palazzo san Giuseppe alias “La Casa Rosada”. Proviamo al polifunzionale, all’ex mercato. Smanettiamo sul telefonino, ma l’unico numero che ci viene è quello dell’assessore “ad vitam” Giuseppe Latella, cimelio della Giunta Iaria. La conferenza stampa è per le dieci e trenta, nella “stanza dei bottoni”; del sindaco. Non si comincia però, strano caso, prima delle undici. Prima ci sono le interviste. Meno male che fosse una conferenza stampa. Sebbene il diversivo, non ci smonti. Rimaniamo incollati alla sedia. Ci spostiamo solo, quando circondati ‘dagli indiani come a Forte Apache’, ci vediamo costretti a ballonzolare, alla ricerca di una posizione (comoda per gli altri). A parte che nessuno (escluso il mancato assessore Mimmo Scambia, incredibilmente lasciato a bocca asciutta, ma col brodino del ‘capogruppo di maggioranza’) si sia sporcato le mani per stringere “quella” del direttore di Mnews.it…pussa via, ma chi t’ha vvvvisto mai! Ai monatti sì, ma non a “quello lì”. Passi pure, che entrino in conferenza stampa senza pronunciare nemmeno per ischerzo la parola “Buongiorno”, se l’udito ci funzioni ancora. Se ci azzardiamo a tendere la mano è come fare un buco nell’acqua. Che tempo èèèèè? Tempo…perso!Non è una deformazione professionale ma la regola numero uno del bon ton. Non chiamatelo galateo. La scuola fa la sua parte; ma come diceva Jean Jacques Rousseau, la società corrompe. Eccezion fatta per Mimmo Scambia, neo segretario socialista della cittadina di Tiberio Evoli, Bruno Spatolisano e Pietro Panuccio. Domenico Scambia, ‘Mimmo’ per gli amici, capitano di lungo corso, esperienza, competenza e professionalità da vendere, a prescindere, ras della Marina, diventato, non solo il quartiere più popolato, ma anche quello che “decide” chi debba vincere le elezioni comunali, se non altro, con una messe di voti, ha dovuto ingoiare il rospo dell’esclusione clamorosa dalla Giunta:off limits, please, property private rent!Come del resto Praticò. La rotazione? Si applicava nel… Medioevo a proposito del ‘maggese’. Nonostante il siluramento è rimasto al suo posto, intruppato nel gruppo. L’ex presidente del Consiglio della Comunità Montana, conserva ancora il senso della misura e della disciplina. Ha saputo resistere al canto delle sirene della diaspora ed al fumus persecutionis della protesta. Diversamente da Patrizia Crea, quota rosa esclusa, che ha fatto ricorso e l’ha pure vinto, al TAR. Una vittoria di Pirro, perché il sindaco, imperterrito ad ogni segnale, ha continuato a ciurlare nel manico…”Sto studiando come farla rientrare dalla finestra…più in là vedremo”. E si preannunzia un secondo ricorso. E diversamente anche da Pulitanò ex ‘Beniamino’ del pubblico locale, che si è ritirato in Aventino. Alternandosi con la tattica del mordi e fuggi:due no ed una sì. C’era anche il neoassessore-a Valeria Minicuci, relegato all’ala, come si evince dal nostro video e dalle foto. Finalmente, dopo le “moine, smancerie e sdolcinatezze”, si comincia a muovere qualcosa. Un trambusto, che si trascina ancora per un paio di minuti. Il sindaco, gli assessori, i consiglieri, il tecnico comunale ingegnere Franco Maisano, il capo dell’Ufficio Stampa, un paio di giornalisti, non di più (benché alla fine, le uniche e sole domande, le abbia fatte lo scrivente) e l’operatore…Pronti via, si parteeee. La parte del leone, come di consueto la fa il “padrone di casa”. Le briciole, per il vicesindaco relegato all’angolo…” a cuccia Bobby”; due bruscolini per Giacomo Marino, responsabile provinciale dell’Opera Nomadi. Un osso per Mimmo Scambia. Una cavalcata solitaria sullo sgombero del campo Rom con ruspe, motopale, escavatori, bulldozer e camion. In realtà quattro gatti. Il grosso era stato convinto già da tempo ad accettare le case del Comune.
