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Reggio Calabria, concorso ai Riuniti: conclusione indagini per Demetrio Naccari, Valeria Falcomatà e altre 8 persone

Reggio Calabria 11 marzo 2014 - Dopo circa due anni sono arrivate a conclusione le indagini che vedono coinvolti il consigliere regionale Demetrio Naccari Carlizzi e la moglie Valeria Falcomatà, insieme ad altre otto persone, nella vicenda relativa al concorso per un posto da Dirigente di primo livello all’Unità Operativa Complessa di Dermatologia degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, vinto dalla stessa Falcomatà.


“Naccari Carlizzi Demetrio, abusando della sua qualità e dei suoi poteri di assessore della Giunta della Regione (e quindi di pubblico ufficiale) ed in particolare del potere politico derivante da tale incarico induceva Pubblici Ufficiali e incaricati di pubblico servizio presso la Giunta della Regione Calabria e presso l’Azienda Ospedaliera Bianchi Melacrinò Morelli a dargli indebitamente l’utilità consistente nell’arbitraria facoltà di ingerirsi (in spregio alla normativa che regola le procedure di nomina) nella scelta dei membri della commissione d’esame che avrebbe giudicato il concorso pubblico”.

Questo, in sintesi, quanto la Procura della Repubblica di Reggio Calabria (pm Leo Tanaglia) contesta a Demetrio Naccari Carlizzi, all’epoca dei fatti, membro della giunta regionale targata Agazio Loiero. Ma la novità sostanziale scaturita dalle lunghe indagini risiede nell’aggravamento della contestazione, stante il fatto che l’accusa adesso è di ‘’induzione indebita a dare o promettere utilità’’ e ‘’falsità ideologica’’.

Insieme a Naccari Carlizzi e alla moglie Valeria Falcomatà, l’avviso di conclusione indagine è stato recapitato a Domenico Mannino, Paolo Vazzana, Igino Aldo Postorino, Giuseppe Crisalli, Giuseppa Caserta, Antonio Bonura, Silvia Falvo e Pasquale Giorgio Piraino. Stralciate, invece le posizioni di Vincenzo Schirippa, Giuseppe Foti, Mario Santagati e Giancarlo Valenti.

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