Sebbene, funzionino alla grande, il passaparola e la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Tuttavia, oramai il pozzo di san Patrizio è bell’e prosciugato. Asciutto. Intanto il campo Rom è stato solo parzialmente sgombrato. Insistono ancora, diverse famiglie. E non ci sorprende affatto, che possano crescere e moltiplicarsi. Specialmente, qualora, non fosse consegnata un’area promessa, poco più a monte, rispetto all’accampamento degli zingari, utile per sbarcare il lunario quotidiano. Non si può cancellare un dna millenario, con un colpo di spugna. Fondamentale per il carico e scarico di materiale connesso con i loro mestieri tradizionali, salvaguardati e tutelati da apposite leggi di cui diamo qualche cenno qui di sèguito; anche in campo europeo. Come ha sottolineato in conferenza stampa Giacomo Marino:”Vi do atto, di essere stato il primo Comune d’Europa nell’accoglienza ed integrazione completa ed esaustiva, all’interno della società melitese. La scolarizzazione sino alla scuola media ed in qualche singolo caso, anche oltre. Abbiamo dialogato proficuamente con i precedenti sindaci. I risultati, sono sotto gli occhi di tutti. Si rende necessario continuare su questa strada, per armonizzare ulteriormente l’integrazione dei nomadi. Sento il dovere di ringraziare tutti per la disponibilità al confronto sui temi e sui problemi che riguardano questo settore, stampa compresa, che ci ha consentito di raggiungere risultati ragguardevoli, se non ottimali.” LA STORIA CONTEMPORANEA, fonte www.homolaicus.com, dalla prima guerra mondiale ad oggi ZINGARI Premessa"Zingaro" è una parola razzista, come "negro", "vu cumprà", "barbaro", ecc. Nel nostro linguaggio quotidiano a volte la si usa in espressioni come: "una casa di zingari", per dire che è disordinata; "essere come uno zingaro", cioè vestito male e sporco; "ti faccio portare via dagli zingari", per dire che sono cattivi (come l'Uomo Nero). Zingaro viene dal greco Athìnganoi (che indicava gli esponenti di una setta eretica perseguitata).In Italia gli zingari chiamano se stessi con due nomi: ROM (centro e sud) e SINTI (nord), il cui significato è "uomini", contrapposto a GAGGIO' (i "non-uomini", cioè gli stranieri, ma significa anche sempliciotti, paurosi). I Rom considerano i Sinti "gagè" perché il sistema di vita di quest'ultimi è basato sul viaggiare e sullo spostarsi continuamente, mentre i Rom sono più sedentari.Storia.Verso la fine del 1o millennio partirono dall'India nord-occidentale le prime ondate migratorie. La diaspora totale fu determinata dall'espansione dell'Islam, che giunse fino al Punjab, zona d'origine dell'emigrazione.
I Sinti sono originari del Rajastan (India del nord), i Rom invece sono del centro dell'India.In Europa i gitani sono sicuramente presenti dalla fine del 1300. In Italia un primo gruppo è segnalato nel 1422. Il loro nomadismo è sempre stato sopportato malvolentieri in Europa occidentale.Non è mai stato fatto un conto di quanti zingari sono stati impiccati, bruciati e torturati con l'accusa di stregoneria in Europa. Le persecuzioni raggiungono il culmine con il nazismo: mezzo milione di zingari sono morti nei lager. A Norimberga non vengono ascoltati come testimoni: si rifiuta loro il pagamento dei danni di guerra. Oggi in Italia ci sono da 60.000 a 90.000 zingari. Il nucleo maggiore è costituito dai SINTI. Di questi circa 25.000 vivono nei campi-nomadi; gli altri sono sedentari in case fisse. (Molti sono italiani nati ad Istria). L'altro gruppo importante è quello dei ROM jugoslavi, ultimi arrivati: non sono più di 10-12.000 persone, tutti insediati nei campi. Gli zingari slavi si dividono in due gruppi: Daxikané e Karakhané (quest'ultimi di religione musulmana). I SINTI non praticano il furto, gli altri invece sì: tanto che il 15% dei maschi e l'80% delle femmine minorenni finiscono negli istituti italiani penitenziari per minori. I Daxikhané (Montenegro) sono mal visti sia dai SINTI che dai Karakhané (Bosnia). Nella società contadina avevano un loro ruolo: allevavano e vendevano cavalli, aggiustavano le pentole, lavoravano i metalli, suonavano alle fiere, facevano i burattinai. I ROM, 30 anni fa, non finivano mai in carcere. Ora le esigenze della società sono aumentate e le loro possibilità sono diminuite. I SINTI vendono articoli di merceria porta a porta; i ROM karakhanè sono artigiani del rame e leggono la mano.Usi, costumi e linguaggio. Le loro leggi sono molto severe, ma nessuno le conosce.
Tra i ROM le vedove non si risposano. Le donne non si prostituiscono, pena l'allontanamento definitivo dal clan.Le donne che portano un fazzoletto al capo sono musulmane. Il nome ai neonati viene dato dagli anziani. L'anziano è molto rispettato, perché è soprattutto lui che conserva la memoria delle tradizioni. Non ci sono zingari negli ospizi, non abbandonano mai i loro figli. Strumento musicale prevalentemente usato: la fisarmonica. Il fuoco è il punto di ritrovo per giovani e anziani.La loro lingua è antichissima, molto vicina al sanscrito (ci sono poeti che scrivono in questa lingua: Sesmo Adamic è stato espulso da Roma, insieme ad altri 120 nomadi, nel marzo dell'89). Molti linguisti sostengono che vi siano delle affinità con le parlate della Persia e dell'Indostan. Ecco alcune loro parole: Gentili (italiani); Gentilini (bambini italiani). Signòm ni rom : Sono un uomo. Diavolo (beng), Dio (del, murdivéle), Casa (khar), Fame (bokh), Donna (zuvlì, giuvéle), Figlia (sej, ciaj), Figlio (sav, ciavò), Madre (dej), Moglie (romnì), Padre (dad, tatà), Notte (rjat), Fidanzato (piramnò, burò), Predire la sorte (drabar), Vino (mol), Canto (gilì), Acqua (paj, panì). Nelle loro canzoni, che vengono anche ballate, si parla quasi sempre della loro terra, dove i fiumi sono puliti, i boschi verdi e dove si è sempre allegri. Dice una loro canzone: "Il gaggiò lavora sempre, sperando di diventare qualcosa e sperando così, muore. Poi ha fatto le leggi. La libertà è bella: vai dove vuoi". Un loro detto dice: "Noi ROM siamo come l'erba che si piega al vento e che si rialza appena la tempesta è passata". Esistono anche molte favole zingare. Problemi maggiori. Istruzione per i bambini: il 97% dei bambini zingari non frequenta la scuola dell'obbligo e gli zingari adulti sono per lo più analfabeti. Eppure il 75% di essi sono cittadini italiani, o per nascita, o perché alla fine della II G.M. vivevano ai confini e scelsero l'Italia come patria. Per i bambini zingari, l'italiano è la terza lingua, dopo quella materna (il romanes o il sinto) e il dialetto locale.
A scuola facilmente vengono considerati come disadattati sociali e anche mentali. Servizi igienico-sanitari: la loro sporcizia dipende anche dalla cronica mancanza di acqua nei campi, che dovrebbero disporre di docce e gabinetti. A causa delle molte malattie, dovute anche al freddo, la vita media non supera i 50 anni. Altri servizi deficitari: illuminazione (l'energia elettrica permetterebbe di utilizzare sistemi di riscaldamento meno rischiosi: piccoli bracieri o stufette a gas, che a volte causano l'incendio della roulotte), cassonetti per rifiuti, vasche per il bucato. Lavoro: non riescono più a fare lavori dignitosi o comunque remunerativi. Non possono praticare il commercio ambulante, perché vengono considerati come stranieri. Molti bambini vendono fiori, fazzoletti ai semafori o puliscono i vetri delle macchine. Chiedere la carità è diventato il lavoro delle donne. Il lavoro col ferrovecchio non rende più e gli oggetti di rame non li compra più nessuno, se non qualche turista d'estate. Visti d'ingresso, passaporti ecc. Spesso ci si dimentica che questi gruppi sono apolidi e che quindi non ha senso rimpatriarli nella ex-Jugoslavia. Aree di sosta sono poche: una cinquantina in tutta Italia. Si tratta per lo più di fangose baraccopoli, frequentate da topi, col pericolo di epidemie. Gli stessi campi-sosta sono troppo grandi: ammassano 300-500 persone (sembrano dei ghetti).Emarginazione: per i nostri agricoltori sono nomadi senza terra; per i cittadini, dei marginali di periferia; per gli operai, degli oziosi e per tutti, degli uomini senza fede e senza legge. Il solo zingaro accettato è quello bello, artista, simbolo della libertà e del folclore, cioè quello che non esiste.
Rifiutano l'accusa di vagabondaggio, perché il loro è un nomadismo, che è un diritto riconosciuto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo dell'ONU ed è previsto dalla nostra Costituzione. Lo stesso Consiglio d'Europa dice che deve essere facilitato l'insediamento in abitazioni appropriate per i nomadi che lo desiderano. A Roma esistono 50 comunità zingare: rom abruzzesi e napoletani, camminanti siciliani, sinti giostrai, rom kalderasha, rom slavi. Vivono in case popolari o roulotte. Prima degli anni '70 commerciavano cavalli, facevano i maniscalchi, le donne leggevano il futuro o vendevano chincaglieria. Alcuni fabbricavano pentole di rame, altri erano indoratori o giostrai. Con l'espansione edilizia degli anni '70 i campi-nomadi sono stati requisiti. A Roma i nomadi sono 3000, sono sempre stati 3000, ma ora si parla di "problema nomadi". Generalmente nei campi dove vivono non ci sono servizi. Alcune ragazze frequentano corsi di taglio e cucito.”. Leggi a favore degli zingari…Le minoranze sprovviste di territorio Documenti internazionali e normativa regionale O.N.U. -2.3.1979 - Riconoscimento della Romani Union come organismo non governativo con potere consultivo presso l'ECOSOC. Commissione per i diritti umani -4.3.1992 - Risoluzione n. 66 - Protezione dei Rom CONSIGLIO D'EUROPA -Raccomandazione n. 563 (69), "La situazione degli zingari e di altri nomadi in Europa", adottata dall'Assemblea consultiva il 30.9.1969. -Risoluzione n. 13 (75),"Raccomandazioni sulla situazione sociale dei nomadi in Europa", adottata dal Comitato dei Ministri il 22.5.1975.
-Risoluzione n. 125 (81), "Ruolo e responsabilità degli enti locali e regionali di fronte ai problemi culturali e sociali delle popolazioni di origine nomade", adottata dalla Conferenza degli Enti locali e regionali d'Europa, 1981. -Raccomandazione n. 928 (81), "Problemi di educazione e di cultura posti dalle lingue minoritarie e dai dialetti in Europa", adottata dall'Assemblea parlamentare, 1981. -Raccomandazione n. 83 (83), "Sui nomadi apolidi o di cittadinanza indeterminata", adottata dal Comitato dei Ministri il 22.2.1983. -Raccomandazioni del 20° seminario di insegnanti del Consiglio d'Europa su "Formazione degli insegnanti dei bambini zingari", (Donaueschingen 20-25 giugno 1983). -Raccomandazione n. 1203 (93), "Gli zingari in Europa", adottata dall'Assemblea parlamentare il 2.2.1993. -Risoluzione n. 249 (93), "Gli zingari in Europa: ruolo e responsabilità delle autorità locali e regionali", adottata dalla Conferenza permanente degli Enti locali e regionali il 18.3.1993. -Risoluzione n. 16 (95) "Il contributo dei Rom alla costruzione di una Europa tollerante" adottata dal Congresso dei poteri locali e regionali d'Europa il 31.05.1995. -Rapporto CDMG 6 (95) adottato dal Comitato europeo sulle migrazioni il 5.5.1995, dal titolo "La situazione degli zingari Rom e Sinti in Europa".PARLAMENTO EUROPEO -Risoluzione sulla situazione degli zingari nella Comunità Europea, adottata dall'Assemblea parlamentare il 24.5.1984. Consiglio dei Ministri dell'educazione -Risoluzione sulla scolarizzazione dei figli degli zingari e dei viaggianti, adottata il 22.5.1989. -Risoluzione sulla situazione degli zingari nella Comunità (A3-0124/94).
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PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
-D.P.C.M. 4.6.1986 e D.P.C.M. 25.4.1994, istitutivi di Commissioni interministeriali sul problema dei nomadi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.MINISTERO DELL' INTERNO -Circolare MI.A.CEL. n. 17/73 del 11.10.1973 pos. 15900.2.22 prot. 7063. Oggetto: Problema dei nomadi. -Circolare MI.A.CEL. n. 19/80 del 13.7.1980. Oggetto: Legge 18.3.1968 n. 337 - Spettacoli viaggianti. -Circolare MI.A.CEL. n. 13/82 dell'1.9.1982. Oggetto: Problema dei nomadi. -Circolare MI.A.CEL. n. 151/85 del 5.7.1985 XXVII/P.6. Oggetto: Problema dei nomadi. -Circolare FL. 9/88 dell'8.4.1988. Oggetto: Problema dei nomadi. -Circolare MI.A.CEL. n. 6/88 del 6.6.1988 prot. n. 088025-84-15100/1359. Oggetto: Legge 18.3.1968 n. 337 - Spettacoli viaggianti. -Decreto M. I. 7.4.1989 e Decreto M. I. 23.10.1989 "Individuazione dei Comuni interessati alla predisposizione di infrastrutture necessarie alla realizzazione di aree attrezzate per l'ospitalità delle minoranze nomadi". -Circolare MI.A.CEL. n. 8/89 dell'1.7.1989 prot. n. 089031-61-15100/10304. Oggetto: Ordinanza sindacale d'urgenza. Responsabilità e controllo. -Circolare M.I. Dip. P.S. n. 4/91 del 18.1.1991 pos. n. 559/443-123/A-200420/I 6/2/1/1. Oggetto: Insediamenti di nomadi, zingari ed extracomunitari. Attività di vigilanza e di controllo. MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE -Circolare n. 207 del 16.7.1986. Oggetto: Scolarizzazione degli alunni zingari e nomadi nella scuola materna, elementare e secondaria di primo grado. -Circolare n. 5 prot. n. 17 del 12.1.1994. Oggetto: Iscrizione nelle scuole e negli istituti di ogni ordine e grado di minori stranieri privi di permesso di soggiorno . Modifiche e integrazioni del paragrafo 7 della C.M. 31/12/91 n. 400, già modificato dalla C.M. 7/3/92 n. 67. -Circolare n. 3711/B/1/A del 6.4.1995. Oggetto: Iscrizione degli alunni alle scuole e istituti statali di ogni ordine e grado. Integrazioni e modifiche alle CCMM n. 363 del 22.12.1994 e n. 49 del 10.2.1995.LEGGI REGIONALI Regione Emilia Romagna -L.r. 12.1.1985, n. 2 "Riordino e programmazione delle funzioni di assistenza sociale". -L.r. 23.11.1988, n. 47 "Norme per le minoranze nomadi in EmiliaRomagna". -L.r. 6.9.1993, n. 34 contenente modifiche della L.r. 23.11.1988, n. 47 "Norme per le minoranze nomadi in Emilia Romagna" e della L.r. 12.1.1985, n. 2 "Riordino e programmazione delle funzioni di assistenza sociale".Regione Friuli-Venezia Giulia -L.r. 14.3.1988, n. 11 "Norme a tutela della cultura 'Rom' nell'ambito del territorio della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia". -L.r. 20.6.1988, n. 54 "Modificazione alla L.r. 14.3.1988, n. 11 "Norme a tutela della cultura 'Rom' nell'ambito del territorio della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia". -L.r. 24.6.1991, n. 25 "Modificazioni ed integrazioni alla L.r. 14.3.1988, n. 11 "Norme a tutela della cultura 'Rom' nell'ambito del territorio della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia", già modificata dalla L.r. 20.6.1988, n. 54.Regione Lazio -L.r. 3.5.1985, n. 59 "Disciplina dei complessi ricettivi campeggistici". -L.r. 24.5.1985, n. 82 "Norme in favore dei Rom". -L.r. 30.3.1992, n. 29 "Norme per l'attuazione del diritto allo studio".Regione Liguria -L.r. 27.8.1992, n. 21 "Interventi a tutela delle popolazioni zingare e nomadi".Regione Lombardia -L.r. 22.12.1989, n. 77 "Azione regionale per la tutela delle popolazioni appartenenti alle etnie tradizionalmente nomadi e seminomadi".Regione Marche -L.r. 5.1.1994, n. 3 "Interventi a favore degli emigrati, degli immigrati, dei rifugiati, degli apolidi, dei nomadi e delle loro famiglie".Regione Piemonte -L.r. 10.6.1993, n. 26 "Interventi a favore della popolazione zingara".Regione Sardegna -L.r. 9.3.1988, n. 9 "Tutela dell'etnia e della cultura dei nomadi".Regione Toscana -L.r. 8.4.1995, n. 73 "Interventi per i popoli Rom e Sinti".Trentino - Alto Adige -L.p. 2.9.1985, n. 15 "Norme a tutela degli zingari". Regione Umbria -L.r. 27.4.1990, n. 32 "Misure per favorire l'inserimento dei nomadi nella società e per la tutela della loro identità e del loro patrimonio culturale".Regione Veneto -L.r. 22.12.1989, n. 54 "Interventi a tutela della cultura dei Rom e dei Sinti".
Domenico Salvatore
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